{"id":1116,"date":"2014-04-11T02:32:44","date_gmt":"2014-04-11T12:32:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=1116"},"modified":"2015-12-18T11:51:16","modified_gmt":"2015-12-18T10:51:16","slug":"hank-wood-and-the-hammerheadsgo-hometoxic-state-2012","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=1116","title":{"rendered":"HANK WOOD AND THE HAMMERHEADS<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Go Home!\"<br\/>(Toxic State, 2012)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Hank-Wood-And-The-Hammerheads.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1117\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Hank-Wood-And-The-Hammerheads.png\" alt=\"Hank Wood And The Hammerheads\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a>Devastante quintetto\u00a0(voce, chitarra, basso, batteria, tastiere)\u00a0newyorchese questi Hank Wood And The Hammerheads giunto, nel 2012,\u00a0al debutto sulla lunga distanza su Toxic State, dopo due singoli nei formati 7\u201d e cassetta usciti rispettivamente nel 2011 e nel 2012. La band \u00e8 conosciuta nei sotterranei musicali della grande mela per la ferocia e la violenza dei suoi show (da qualche parte ho letto che uno dei membri tempo addietro ha addirittura sgozzato un pollo sul palco), aspetto decisamente intuibile dalla natura spietata dei brani che compongono\u00a0<b>Go Home!<\/b>. L&#8217;album presenta un packaging molto spartano con note di copertina praticamente ridotte all&#8217;osso omettenti addirittura il nome dei propri attori (che siano in cinque ho dovuto letteralmente contarlo in un loro show strappato alla rete), nonostante sia corredato di inserto (fotocopiato) con testi e di un poster.<\/p>\n<p>Siamo alle prese con un hardcore lancinante, a tratti noise, che con ripetuti ascolti gradualmente si stempera dando pi\u00f9 voce alle incursioni dei synth quasi onnipresenti per un delirio dai gradevoli sentori \u201cvintage\u201d. Il disco riscalda i muscoli con un uno due iniziale, la deragliante e velenosa\u00a0<i>It&#8217;s Murder<\/i>\u00a0e la minacciosa\u00a0<i>Trouble<\/i>, per poi entrare nel cuore, a mezzo \u201carcaiche\u201d stramberie elettroniche, con una tripletta di vintage-beat sintetizzati vuoi \u201csynth-core\u201d in\u00a0<i>It&#8217;s Hard On The Street<\/i>, vuoi \u201cgarage-core\u201d in\u00a0<i>Don&#8217;t Look At Me<\/i>, vuoi \u201cdark-core\u201d in\u00a0<i>Don&#8217;t You Walk Away From Me<\/i>. Il dialogo tra urgenze ritmiche, voci esasperate e synth squillanti si fa pi\u00f9 centrato e \u201cmelodico\u201d nel secondo lato dove una\u00a0<i>I Don&#8217;t Play Games<\/i>, introdotta da un sample tratto dal film Ghostbusters II, una\u00a0<i>Bad Things<\/i>\u00a0ed una\u00a0<i>Snide \u2026 Petty \u2026 Fools<\/i>\u00a0dai celati tocchi rockabilly nonch\u00e8 una dirompente\u00a0<i>My House<\/i>, mettono a segno un crescendo di pura adrenalina che solo nella conclusiva e melmosa\u00a0<i>I Don&#8217;t See Nothin<\/i>\u00a0abbassa un po&#8217; i toni e ci riporta con i piedi per terra.<\/p>\n<p>Superato il primo assaggio, per il quale \u00e8 consigliabile munirsi di solidi paracolpi,\u00a0<b>Go Home!<\/b>\u00a0ascolto dopo ascolto mette in mostra tutte le sue finezze, la caratura dei suoi arrangiamenti e le attraenti trame melodiche, praticamente nascoste dietro una valanga di irruenza, proiettandoci con ogni probabilit\u00e0 verso il nuovo volto che avr\u00e0 l&#8217;hardcore nel secolo appena iniziato.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><i><b>Salvatore Lobosco<\/b><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Devastante quintetto\u00a0(voce, chitarra, basso, batteria, tastiere)\u00a0newyorchese questi Hank Wood And The Hammerheads giunto, nel 2012,\u00a0al debutto sulla lunga distanza su Toxic State, dopo due singoli nei formati 7\u201d e cassetta usciti rispettivamente nel 2011 e nel 2012. 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