{"id":1132,"date":"2014-04-20T10:33:30","date_gmt":"2014-04-20T08:33:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=1132"},"modified":"2015-12-18T11:51:50","modified_gmt":"2015-12-18T10:51:50","slug":"syndoneodysseasfading-2014","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=1132","title":{"rendered":"SYNDONE<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Odyss\u00e9as\"<br\/>(Fading, 2014)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Syndone.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1133\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Syndone.jpg\" alt=\"Syndone\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a>Quinta release discografica per i torinesi Syndone, band dal nome volutamente pregno di misteriosa sacralit\u00e0. Il loro progetto musicale prende corpo e forma nella &#8220;citt\u00e0 della mole&#8221;\u00a0(dove \u00e8 appunto custodita la celebre reliquia religiosa denominata Sacra Sindone) nel lontano 1989 per iniziativa di Nik Comoglio, compositore \u2013 tastierista affiancato dal batterista Paolo Sburlati e dal bassista Fulvio Serra.\u00a0&#8220;Volevamo un nome che evocasse insieme sacralit\u00e0, Torino, spiritualit\u00e0 e solchi incisi (come un vecchio LP di vinile) cos\u00ec pensai a Syndone, con la &#8220;y&#8221; per differenziarlo dalla reliquia e renderlo internazionale. Il nome infatti evoca subito Torino in qualunque parte del mondo ti trovi &#8230; e questo mi piaceva&#8221;\u00a0&#8230;\u00a0(Nik Comoglio).\u00a0La triade di musicisti dedita a sonorit\u00e0 decisamente progressive rock oriented incise grazie alla produzione di Beppe Crovella tastierista degli Arti e Mestieri, gli albums <strong>Spleen<\/strong> (1991) e <strong>Inca<\/strong> (1993). Dopo essersi sciolti i &#8220;nostri&#8221;, avvalendosi di una line up differente rispetto agli anni &#8217;90, includente accanto a Comoglio i talentuosi Francesco Pinetti al vibrafono e timpani sinfonici e Riccardo Ruggeri al canto, sono brillantemente tornati in auge nel 2010 dando alle stampe il CD\u00a0<strong>Melapesante<\/strong>\u00a0, ripetendosi due anni dopo con <strong>La Bella E\u00a0La Bestia<\/strong>.\u00a0Nel 2013 vede la luce il loro progetto discografico probabilmente finora pi\u00f9 ambizioso, a coronamento del quale si affiancano alla band notevoli &#8220;guest stars&#8221; come il drummer teutonico Marco Minnemann (ha suonato, tra gli altri, con Steven Wilson, Adrian Belew, The Aristocrats, Levin e Rudess etc.) e l&#8217;eccelso flautista britannico John Hackett, fratello di Steve Hackett celebre chitarrista dei Genesis nei seventies, accompagnato da John in passato in molti &#8220;dischi solisti&#8221; (l&#8217;ultimo \u00e8 stato <strong>Genesis Revisited II<\/strong>, pubblicato nel 2012).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il concept album <strong>Odyss\u00e9as<\/strong> (pubblicato nel febbraio 2014 dalla Fading Records) ispirato comprensibilmente al poema epico greco dell&#8217;Odissea di Omero, emana segnali fascinosi e incantevoli sin dalla cover. Un digipack molto ben curato, stile mini LP, sul cui &#8220;front e back&#8221; si &#8220;staglia&#8221; mirabilmente una rappresentazione figurativa, impregnata di intima simbologia ermetica e metafisica; il quadro in questione \u00e8 &#8220;A Oriente&#8221;, datato 1979, opera del maestro surrealista piemontese Lorenzo Alessandri (deceduto nel 2000) definito da Vittorio Sgarbi &#8220;Il primo surrealista italiano&#8221;.\u00a0Chi scrive non pu\u00f2 certamente fare a meno di rilevare quanto il lusinghiero percorso sonoro tracciato dai Syndone nei 50\u00a0minuti di <strong>Odyss\u00e9as<\/strong>\u00a0abbia le stimmate di un variegato, magistrale e intenso viaggio progressive rock sinfonico caratterizzato in modo predominante dai &#8220;densi&#8221; suoni vintage e analogici delle keys di Comoglio e dall&#8217;incisiva e ispirata performance vocale di Ruggeri; il &#8220;full length&#8221; affonda le proprie radici (indubbiamente con personalit\u00e0, espressivit\u00e0 ed autorevolezza) tanto in alcuni episodi del &#8220;classico&#8221; prog italico made in 70&#8217;s che evidentemente in &#8220;mostri sacri&#8221;\u00a0come Emerson, Lake &amp; Palmer, sfociando brillantemente anche in sentieri sonici &#8220;genesisiani&#8221;, quanto sporadicamente, nei frammenti musicali maggiormente visionari o jazz oriented, in bands tipo i &#8220;nostri&#8221; grandi Area.\u00a0Tredici songs, tredici seducenti affreschi sonori che non potranno fare a meno di catturare l&#8217;attenzione di chi ama il rock progressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Luciano De Crescenzo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quinta release discografica per i torinesi Syndone, band dal nome volutamente pregno di misteriosa sacralit\u00e0. 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