{"id":1665,"date":"2014-12-12T01:09:36","date_gmt":"2014-12-12T12:09:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=1665"},"modified":"2015-12-19T12:12:53","modified_gmt":"2015-12-18T11:12:53","slug":"paolo-spaccamonti-daniele-brusaschettoburnout-august-sessionsbrigadisco-2014","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=1665","title":{"rendered":"PAOLO SPACCAMONTI &#038; DANIELE BRUSASCHETTO<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Burnout (August Sessions)\"<br\/>(Bosco \/ Brigadisco \/ Old Bicycle, 2014)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Paolo-Spaccamonti-Daniele-Brusaschetto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1666\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Paolo-Spaccamonti-Daniele-Brusaschetto.jpg\" alt=\"Paolo Spaccamonti &amp; Daniele Brusaschetto\" width=\"147\" height=\"100\" \/><\/a>Andrej Tarkovskij, parlando del suo film &#8220;Stalker&#8221;, disse che l&#8217;anima \u00e8 assetata di armonia, mentre la vita, invece, \u00e8 disarmonica. Paolo Spaccamonti e Daniele Brusaschetto sono un duo di Torino che circa tre anni fa, in una session durata due giorni ed armati solo di due chitarre e di due Marshall, registrarono questo album. Paolo Spaccamonti, chitarrista e compositore, ha collaborato con Damo Suzuki (CAN), Six Organs Of Admittance, Offlaga Disco Pax e Julia Kent, per citarne alcuni, in pi\u00f9 realizzando due album da solista. Daniele Brusaschetto \u00e8 quasi un veterano dell&#8217;underground italiano ed internazionale, realizzando ben undici album, ultimo in uscita nel 2014 per la Bosco Rec <strong>Rapida E\u00a0Indolore<\/strong>. <strong>Burnout (August Session)<\/strong>, formatosi con zero scrittura e zero di niente, \u00e8 il vivere momenti di disperazione, un continuo smarrimento delle proprie speranze, una dissoluzione delle proprie illusioni, un continuo rivivere il senso di vuoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L&#8217;album si apre con la traccia <em>Take 1<\/em> che va proprio a sottolineare l&#8217;improvvisazione; ritmiche claustrofobiche e frammentate, una distorsione granitica a far da fondale creano un&#8217;armonia sottile e impalpabile in cui domina uno scenario post-industriale e cupo. In <em>Take 1<\/em> \u00e8 evidente l&#8217;isolazionismo, il senso di vuoto e di oppressione creano un&#8217;atmosfera Tarkovskiana in una Torino deserta.\u00a0Le due tracce che seguono,\u00a0<em>Spacchetto<\/em>\u00a0e <em>Cliff<\/em>, sono costruite attorno a modulazioni noise con sparute note di chitarra che vengono sommerse ad intermittenza da bordoni cosmici, l&#8217;impressione \u00e8 quella di compiere un lungo viaggio interspaziale e il conseguente senso di vertigine e di paura nell&#8217;avvicinarsi all&#8217;ignoto. Proprio con <em>Agosto<\/em>, l&#8217;emblema della solitudine e dissoluzione, il duo ci proietta in un turbine di rumori e distorsioni, che ha lo scopo di stordire, una sorta d&#8217;impatto con un&#8217;atmosfera non permeabile dove il tutto finisce con un soffocato silenzio.\u00a0Altre due tracce che seguiranno, <em>Spasmi<\/em>\u00a0e <em>Ghost Piano<\/em>, si distendono su territori armonici decisamente pi\u00f9 usuali anche se del tutto ipnotici, chiudono questa allucinatoria avventura in cinque frammenti. <em>\u00c8 Da Tanto Che Non Balliamo<\/em>\u00a0\u00e8 un altro incubo profondissimo di devastazione psicologica, tra pulsazioni intergalattiche e palpitazioni sintetiche, un&#8217;altra espressione di terrore latente del senso di vuoto. Uno strumentale abissale di quasi cinque minuti dove la melodia scompare nuovamente, lasciando il posto alla solita atmosfera tumefatta e malata. La successiva\u00a0<em>Motorcity<\/em>\u00a0\u00e8 composta da ritmiche catatoniche e ultra-dilatate del post-rock e dello slo-core il tutto bilanciato da echi di eterea psichedelia. Continui rallentamenti di una quasi chitarra svogliata accompagnata da una dissonanza intermittente che confonde e deforma e rende questa traccia una marcia, una musica che avanza come in trance, avvolta in una nebbia lattiginosa.\u00a0Ultima traccia <em>Vangelis<\/em>, di appena due minuti chiude questo album superlativo dove l&#8217;io \u00e8 nello spazio pi\u00f9 profondo, l&#8217;uno \u00e8 nel tutto, il finito si confonde con l&#8217;infinito e il tempo \u00e8 eterno. In questa ultima composizione \u00e8 racchiuso l&#8217;effetto \u201cBurnout\u201d, una condizione di stanchezza fisica, emotiva, e mentale dove le persone si logorano lentamente e si perdono forse per sempre. La Zona non \u00e8 nulla, la Zona \u00e8 la Zona, la Zona \u00e8 la vita. La Zona attraversa l&#8217;uomo o si spezza, o resiste ed \u00e8 questa anche la condizione dell&#8217;essere umano, cos\u00ec raccontava Tarkovskij.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Daniele Carcavallo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrej Tarkovskij, parlando del suo film &#8220;Stalker&#8221;, disse che l&#8217;anima \u00e8 assetata di armonia, mentre la vita, invece, \u00e8 disarmonica. Paolo Spaccamonti e Daniele Brusaschetto sono un duo di Torino che circa tre anni fa, in una session durata due giorni ed armati solo di due chitarre e di due Marshall, registrarono questo album. 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