{"id":2325,"date":"2015-03-14T01:21:11","date_gmt":"2015-03-14T12:21:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=2325"},"modified":"2015-12-19T12:17:13","modified_gmt":"2015-12-18T11:17:13","slug":"franco-baggiani","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=2325","title":{"rendered":"FRANCO BAGGIANI<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Memories Of Always\"<br\/>(Sound, 2014)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Franco-Baggiani.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2328\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Franco-Baggiani.jpg\" alt=\"Franco Baggiani\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a>Classe 1961 da Pelago (piccolo centro della provincia fiorentina), Franco Baggiani \u00e8 navigato trombettista ed eclettico veterano della scena jazz tricolore. Sulla cresta dell&#8217;onda sin dall&#8217;epilogo degli eighties in variegate band (in particolare con gli Urban Funk, gruppo italiano di spicco negli anni &#8217;90) ha all&#8217;attivo fertili collaborazioni con artisti del calibro di Ares Tavolazzi, Steve Lacy, Antonello Salis, Micheal Moore, Paolo Fresu, Stefano Bollani e altri, il tutto affiancato all&#8217;insegnamento dello strumento e a numerose direzioni artistiche e didattiche. <strong>Memories Of Always<\/strong> \u00e8 il tredicesimo album solista del maestro, il cui repertorio discografico si dirama dal jazz, al pop, alla contemporanea; senza dimenticare che la sua fervente attivit\u00e0 compositiva si \u00e8 estesa anche a colonne sonore per spettacoli teatrali e sigle\/aperture di programmi giornalistici e televisivi nazionali.<\/p>\n<p>Sessantanove minuti, articolati in sette\u00a0tracce, all&#8217;insegna di un corposo, caldo ed ispirato percorso sonoro di matrice tendenzialmente jazz-funky-groove disegnato nell&#8217;ambito di una jam session improvvisata in studio; un combo composto da ben sette musicisti (Franco Baggiani: tromba e direzione, Giacomo Downie: sax baritono, Adriano Arena: chitarra elettrica, Lorenzo Forti: basso, Fabio Ferrini: percussioni, Alessandro Criscino: percussioni, Alberto Rosadini: batteria): &#8220;Ho condotto le session in modo mutuato da un certo tipo di direzione gestuale di derivazione colta europea sviluppatasi negli anni &#8217;50. Utilizzo 6\/7 segnali convenzionali, ad ognuno corrisponde una cosa ben precisa che pu\u00f2 riguardare la dinamica, l&#8217;uscita o l&#8217;ingresso di uno strumento, il contrasto dinamico fra strumenti, una precisa figurazione ritmica, l&#8217;indirizzo del brano verso un determinato andamento ritmico, una sezione fiati improvvisata etc. Spesso accade anche che suggerisco all&#8217;orecchio dei musicisti frasi o idee sul momento, che devono poi suonare al mio segnale, ho anche sei segnali con la bocca e con gli occhi ed anche questi corrispondono a determinati andamenti della musica \u2026&#8221;.<\/p>\n<p>Il contenuto del disco (unica cover presente, in versione stravolta e dilatata, \u00e8 un illuminato remake di <em>Black Satin<\/em>, pezzo di Miles Davis tratto dall&#8217;album <strong>On The Corner<\/strong>, datato 1972, pubblicato all&#8217;epoca anche come 45 giri, ma con il titolo <strong>Molester<\/strong>) traccia un brillante e accattivante excursus sonico che si snoda perlopi\u00f9 in tracks di lunga durata (ben cinque su sette, varianti dai poco oltre nove minuti di <em>A Series Of Coincidences<\/em> ai quasi quindici di <em>Etnop \u2013 The Chinese<\/em>) caratteristica sovente delle jam sessions. Lo percepisco in primis ispirato al periodo elettrico di matrice settantiana dello stesso &#8220;principe delle tenebre&#8221; (fascinoso soprannome di Miles, attribuitogli all&#8217;epoca sia per la sua personalit\u00e0 scontrosa, che per l&#8217;atmosfera notturna ed evocativa emanata dalle sue note), oltre che al tutt&#8217;ora vivente padre del movimento free jazz Ornette Coleman, ed al &#8220;mitico&#8221; Sun Ra; inoltre per sua stessa ammissione Baggiani \u00e8 stato profondamente influenzato, nella realizzazione dell&#8217;album, dall&#8217;ascolto di Alfredo Casella, autore e pianista attivo dall&#8217;alba del &#8216;900\u00a0e di vari compositori seriali italiani del secolo scorso.<\/p>\n<p>Itinerario musicale dalle connotazioni suggestive ed intriganti; avvolgente, seducente, appassionato amarcord sonoro che non posso fare a meno di consigliare a chi predilige gli ascolti di qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Luciano De Crescenzo<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Classe 1961 da Pelago (piccolo centro della provincia fiorentina), Franco Baggiani \u00e8 navigato trombettista ed eclettico veterano della scena jazz tricolore. 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