{"id":2870,"date":"2015-06-16T05:54:02","date_gmt":"2015-06-16T03:54:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=2870"},"modified":"2015-12-19T12:24:17","modified_gmt":"2015-12-18T11:24:17","slug":"blue-dawn","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=2870","title":{"rendered":"BLUE DAWN<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Cycle Of Pain\"<br>(Black Widow, 2013)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;album dei Blue Dawn, seconda opera della band italiana, ha una struttura musicale solida e compatta. Basso e batteria sono una sola cosa come ben si sente in <em>Cycle Of Pain<\/em>, pezzo da cui prende nome il disco. Proprio da questi due elementi nasce la band, che vedr\u00e0 nel corso del 2009 l&#8217;aggiunta della voce di Monica e della chitarra di Paolo (da segnalare <em>Shattered Illusion<\/em>, singolo di debutto dell&#8217;album omonimo del 2009, che raccoglie gi\u00e0 in s\u00e9 tutti gli elementi di eterogeneit\u00e0 del gruppo). Il ciclo di dolore dei nostri inizia da un male interiore che gela l&#8217;anima e infrange l&#8217;equilibrio che ognuno reca dentro se stesso: &#8220;the balance is broken \/ and so I am inside \u2026&#8221;. La voce di Monica Santo scuote, con la sua lapidaria ebbrezza, quel senso di sicurezza che incoscientemente ci avvolge. E sono proprio i giri di basso di Enrico Lanciaprima e i ritmi serrati della batteria di Andrea Di Martino insieme alla dura e graffiante chitarra di Luigi Milanese a rendere l&#8217;album un prodotto di qualit\u00e0 eccellente. C&#8217;\u00e8 poi il sassofono di Roberto Nunzio Trabona che in <em>Clone<\/em> ci mostra come il gruppo cerchi quell&#8217;alchimia tra lirica e musica. La struttura massiccia e le armonie dissonanti rendono l&#8217;album ostico ad un primo ascolto. Come molti lavori ben fatti per poterne apprezzare i pregi c&#8217;\u00e8 bisogno di meditare sulla poetica dei brani. Ma, come gi\u00e0 detto, si lascia ampio spazio alla pura musica; \u00e8 quello che accade nel pezzo strumentale <em>Aurora<\/em> dove l&#8217;armonia della chitarra ci mostra l&#8217;altra faccia del cupo senso del destino, di cui \u00e8 impregnato il disco. Cos\u00ec anche gli <em>Occhi Di Smeraldo<\/em>, di cui parla il secondo brano, sono una speranza riposta nel sentimento dell&#8217;amore, nella disperata ricerca di qualcuno che ci sollevi dall&#8217;oscurit\u00e0 in cui viviamo: &#8220;I was living in the dark \u2026&#8221;. Tutto ci\u00f2 viene proposto dai Blue Dawn in una veste dark, &#8220;oscura&#8221; potremmo dire, che si avvale delle sonorit\u00e0 tipiche del rock duro degli anni &#8217;70. Anche la bonus track che chiude il CD, <em>Lust Cry<\/em>, sembra ribadire questo tema: &#8220;a dark sun is rising \u2026 we have no control now \/ we got to survive somehow \/ I need your help now \u2026&#8221;. Un grido di aiuto, un tentativo di trovare nell&#8217;altro il tilt. Piccola chicca per gli amanti dei Roxy Music che troveranno una cover tratta dal secondo album della band, <strong>For Your Pleasure<\/strong> del 1973, capitanata da Brian Ferry, <em>In Every Dream Home<\/em> a <em>Heartache<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Domenico Romano<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;album dei Blue Dawn, seconda opera della band italiana, ha una struttura musicale solida e compatta. Basso e batteria sono una sola cosa come ben si sente in Cycle Of Pain, pezzo da cui prende nome il disco. 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