{"id":2934,"date":"2015-07-06T04:28:39","date_gmt":"2015-07-06T02:28:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=2934"},"modified":"2015-12-19T12:25:14","modified_gmt":"2015-12-18T11:25:14","slug":"a-v","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=2934","title":{"rendered":"A.V.<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Nostra Signora Delle Tenebre\"<br>(Backwards, 2015)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Nostra-Signora-Delle-Tenebre.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2935\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Nostra-Signora-Delle-Tenebre.jpg\" alt=\"Nostra Signora Delle Tenebre\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a>Cosa rester\u00e0 del secolo scorso italiano in musica, in particolare per quella popolare? Il rock progressive? I cantautori? Il beat e gli urlatori? Io dico di no. Quello che per me l&#8217;Italia musicale del ventesimo secolo lascer\u00e0 in eredit\u00e0 ai posteri \u00e8 altro, e dimora spesso in sigle di coda di film, aperture di serie televisive, emozionanti scene di storie criminali, di orrore e pruriginose vicende di vacanze al mare e noie di provincia. Conosciamo i leggendari nomi dietro famosissime colonne sonore, Nino Rota, Ennio Morricone, Nicola Piovani, ma l&#8217;italica speme pu\u00f2 vantare nomi come Piero Umiliani, Stelvio Cipriani, Piero Piccioni, Riz Ortolani, Roberto Pregadio, Alessandro Alessandroni. Un manipolo di alchimisti che \u00e8 riuscito a creae un suono che deve tanto a mille stili ed origini, eppur italiano come poco altro. Gli anni d&#8217;oro sono stati i &#8217;60 ed i &#8217;70, quando la musica serviva a tutto, sottolineare atmosfere, suggerire evoluzioni, concentrare attenzioni durante telegiornali, pubblicit\u00e0, pellicole d&#8217;ogni genere e documentari. Alla library music, come fu battezzata, in maniera ciclica si guarda con curiosit\u00e0 e si saccheggia, bonariamente si intende, un patrimonio immenso di suoni da modernizzare e con cui giocare e sognare. Probabilmente la prima significativa riscoperta avvenne ad inizio anni &#8217;90, in Giappone, quando qualche band, di estrazione elettronica, cominci\u00f2 a produrre musica con chiari rimandi a quel sound, se non addirittura cover di brani famosi di autori italiani. Da un po&#8217; di anni invece assistiamo alla riscoperta di quel mondo da parte di gruppi italiani: appare come un avvicinamento alle proprie radici musicali ed, in fondo, ad emozioni che hanno formato la vita di ognuno di noi, per cui applaudiamo convinti.<\/p>\n<p>Introduzione un po&#8217; lunga ma spero agile, per presentare la compilation &#8220;Nostra Signora Delle Tenebre&#8221;, in cui un po&#8217; di realt\u00e0 italiane, fra cui spiccano nomi noti, <strong>Heroin In Tahiti<\/strong>, <strong>Jennifer Gentle<\/strong>, <strong>Father Murphy<\/strong>, ed altri conosciuti a livello pi\u00f9 ristretto, <strong>Lay Llamas<\/strong>, <strong>Second H. Sam<\/strong>, <strong>Lamusa<\/strong>, <strong>Edible Woman<\/strong>, <strong>Mai Mai Mai<\/strong>, <strong>Slumberwood<\/strong>, <strong>Mamuthones<\/strong>, <strong>Gianni Giublena Rosacroce<\/strong>, <strong>Beautiful Bunker<\/strong>, <strong>Cannibal Movie<\/strong>, <strong>OVO<\/strong>, <strong>Maria Celeste<\/strong>, reinterpretano colonne sonore di film gialli ed horror anni &#8217;70 italiani. Il lavoro \u00e8 molto ben fatto, e tralasciando un&#8217;arida descrizione traccia per traccia mi limito a segnalare gli episodi secondo me pi\u00f9 riusciti, pur riconosocendo l&#8217;assenza di momenti deboli. Bravi come al solito gli <strong>Heroin In Tahiti<\/strong>, alle prese, con rispetto dell&#8217;originale, con un pezzo di Dario Baldambembo, <i>Nuda Per Satana<\/i>, ottimi i <strong>Lay Llamas<\/strong>, che versano un po&#8217; d&#8217;acido su <i>Palude<\/i>, pezzo del 1979 di Luciano Michelini. I <strong>Mai Mai Mai<\/strong> stravolgono <i>Sette Note In Nero<\/i>, annegando la melodia originale in litri di distrosioni e sonorit\u00e0 glitch, mentre i <strong>Mamuthones<\/strong> si occupano di aggiungere ancor pi\u00f9 paranoia disturbata a Morricone ed al tema di <i>La Cosa<\/i>. Si presentava difficilissimo il compito dei <strong>Cannibal Movie<\/strong>, alle prese con lo splendido tema di Bruno Nicolai, <i>Sans Espoir<\/i>, ma il risultato, a base di robuste dosi di percussioni, tribalismo e distorsioni, \u00e8 spettacolare, il miglior pezzo della compilation. Si chiude con l&#8217;interessante rilettura di <i>Nuda Per Satana<\/i> degli <strong>Ovo<\/strong>, in cui il tema \u00e8 spedito in una dimensione parallela squarciata da urla ancetrali, e la ottima intepretazione di <i>Cento Campane<\/i>, tema della serie &#8220;Il Segno Del Comando&#8221;, in chiave vagamente gregoriana.<\/p>\n<p>Disco interessantissimo, di ascolto piacevole ed evocativo, potrebbe rimanere negli anni un episodio significativo, e voi potrete dire di averlo ascoltato all&#8217;uscita, niente male.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Luigi D&#8217;Acunto<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa rester\u00e0 del secolo scorso italiano in musica, in particolare per quella popolare? Il rock progressive? I cantautori? Il beat e gli urlatori? Io dico di no. 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