{"id":3059,"date":"2015-09-06T11:06:28","date_gmt":"2015-09-06T09:06:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3059"},"modified":"2015-12-19T12:27:39","modified_gmt":"2015-12-18T11:27:39","slug":"fast-animals-and-slow-kids","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3059","title":{"rendered":"FAST ANIMALS AND SLOW KIDS<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Hybris\"<br>(Woodworm \/ To Lose La Track, 2013)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Fast-Animals-And-Slow-Kids.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3065\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Fast-Animals-And-Slow-Kids.jpg\" alt=\"Fast Animals And Slow Kids\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a>Terza e penultima (l&#8217;ultimo full-lenght <strong>Alaska<\/strong> \u00e8 datato 2014) uscita discografica per i perugini Fast Animals And Slow Kids, viene dopo l&#8217;EP <strong>Questo \u00c8 Un Cioccolatino<\/strong> e l&#8217;album <strong>Cavalli<\/strong>, prodotto da Andrea Appino (frontman dei toscani Zen Circus) datato 2011. L&#8217;impatto visivo con l&#8217;artwork del CD, molto ben curato, mi comunica a primo acchitto &#8220;sapore&#8221; di rock progressivo: un collage di immagini metaforiche mescolate in modo complessivamente surreale come estrinsecazione visuale di testi e tematiche racchiuse in questo disco. Sotto un cielo diurno annuvolato si staglia imperiosamente un sole troneggiante sul front cover e uno pi\u00f9 calante dall&#8217;altro lato del digipack, mentre tutt&#8217;intorno prende spazio un insieme da &#8220;manifesto surrealista&#8221;; uno sfondo corredato da un esiguo nucleo urbano insieme a montagne frastagliate, rotaie di un treno, un rogo di formiche, due mattoncini della lego, un cappio pressoch\u00e9 sospeso nell&#8217;aria, un lago in cui versa acqua un bicchiere che sta andando in frantumi, una sgangherata e vetusta barca naufragata lasciata miseramente abbandonata a se stessa e addirittura un barattolo estrapolato dalla Campbell&#8217;s Soup di Andy Warhol, opera su tela realizzata nel 1962 dove le lattine della famosa zuppa raffigurate incarnavano in un certo senso la mitica &#8220;american way of life&#8221; dei sixties dove il cibo era visto come uno degli specchi dell&#8217;uguaglianza realizzata in una societ\u00e0 che consente eque possibilit\u00e0 per tutti.<\/p>\n<p>La parola &#8220;hybris&#8221; dal punto di vista letterario ci riporta all&#8217;antica Grecia; le colpe primordiali dell&#8217;eroe greco, identificate in tracotanza, dismisura, superbia e superamento del limite, nella impossibile sfida degli umani nei confronti degli Dei. I quattro ragazzi umbri, Aimone Romizi (chitarra, voce), Alessandro Guercini (chitarra), Alessio Mingoli (basso) e Jacopo Gigliotti (batteria), coadiuvati da &#8220;guests&#8221; come Nicola Manzan (Bologna Violenta, violini), Simon Chiappelli (tromboni), Nicola Cellai (trombe) e Davide Zolli (Mojomatics, percussioni), a distanza di due anni dal loro album d&#8217;esordio, in queste undici tracce ci \u201csbattono in faccia\u201d in modo quasi sfrontato un cocktail sonoro di variegati, introspettivi stati d&#8217;animo, esplosivo a tratti ma nel suo insieme compatto, quasi monolitico nei propri &#8220;omogenei&#8221; brillanti saliscendi sonori come nella sua essenza concettuale vista come percorso di vita, <strong>Hybris<\/strong>, release pi\u00f9 matura e articolata rispetto a <strong>Cavalli<\/strong> si rivolge a noi in modo schietto, diretto e impudente, narrandoci di morte, violenza, solitudine, ricordi, fratellanza, sogni incompiuti, episodio discografico che probabilmente risulta un po&#8217; riduttivo inquadrare e categorizzare sotto &#8220;diciture&#8221; come alternative rock, indie o punk (da notare il quid conferito dagli ottimi inserti violinistici di Nicola &#8220;Bologna Violenta&#8221; Manzan e i fiati di Simon Chiappelli e Nicola Cellai) il cui sound \u00e8 certamente contaminato da gruppi attuali di casa nostra come Teatro Degli Orrori o Ministri, strizzando anche l&#8217;occhio alla scena punk rock ottantiana made in USA e a band come H\u00fcsker D\u00fc o i Dead Kennedys di Jello Biafra, il tutto rielaborato con personalit\u00e0 in modo acuto, ispirato ed autorevole.<\/p>\n<p>Disco di indubbio gradimento ed attenzione per gli appassionati del genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Luciano De Crescenzo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terza e penultima (l&#8217;ultimo full-lenght Alaska \u00e8 datato 2014) uscita discografica per i perugini Fast Animals And Slow Kids, viene dopo l&#8217;EP Questo \u00c8 Un Cioccolatino e l&#8217;album Cavalli, prodotto da Andrea Appino (frontman dei toscani Zen Circus) datato 2011. 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