{"id":3110,"date":"2015-10-15T04:40:22","date_gmt":"2015-10-15T02:40:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3110"},"modified":"2015-12-19T12:28:51","modified_gmt":"2015-12-18T11:28:51","slug":"delirium","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3110","title":{"rendered":"DELIRIUM<br\/><span style='font-size:20px;'>\u201cL'Era Della Menzogna\u201d<br>(Black Widow, 2015)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Delirium.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3111\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Delirium.jpg\" alt=\"Delirium\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a>I magici anni &#8217;70 nella nostra penisola (e non solo) segnarono l&#8217;apogeo di un rigoglioso fermento artistico-culturale. La citt\u00e0 di Genova allora rappresentava musicalmente senza dubbio uno degli spaccati nostrani pi\u00f9 fertili, non solo in ambito cantautoriale (&#8220;Faber&#8221; De Andr\u00e8 e Lauzi, senza dimenticare precedentemente il grande Luigi Tenco) ma in prevalenza relativamente al filone progressive rock. Furono New Trolls, Delirium, Garybaldi, Latte E Miele senza dimenticare Nuova Idea, Picchio Dal Pozzo e Jet (futuri Matia Bazar) i protagonisti al proscenio in questa &#8220;primavera sonora&#8221; del capoluogo ligure.<\/p>\n<p>Il nucleo dei Delirium prese forma sul calare dei &#8217;60 come Sagittari, cambiando nome definitivamente nel 1970 in contemporanea all&#8217;ingresso nel gruppo di Ivano Fossati (lascer\u00e0 dopo il primo album, per intraprendere la carriera solista, rimpiazzato dall&#8217;inglese Martin Frederick Grice) come cantante, tastierista e flautista. Dopo aver dato alle stampe nell&#8217;arco di quattro anni sotto l&#8217;egida della Fonit Cetra tre ispirati album: <strong>Dolce Acqua<\/strong> (1971), <strong>Lo Scemo E Il Villaggio<\/strong> (1973) e <strong>Delirium III (Viaggio Negli Arcipelaghi Del Tempo)<\/strong> (1974), il 1975, in seguito alla pubblicazione del singolo <em>Signore<\/em>, decret\u00f2 lo scioglimento della band. A distanza di oltre tre decenni ritornano in auge i nostri, il coronamento sono cinque pubblicazioni grazie alla storica etichetta genovese Black Widow: i live <strong>Vibrazioni Notturne &#8211; Live 2006<\/strong> (2007) e <strong>One Night In Genoa<\/strong> (2011), la raccolta <strong>Il viaggio Continua: La Storia 1970-2010<\/strong> (2010) e due &#8220;release&#8221; in studio, <strong>Il Nome Del Vento<\/strong> (2009) e il nuovo <strong>L&#8217;Era Della Menzogna<\/strong>. Cardini del nucleo storico dei Delirium e tutt&#8217;ora assi portanti del gruppo, il tastierista Ettore Vigo e il suddetto sassofonista-flautista anglosassone Martin Grice; sono affiancati in questa nuova avventura da Fabio Chighini (basso), Alfredo Vandresi (percussioni), Michele Cusato (chitarra elettrica) e Alessandro Corvaglia (gi\u00e0 vocalist con Maschera Di Cera, H\u00f6stsonaten, Aurora Lunare e molto recentemente Giardino Onirico).<\/p>\n<p>Nove tracce si dispiegano nell&#8217;arco di poco oltre cinquantadue minuti. Lo start \u00e8 dato autorevolmente da <em>L&#8217;Inganno Del Potere<\/em>, incisivo ed avvincente affresco di rock progressivo pregno di estatici barocchismi sinfonici, seguito dagli oltre sei minuti de <em>Il Nodo<\/em>, pezzo dove gli ispirati &#8220;ricami sonori&#8221; intessuti da flauto e tastiere, mi danno in pasto uno degli episodi pi\u00f9 intensi e meglio riusciti del full lenght. Spazio quindi agli struggenti melodismi emanati da <em>L&#8217;Angelo Del Fango<\/em> seguita da <em>Fuorilegge<\/em>, coinvolgente brano in &#8220;Delirium style&#8221; ed ecco che arriva &#8230; <em>La Deriva<\/em>, interludio strumentale di quasi quattro minuti, pronto a schiudermi le porte del brano che da il titolo all&#8217;album. Circa sette minuti di prog rock dal godibile impatto, corredati da sax e flauto, si incastonano efficacemente in un testo di profonda denuncia sociale, seguito da <em>La Voce Dell&#8217;Anima<\/em>, gradevole &#8220;happening&#8221; melodico. Intriganti i variabili &#8220;dinamismi sonori&#8221; di <em>Basta<\/em>, autorevole preludio alla suite, nonch\u00e9 atto finale e pezzo pi\u00f9 lungo dell&#8217;album <em>Il castello Del Mago Merlino<\/em>; oltre undici minuti dalle stimmate sognanti, bucoliche, perentorie ed avvolgenti mi catapultano nel profondo del &#8220;mondo Delirium&#8221;, incarnando a pieno come il combo sia ancora artisticamente vivo e vegeto, ispirato ed in piena forma.<\/p>\n<p>Opera indubbiamente valida che magari non far\u00e0 gridare al capolavoro, ma di certo sazier\u00e0 le fauci dei fan della band e di coloro che amano il progressive rock. Il viaggio continua &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Luciano De Crescenzo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I magici anni &#8217;70 nella nostra penisola (e non solo) segnarono l&#8217;apogeo di un rigoglioso fermento artistico-culturale. 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