{"id":3138,"date":"2015-10-29T09:00:16","date_gmt":"2015-10-29T08:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3138"},"modified":"2015-11-04T10:24:49","modified_gmt":"2015-11-04T09:24:49","slug":"max-fruschetto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3138","title":{"rendered":"MAX FUSCHETTO"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_3142\" aria-describedby=\"caption-attachment-3142\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3142 size-large\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-2-1024x237.jpg\" alt=\"Max Fuschetto 2\" width=\"850\" height=\"197\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-2-1024x237.jpg 1024w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-2-150x35.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-2-300x69.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-2.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3142\" class=\"wp-caption-text\">Max Fuschetto al Festival Amedeo Burri di Citt\u00e0 di Castello per &#8220;Nuragas&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Salve Max, il tuo ultimo album <strong>S\u00f9n N\u00e0<\/strong> mi \u00e8 piaciuto molto, come ho avuto modo di scrivere nella recensione di qualche mese fa per Frastuoni, credo sia davvero un lavoro innovativo ed al tempo stesso rispettoso della tradizione. Contiene almeno cinque grandi brani, e il resto non \u00e8 da meno, penso renda davvero l&#8217;idea di un concept album &#8220;onirico&#8221; incentrato sul viaggio e sul sogno. Composizioni come <em>Oniric States Of Mind<\/em>, <em>Palsagem Do Rio<\/em>, <em>Samaher<\/em> e <em>Les Roses D&#8217;Arben<\/em>, quest&#8217;ultimo con la presenza di Andrea Chimenti, sono dei riuscitissimi e mirabili esempi di linguaggi musicali possibili.<\/strong><\/p>\n<p>Grazie Giuliano. Credo che nella recensione di <strong>S\u00f9n N\u00e0<\/strong> tu abbia colto alcuni aspetti importanti della mia poetica, termine inteso nel senso stravinskyano, che a sua volta si rif\u00e0 ad Aristotele, cio\u00e8 di qualcosa che riguarda il &#8220;fare e il costruire&#8221; e non i riferimenti extra musicali sempre molto soggettivi. Quando hai parlato ad esempio positivamente dell&#8217;equilibrio tra l&#8217;elemento acustico e quello elettronico hai espresso in maniera incisiva una delle mie preoccupazioni e cio\u00e8 quella di un&#8217;estetica convincente. Sia in <strong>S\u00f9n N\u00e0<\/strong> che in <strong>Popular Games<\/strong> l&#8217;uso di questa risorsa \u00e8 stato dettato per lo pi\u00f9 da necessit\u00e0 di tipo costruttivo. L\u00ec dove avvertivo, come in <em>Vibrazioni Liquide<\/em>, che il gioco di rifrazioni tra i vari livelli dello strato musicale in divenire sarebbe esploso grazie all&#8217;elettronica non ho esitato ad usarla. In altri brani come in <em>Paisagem Do Rio<\/em>, o nei fiati di <em>Return To A<\/em>, gli effetti lisergici e deformanti tipici del paesaggio elettronico sono stati invece realizzati attraverso un uso particolare degli strumenti a fiato. Per quanto riguarda il modo in cui affronto la relazione con elementi musicali provenienti da universi altri, non parlerei di contaminazione, come mi \u00e8 capitato di leggere in alcune recensioni, perch\u00e8 non prendo elementi di altre culture musicali e li inserisco cos\u00ec come sono nella mia musica. Questa modalit\u00e0 mi ha sempre infastidito. Ci\u00f2 che della diversit\u00e0 mi interessa, e come diversit\u00e0 intendo anche ci\u00f2 che ci \u00e8 vicino ma non conosciamo, \u00e8 il pensiero che sta dietro la musica. Il mio apprendistato \u00e8 passato anche attraverso la riscrittura di modelli musicali che ritenevo interessanti e validi. In questo modo ho imparato a conoscere dal di dentro i processi compositivi e a familiarizzare con materiali sonori, timbri e strutture musicali che non conoscevo. Il risultato \u00e8 che dopo questo viaggio durato anni sono ritornato a casa con una consapevolezza nuova rispetto alle potenzialit\u00e0 della scrittura. L&#8217;elemento onirico che emerge in <strong>S\u00f9n N\u00e0<\/strong> \u00e8 un fatto soggettivo legato anche all&#8217;esplorazione del subconscio, tuttavia una delle cose che reputo pi\u00f9 interessanti \u00e8 quella di trasporre nella musica concetti provenienti da altri ambiti dell&#8217;esperienza umana per cui i titoli che scelgo e le parole che uso spesso non sono messe a caso ma sono relazionati in qualche modo alla musica, ai suoi processi.<\/p>\n<p><strong>Come ben sai l&#8217;Italia \u00e8 un paese dove la buona musica ha sempre meno canali per raggiungere un pubblico pi\u00f9 accorto e ricettivo, ma ho visto che stai girando molto, soprattutto nel centro e sud Italia, per presentare <strong>S\u00f9n N\u00e0<\/strong>. Ti sta premiando questa scelta diciamo &#8220;pubblicitaria&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p>La musica che faccio \u00e8 la mia musica, risponde ad un&#8217;istanza interiore che \u00e8 quella di muoversi sempre in avanti, e quindi non pu\u00f2 adattarsi con facilit\u00e0 a quello che \u00e8 considerato il mercato. Di conseguenza ci\u00f2 che mi interessa \u00e8 girare portando il mio messaggio che, per dirla con Andrea Romeo che ne ha scritto su &#8220;L&#8217;Isola Che Non C&#8217;Era&#8221; \u00e8 &#8220;pregno di una libert\u00e0 espressiva pressocch\u00e8 totale&#8221;. La reazione a <strong>S\u00f9n N\u00e0<\/strong> ha stupito anche me: Dopo una pioggia di recensioni positive, dopo le presentazioni in RAI e le interviste della radio nazionale tedesca, sono arrivati i live. Operatori indipendenti, spesso non appartenenti ai circuiti istituzionali, si sono messi in contatto per poterci ascoltare dal vivo. Siamo partiti, dopo una serie di presentazioni iniziali, col Summer Tour per approdare in autunno a Expo 2015 grazie anche al lavoro innovativo sulla lingua arbereshe realizzato in collaborazione con la poetessa e cantante arbereshe Antonella Pelilli. L&#8217;interesse per il disco \u00e8 stato crescente e cos\u00ec siamo arrivati alla quarta ristampa in pochi mesi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3143\" aria-describedby=\"caption-attachment-3143\" style=\"width: 100px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3143 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-3-100x150.jpg\" alt=\"Max Fuschetto 3\" width=\"100\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-3-100x150.jpg 100w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-3-200x300.jpg 200w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-3.jpg 639w\" sizes=\"auto, (max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3143\" class=\"wp-caption-text\">Antonella Pelilli cantante e poetessa<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Nei tuoi lavori ho notato un approccio mistico, letterario, olistico, nel comporre e una grande capacit\u00e0 descrittiva e immaginifica, qualit\u00e0 oggi assolutamente non comuni.<\/strong><\/p>\n<p>La mia idea \u00e8 che la musica sia un luogo in cui, con i mezzi che le sono propri, \u00e8 possibile sperimentare e vivere quello che attiene alla vita e soprattutto, per chi ci riesce, esprimere attraverso una sintesi inedita quella che \u00e8 l&#8217;esperienza della contemporaneit\u00e0 nel suo complesso. E siccome la nostra esistenza \u00e8 fatta di elementi peculiari, come ad esempio quello ascetico o spirituale, ecco che un&#8217;immagine che viene da lontano, come quella della mia visita ad un&#8217;antica moschea a Tunisi nell&#8217;estate del 1993, diventa, anche grazie al testo di Antonella Pelilli, <em>In Preghiera<\/em>, l\u2019ottavo brano di <strong>S\u00f9n N\u00e0<\/strong>, che rappresenta il prologo di Samaher. In <em>Paesagem Do Rio<\/em> un mondo formicolante e vitale sbarra il passo alla morte concedendo supremazia alla vita. Tuttavia il brano dell&#8217;album che forse di pi\u00f9 rappresenta quell&#8217;olismo di cui parli \u00e8 <em>Samaher<\/em>. <em>Samaher<\/em> ha una genesi lontana. Nel 2000 lavoravo ad un brano che esplorava il concetto di linea. Mi venne in mente di lavorare su quella musica che, come per il gregoriano, \u00e8 una musica strettamente legata alla linearit\u00e0 e che non presenta quella che noi musicisti occidentali definiamo &#8220;armonia&#8221;: la musica araba. Scrissi perci\u00f2 per violoncello un brano che ho usato nel 2006 per una suite commissionatami dal Festival Di Ravello e che si trova su You Tube eseguito da Silvano Fusco. Il passo successivo fu quello di realizzare un lavoro che desse conto delle voci della diversit\u00e0 che affollano il Mediterraneo e nel contempo una forma musicale ciclica ma sempre cangiante che ad un certo punto esplodesse realizzando un momento catartico. Ci ho messo un po&#8217; per completare <em>Samaher<\/em>, \u00e8 un brano che esplora molti rapporti. Di tempo: le linee degli archi, le percussioni, i fiati si muovono con velocit\u00e0 di espansione indipendenti. Di forma: le voci, differenti per provenienza geografica, seguono, rispetto al resto, una loro logica costruttiva e appaiono alla fine di ogni ciclo degli archi. Fisiologici: la melodia degli archi \u00e8 un lungo respiro. Le voci, un breve e apparentemente caotico frame; l&#8217;espirazione di frammenti. E poi c&#8217;\u00e8 sempre un bordone intermittente del pianoforte che ricorda Mingus, il blues e di nuovo il Medioriente. Due le esperienze alla base di <em>Samaher<\/em>, due estremi di un ponte: la mia partecipazione al &#8220;Festival Del Mondo Arabo&#8221; nel 1993 a Cartagine (Tunisi) affiancato dall&#8217;incontro con l&#8217;orientalista Giuliana Cacciapuoti che mi ha iniziato alla letteratura e a parte della musica mediorientale, e la lettura de &#8220;La Sposa Liberata Di Yehoshua\u201d, dove appunto c&#8217;\u00e8 Samaher, una giovane studentessa palestinese.E&#8217; possibile ascoltare questo brano sul mio canale youtube nel video che riguarda la trasmissione &#8220;Alza Il Volume&#8221; di RAI Radio 3.<\/p>\n<p><strong>Che mi dici dei musicisti che ti accompagnano, dal vivo ho avuto la sensazione che tra di voi ci sia una chimica particolare che vi unisce, quasi magica, \u00e8 una mia impressione rispondente al vero?<\/strong><\/p>\n<p>Hai ragione, anch&#8217;io ho ritrovato, grazie alla freschezza ed al talento dei musicisti che partecipano al S\u00f9n N\u00e0 Tour, quella ritualit\u00e0 ampia e positiva legata alla preparazione ed alla realizzazione dei concerti. L&#8217;esperienza e la bellezza della voce di Antonella Pelilli, la chimica sonora e l&#8217;eleganza della chitarra di Pasquale Capobianco con cui suono da sempre, la verve e la forza avvolgente del contrabbasso di Valerio Mola e infine la ritmica leggera e in costante crossover del pi\u00f9 giovane del gruppo, il batterista Pasquale Rummo, fanno del live un&#8217;esperienza in continua espansione; citando Eraclito &#8220;non ci immergiamo mai due volte nello stesso fiume&#8221;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3145\" aria-describedby=\"caption-attachment-3145\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3145 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-4-150x113.jpg\" alt=\"Max Fuschetto 4\" width=\"150\" height=\"113\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-4-150x113.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-4-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-4.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3145\" class=\"wp-caption-text\">Pasquale Rummo drums (Foto di Roberta Cassese)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Mi piacciono molto la voce e l&#8217;espressivit\u00e0 di Antonella Pelilli, mi sembra davvero congeniale alla tua scrittura e l&#8217;arbereshe \u00e8 una lingua molto musicale. Come sei arrivato a lei, parlami un po&#8217; del vostro incontro?<\/strong><\/p>\n<p>Con Antonella ci siamo conosciuti credo nel 2004. Ascoltai la sua voce cantare senza accompagnamento un brano della tradizione arbereshe e ne rimasi colpito. Era una voce calda, piena ed espressiva. E poi mi rimandava a terre e culture lontane come quelle dell&#8217;Est Europa. Nel 2008 la chiamai perch\u00e8 volevo che la sua voce e la lingua arbereshe fossero presenti nel disco che stavo completando, <strong>Popular Games<\/strong>. Le inviai una melodia che avevo scritto da ragazzo e che per caso avevo ritrovato in una cassetta. Il risultato fu interessante, nacque <em>Portami Con Te<\/em>, un brano che in virt\u00f9 della sua forza nei concerti ho deciso di riproporre completamente riscritto in <strong>S\u00f9n N\u00e0<\/strong>. Dal 2008 \u00e8 nata un&#8217;importante collaborazione che ci ha visti insieme in tantissimi concerti ma soprattutto ha portato anche all&#8217;importante collaborazione poetica e interpretativa dell&#8217;attuale lavoro discografico. Accogliere l&#8217;arbereshe nella mia musica \u00e8 stato insieme casuale ed istintivo; una scelta che alla lunga \u00e8 stata premiata dall&#8217;interesse del pubblico e della critica dimostrando che andando controcorrente, scegliendo un idioma minoritario, utilizzarlo con naturalezza insieme alle lingue globalizzate dell&#8217;inglese e del francese si produce ricchezza, la ricchezza della diversit\u00e0. \u201cLes Roses D&#8217;Arben\u201d, il video dell&#8217;omonimo brano realizzato dalla regista Monica Mazzitelli, proiettato grazie all&#8217;interessamento di Fernanda Pugliese ed Antonella Pelill al padiglione albanese dell&#8217;Expo di Milano, \u00e8 stato il nostro contributo a questa posizione insieme politica e culturale.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Popular Games&#8221;, il tuo album di esordio (se non erro) pubblicato nel 2009 \u00e8 un altro grande lavoro, forse addirittura superiore per certi versi a &#8220;<strong>S\u00f9n N\u00e0&#8221;<\/strong>. Credo sia un album pi\u00f9 sotterraneo ed esplorativo, altrettanto misterioso ed onirico e con alcune suggestioni ambient e &#8220;minimali&#8221; pi\u00f9 marcate, ma anche con grandi apertura, diciamo fusion, con la voce della Pelilli che a tratti mi ricorda Flora Purim.<\/strong><\/p>\n<p>Grazie dell&#8217;apprezzamento per <strong>Popular Games<\/strong>! \u00c8 un disco a cui tengo molto. Dopo la pubblicazione di <strong>S\u00f9n N\u00e0<\/strong> si \u00e8 creata una situazione per me imprevista: da un lato un rinnovato interesse per <strong>Popular Games<\/strong>, dall&#8217;altro gli ascoltatori hanno cominciato a dividersi in sostenitori dell&#8217;uno e dell&#8217;altro lavoro tanto che ora il nostro live \u00e8 un mix dei due dischi. <strong>Popular Games<\/strong> esplora maggiormente la dimensione strumentale e delle fasce sonore come in <em>A Sud Delle Nuvole<\/em> o <em>Salterello<\/em>, mentre <strong>S\u00f9n N\u00e0<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 spostato sulla dimensione vocale per cui le preferenze all&#8217;uno o all&#8217;altro sono anche determinate da questo. Come ho gi\u00e0 detto in un&#8217;altra intervista, <strong>Popular Games<\/strong> contiene molte direzioni e <strong>S\u00f9n N\u00e0<\/strong> ne ha esplorata qualcuna. Per quanto riguarda la voce di Antonella rappresenta una di quelle espressioni timbriche uniche che esprimono l&#8217;unit\u00e0 di una cultura e ci consegnano universi irripetibili.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3146\" aria-describedby=\"caption-attachment-3146\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3146 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-5-150x113.jpg\" alt=\"Max Fuschetto 5\" width=\"150\" height=\"113\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-5-150x113.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-5-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-5.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3146\" class=\"wp-caption-text\">Valerio Mola doublebass (Foto di Roberta Cassese)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>La &#8220;beat generation&#8221; mi ha personalmente aperto spazi e punti di vista non solo letterari, quali sono le tue principali influenze letterarie?<\/strong><\/p>\n<p>Rispetto alla musica intesa come &#8220;suono organizzato&#8221; (Varese), perch\u00e8 \u00e8 cos\u00ec che io la intendo, le mie influenze non riguardano tanto la letteratura, dove pure mi piace perdermi, ma il pensiero in generale. Un artista che amo molto e di cui leggo spesso gli scritti \u00e8 Paul Klee. Al di l\u00e0 del fatto che sono abbastanza istintivo nella composizione, quando immagino di costruire qualcosa mi rifaccio spesso ad immagini, a processi che provengono da campi diversi del pensiero. Alcuni concetti mi aiutano a modificare il pensiero musicale di partenza e a proiettarlo in territori nuovi. Per quanto riguarda la letteratura od altro non ho mai creduto che il soggetto in s\u00e8 possa rappresentare la novit\u00e0 per un compositore. \u00c8 il modo di trattarlo che fa la differenza. Per esempio il paesaggio in pittura \u00e8 stato sempre un &#8220;luogo&#8221; abbastanza battuto ma il modo in cui lo hanno trattato i pittori rinascimentali, gli impressionisti o Mondrian \u00e8 completamente differente. Anche per la letteratura sono spesso pi\u00f9 attento a come \u00e8 trattato il soggetto. Per ritornare a Yeoshua, o guardando a David Grossman, posso dire che i livelli di scrittura differenti che troviamo nei loro romanzi sono indicativi di come la letteratura contemporanea abbia fatto propria da tempo l&#8217;attraversamento degli stili e soprattutto il modulare continuamente dalla complessit\u00e0 alla semplicit\u00e0 pur rimanendo profondamente se stessi. In musica B\u00e8la Bart\u00f2k o i Beatles di <strong>Revolver<\/strong> e <strong>Sgt. Pepper<\/strong> lo hanno ampiamente dimostrato.<\/p>\n<p><strong>So che sei impegnato attualmente in un nuovo progetto, a cosa stai lavorando? Puoi anticiparci qualcosa?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;ultima esperienza rappresentata da Legno A Cord\u00e8s, un&#8217;installazione multimediale realizzata in un antico chiostro francescano a Benevento grazie al liutaio Enrico Minicozzi, mi ha portato a definire un progetto legato agli spazi in cui utilizzo le diverse possibilit\u00e0 espressive del suono acustico e dell&#8217;elettronica. Il passo successivo \u00e8 stata la presenza a &#8220;Slowly&#8221;, una collettanea di artisti coordinata dal sociologo Raffaele Quattrone per la fondazione FCM (Carmine Mario Muliere) dove ho realizzato una performance da solista con l&#8217;elettronica interagendo col contesto ambientale attraverso gli strumenti dell&#8217;improvvisazione e della trasformazione del suono. Il prossimo passaggio sar\u00e0 un interplay col compositore e chitarrista Enzo Amato che realizzeremo nella chiesa alla Pietrasanta di Napoli pensando proprio a quella particolare acustica.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3147\" aria-describedby=\"caption-attachment-3147\" style=\"width: 113px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3147 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-6-113x150.jpg\" alt=\"Max Fuschetto 6\" width=\"113\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-6-113x150.jpg 113w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-6-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Max-Fuschetto-6.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 113px) 100vw, 113px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3147\" class=\"wp-caption-text\">Pasquale Capobianco, Milano Expo 2015 per &#8220;Les Roses D&#8217;Arben&#8221; con Max Fuschetto e Antonella Pelilli<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Max perdonami la banalit\u00e0 ma come ultima domanda non riesco ad esimermi dal chiederti quali sono state le tue influenze musicali maggiori e i cinque fatidici dischi da portare sulla &#8220;affollatissima&#8221; isola deserta.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una domanda difficile, la pi\u00f9 difficile di tutte anche perch\u00e8 nel corso degli anni ci\u00f2 che ascolto \u00e8 cambiato e quindi dovrei stilare una lista per ogni periodo della mia vita. Di solito sono le personalit\u00e0 che mi prendono: Debussy, Beatles, Bartok, Ligeti, Feldman, Reich, Stravinsky, Perotinus; ma anche il genio africano, quello afroamericano del blues e del jazz. Potrei andare avanti. Mi fermo. Di solito ascolto un disco fino a consumarlo. <strong>You Must Believe In Spring<\/strong> di Bill Evans, l&#8217;ho ascoltato in un mese mille volte. <strong>Le Sacre Du Printemps<\/strong> di Stravinsky, c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa da scoprire e per meravigliarsi. <strong>Revolver<\/strong> dei Beatles, l&#8217;ennesima dimostrazione che il genio \u00e8 trasversale ai generi e l&#8217;essere &#8220;in avanti&#8221; una disposizione mentale. <strong>Atmospheres<\/strong> di Ligeti, una musica che cambia l&#8217;idea stessa del tempo e introduce con la micropolifonia un tipo originalissimo di texture. <strong>Images<\/strong> di Debussy, ovvero l&#8217;universo liquefatto. Ecco sono pi\u00f9 brani che dischi &#8230; Poi per\u00f2 non bisogna dimenticare i musicisti ai quali nel tempo ci si affianca e che rappresentano quella contemporaneit\u00e0 dinamica e quadridimensionale che fa dell&#8217;arte un&#8217;esperienza collettiva.<\/p>\n<p><strong>Grazie Max per la tua disponibilit\u00e0 e buon lavoro.<\/strong><\/p>\n<p>Grazie Giuliano e complimenti per il bel lavoro che state realizzando con Frastuoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Giuliano Manzo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salve Max, il tuo ultimo album S\u00f9n N\u00e0 mi \u00e8 piaciuto molto, come ho avuto modo di scrivere nella recensione di qualche mese fa per Frastuoni, credo sia davvero un lavoro innovativo ed al tempo stesso rispettoso della tradizione. 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