{"id":3515,"date":"2015-12-10T11:07:45","date_gmt":"2015-12-10T10:07:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3515"},"modified":"2015-12-19T12:31:16","modified_gmt":"2015-12-18T11:31:16","slug":"naked-lights","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3515","title":{"rendered":"NAKED LIGHTS<br\/><span style='font-size:20px;'>\"On Nature\"<br>(Autoprodotto, 2015)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3516\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Naked-Lights.jpg\" alt=\"Naked Lights\" width=\"100\" height=\"100\" \/>Oakland, California, patria di illuminati visionari psych, artisti punk danneggiati ed oscure sagome voodoo, \u00e8 la conturbante terra d&#8217;origine di questa creatura dirompente, artefice di questo EP (4 pezzi) autoprodotto, a nome: Naked Lights. Giovanissimi, i Naked Lights tingono, in quest&#8217;ultimo parto, i nastri di sonico alluminio, proiettandoci nel vortice di una conturbazione emotiva alle soglie dell&#8217;eccellenza. Composizioni nervose ed impulsive che ci arrivano come un lampo di adrenalina pura, art-post-punk noise, come vetro dopo un conflitto a corpo nudo. <strong>On Nature<\/strong> suona deciso, sperimentale e stimolante. C. Stephens, C. Hash, C. Sprague, A. Crispin, J. Lindenfelzer sono, a turno, i corruttori morali di queste oblique sonorit\u00e0. Questa \u00e8 gente che suona, che vuol farsi sentire, gente romanticamente alienata. Registrato a Santo, tra il 2013 e il 2015, l&#8217;EP vede la luce solo nel marzo di quest&#8217;anno. Dopo la casetta <strong>Kukulkan Pyramid<\/strong> e l&#8217;album <strong>Chime Grove<\/strong>, che vi consiglio di reperire (gi\u00e0 preludio di un percorso compositivo fatto di originalit\u00e0 e provocazione), arriva <strong>On Nature<\/strong>, una conferma. Voce, chitarra, basso, batteria e tastiere creano un vortice di suoni affascinante ma disturbante, debitore al punk e al post punk senza dubbio (anche alla no wave) ma fresco e dinamico come non mai.<\/p>\n<p>L&#8217;EP si apre con la &#8220;snaturata&#8221; <em>On Nature<\/em>, 2 minuti e 37 secondi come preludio a un disco senza una sola caduta di tono, un \u201cgran guinol\u201d di art-psych-obscure-post noise allucinato e paranoico (la lezione Sonic Youth in primis). Davvero affascinante. La successiva <em>Nicht Leiden<\/em> non \u00e8 da meno, ruffiana e tagliente, minacciosa nelle chitarre ultranoise e nella batteria tribale in crescendo. Un colpo! La voce si contorce, il finale poi \u00e8 delirante. I Naked Lights colpiscono, decadenti quanto basta, sono un colpo ai sensi. Si continua con il terzo pezzo dal sapore magico e dai suoni pi\u00f9 ragionati che mette ancora di pi\u00f9 in evidenza la graffiante voce della Stephens, qui bravissima nel creare vocalizzi alterni ed alterati in quella che \u00e8 la composizione pi\u00f9 articolata del disco. Una sognante e graffiante no wave rivisitata. Sublime! Si termina con i 2 minuti e 53 secondi di <em>Blue Ink<\/em> &#8230; un art killer punk tanto di cappello &#8230; chitarra, basso e batteria, davvero micidiali, creano vortici e turbamenti interiori notevoli. Un suono che non ha nessun sotterfugio, nessun compromesso, nessun ripensamento. Il brano termina all&#8217;improvviso come reciso da un coltello tenuto nascosto durante tutta l&#8217;esecuzione dell&#8217;EP. Uno sconcerto!<\/p>\n<p>Nervosi, sporchi, melodici, atonali, post, viscerali, seducenti, noise, ossessivi, sensuali, arrabbiati, oscuri: Naked Lights.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Marco Pantaleone<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oakland, California, patria di illuminati visionari psych, artisti punk danneggiati ed oscure sagome voodoo, \u00e8 la conturbante terra d&#8217;origine di questa creatura dirompente, artefice di questo EP (4 pezzi) autoprodotto, a nome: Naked Lights. 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