{"id":3833,"date":"2015-12-31T04:25:33","date_gmt":"2015-12-31T03:25:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3833"},"modified":"2015-12-31T05:50:51","modified_gmt":"2015-12-31T04:50:51","slug":"spettri","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3833","title":{"rendered":"SPETTRI<br\/><span style='font-size:20px;'>\"2973 \u2013 La Nemica Dei Ricordi\"<br>(Black Widow, 2015)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3839\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Spettri.jpg\" alt=\"Spettri\" width=\"100\" height=\"100\" \/>Con piacere mi imbatto nel secondo full-lenght partorito da questa oscura band fiorentina, mirabilmente riscoperta dalla &#8220;storica&#8221; label genovese Black Widow. Formatisi nell&#8217;ormai lontano 1964, incisero dopo un paio di anni ben quattro 45 giri di stampo beat come Gli Spettri, passando attraverso vari cambi di formazione e all\u2019alba dei seventies, oltre a disfarsi nel loro nome dell&#8217;articolo determinativo, in sintonia con il trend musicale dettato dall&#8217;epoca, virarono decisamente verso un sound caldo, tetro e corposo sospeso tra progressive e hard rock. Svolta che determin\u00f2 nel 1971 la composizione del concept dal titolo omonimo, registrato live in &#8220;presa diretta&#8221; nell&#8217;anno seguente. I nastri caddero incredibilmente nel dimenticatoio, inediti per la bellezza di quasi quaranta anni, ma finalmente nel 2011, grazie all&#8217;acutezza dell&#8217;etichetta ligure, furono riesumati e dati alle stampe su supporto sia vinilico che digitale. Riscontri positivi ottenuti da critica specializzata, vendite e esibizioni live, non potevano che sconfinare nel legittimo coronamento della creazione di un secondo &#8220;disco concettuale&#8221;, continuum dell&#8217;iter esistenziale della figura gi\u00e0 protagonista nel primo long playing; il transito attraverso la follia di un uomo, che come spunto per la propria rinascita interiore, intraprende, rapito da una nave fantasma, un lungo simbolico percorso in mare, laddove la nave \u00e8 da interpretare come metafora della frequente caducit\u00e0 delle realt\u00e0 umane, alla fine su tutto ci\u00f2 catartica e trionfante si innalzer\u00e0 la salvifica metamorfosi dello spirito. Registrato in analogico per suffragare il filo diretto dei nostri (Stefano Melani \u2013 tastiere, Raffaele Ponticiello \u2013 chitarre, Vincenzo Ponticiello \u2013 basso, Mauro Sarti \u2013 batteria, Matteo Biancalani \u2013 sax ed Ugo Ponticiello \u2013 voce, senza dimenticare &#8220;guest&#8221; come la vocalist Elisa Montaldo e l&#8217;arpista\/armonicista Stefano Corsi) con gli anni &#8217;70, <strong>2973 \u2013 La Nemica Dei Ricordi<\/strong>, (edito sia su CD che LP) si dispiega in undici tracce articolate nell&#8217;arco di quasi 67 minuti, con le ultime tre (<em>Il Lamento Dei Gabbiani<\/em>, <em>La Profezia<\/em> e <em>La Stiva<\/em>) versioni mono di pezzi presenti altrove nel compact.<\/p>\n<p>Un suggestivo rumore di onde marine, corredato da tuoni, rintocchi di campane e versi di gabbiani fa da prologo allo spettrale organo hammond e ai riff di chitarra sabbathiani, sui quali \u00e8 brillantemente imperniata l&#8217;opening <em>Il Lamento Dei Gabbiani<\/em>; circa sei minuti di hard progressive rock rovente ed ispirato, catapultano di getto in seducenti, &#8220;polverose&#8221; e magiche atmosfere sonore made in seventies. Onde marine in sincronia con un malinconico pianoforte a mo di carillon fanno da apripista a <em>La Nave<\/em>, imperioso ed avvolgente spaccato di rock progressivo, corredato da inserti di sax e pregno di intriganti cambi di tempo. <em>La Profezia<\/em>, \u00e8 un fascinoso itinerario sonico della durata di oltre sette minuti. Hammond organ, chitarra elettrica e sax si stagliano autorevolmente, offrendo sonorit\u00e0 sospese tra Deep Purple e ELP, ma poco prima del quarto minuto, l&#8217;imprevisto boato di un tuono infrange tutto ci\u00f2, lanciando soavemente il pezzo in una suggestiva e onirica dimensione sinfonica e barocca. <em>Onda Di Fuoco<\/em> mi porge un trend sonoro, le cui oscure e compatte &#8220;progressioni&#8221;, riportano un bel po&#8217; a band come Atomic Rooster e Black Widow, mentre ne <em>La Nemica Dei Ricordi<\/em> fa prepotentemente capolino, il &#8220;fantasma&#8221; del Re Cremisi, in perfetta sincronia con quello (ancora una volta) dei Deep Purple; il tutto si scontra piacevolmente con l&#8217;eterea, estatica e celestiale atmosfera offerta dalle note del <em>Delfino Bianco<\/em>, affresco sonoro che ben si sposa con i soavi vocalizzi di Elisa Montaldo. Settima e penultima traccia (oltre alle suddette bonus) \u00e8 <em>La Stiva<\/em>, nella quale riaffiorano prepotentemente le escursioni ritmiche e tastieristiche di stampo vintage, peculiarit\u00e0 del disco; preludio al romanticismo barocco sprigionato dalla dolce, nostalgica, sognante <em>L&#8217;Approdo<\/em>, radioso e bucolico atto finale di un album senza dubbio valido, ottimo pane per i denti di chi ama determinate sonorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Luciano De Crescenzo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con piacere mi imbatto nel secondo full-lenght partorito da questa oscura band fiorentina, mirabilmente riscoperta dalla &#8220;storica&#8221; label genovese Black Widow. 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