{"id":3859,"date":"2016-01-04T12:45:40","date_gmt":"2016-01-04T11:45:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3859"},"modified":"2020-03-09T11:45:15","modified_gmt":"2020-03-09T10:45:15","slug":"tom-porta-portrait-of-a-rocker","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=3859","title":{"rendered":"TOM PORTA: PORTRAIT OF A ROCKER<br\/><span style='font-size:20px;'>Suoni e visioni di un outsider dell\u2019arte contemporanea<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3872 size-full\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-2.jpg\" alt=\"Tom Porta 2\" width=\"851\" height=\"385\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-2.jpg 851w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-2-150x68.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-2-300x136.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-2-768x347.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 851px) 100vw, 851px\" \/>LA MOSTRA: &#8220;THE BOX \u2013 BEAUTY OVERKILL&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 dicembre, e si sa, ogni volta che un anno volge al termine, in quasi tutti i settori, si &#8220;tirano le somme&#8221;, si propongono nomi e liste, si stilano classifiche. Anche nel mondo dell&#8217;arte \u00e8 cosi. Parlo dell&#8217;arte che ha ancora qualcosa da dire, capace di scuotere dentro, dell&#8217;arte che affonda le sue radici nella materia e nella forza del gesto. Nell&#8217;arte &#8220;pura&#8221; che prende forma da un&#8217;idea e si svela ai nostri occhi grazie all&#8217;unione dell&#8217;ispirazione con la tecnica. Un&#8217;arte che produce energia, come la musica. Se quindi, noi di Frastuoni Magazine, un nome dobbiamo farlo, questo \u00e8 quello di Tom Porta, affascinante rocker gitano, artista metropolitano dall&#8217;innata versatilit\u00e0, guerriero cosmopolita capace di destreggiarsi al ritmo di rock tra un tela e un assolo di chitarra (ne possiede un&#8217;intera collezione). Perch\u00e8 la musica rock, quella di Motorhead o di AC\/DC per intenderci, ha sempre accompagnato, ieri come oggi, il percorso di vita di Tom.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3869\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-3-300x238.jpg\" alt=\"Tom Porta 3\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-3-300x238.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-3-150x119.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-3-768x610.jpg 768w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-3-1024x814.jpg 1024w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-3.jpg 1857w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Milanese DOC, gi\u00e0 salito agli onori della critica grazie ad una serie di suggestive tele raffiguranti edifici &#8220;status symbol&#8221; mondiali (come la Torre Eiffel o la Statua Della Libert\u00e0) completamente distrutti da possibili attacchi bellici o, ancora, dall&#8217;ultima personale &#8220;Inferno&#8221;, realizzata nel mese di maggio, al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano. Una serie di emblematiche opere immaginate per il centenario della Prima Guerra Mondiale. L&#8217;incontro tra me e Porta \u00e8 quanto di pi\u00f9 naturale possibile; la mia presenza all&#8217;inaugurazione, il 26 novembre a Milano, della sua personale &#8220;The BoX \u2013 Beauty Overkill&#8221; negli spazi della galleria d&#8217;arte Mario Giusti HD Headquarter, il contatto successivo via Facebook, l&#8217;idea dell&#8217;intervista nel suo art-loft. &#8220;The BoX&#8221;, la scatola, cranica?, la scatola intesa come contenitore?, loculo? (il perimetro della tela) dove sono dipinti i teschi che Tom, ha deciso di raffigurare per la sua esposizione. Teschi, sempre uguali ma sempre diversi, il modello \u00e8 in realt\u00e0 lo stesso ma, si configura, tela dopo tela, attraverso estetiche sempre differenti. Un&#8217;immagine forte, continuamente brandizzata con i marchi pi\u00f9 POP della nostra contemporaneit\u00e0. Girando per la galleria incrociamo icone e logo-miti riconoscibili ed immortali, come Facebook, Pink Floyd, Rolling Stones, Gustav Klimt, Batman e Robin, Superman, perfino Hello Kitty. Una galleria di crani affascinante quanto surreale, ma nello stesso tempo capace di trasmettere all&#8217;osservatore quel senso di vissuto che ce li fa avvertire come reali. Nei teschi di Tom c&#8217;\u00e8 anche tutta la sua vita, la musica, i fumetti, l&#8217;arte, il disegno. Tom entra, attraverso la sua fantasia, vero leitmotiv che lo porta alla creazione, nel cuore del messaggio, e cos\u00ec, dopo un privo impatto visivo, che ha la forza di un&#8217;evocazione, basta un piccolo sforzo per capire, per intuire cosa si cela realmente dietro ogni teschio: la vita, il pensiero, l&#8217;idea.<\/p>\n<p>In mostra fino al 16 di gennaio. Un&#8217;occasione unica per vedere le opere di un artista originale, mai scontato, viscerale quanto ironico, capace, con tutta naturalezza, di creare un&#8217;iconografia che invoglia ad interrogarci e a stimolarci.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3892\" aria-describedby=\"caption-attachment-3892\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3892 size-full\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-4.jpeg\" alt=\"Tom Porta 4\" width=\"1280\" height=\"960\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-4.jpeg 1280w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-4-150x113.jpeg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-4-300x225.jpeg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-4-768x576.jpeg 768w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-4-1024x768.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3892\" class=\"wp-caption-text\"><i>Da sinistra: Tom Porta, Marco Pantaleone<\/i><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>NELLO STUDIO CON TOM PORTA. L&#8217;INTERVISTA<\/strong><\/p>\n<p>Il profumo degli acrilici \u00e8 forte ed intenso, le tele, le foto, gli oggetti. Tom mi accompagna negli angoli del suo studio e, come una guida preziosa e precisa, mi porta nel suo mondo, nella sua tana d&#8217;artista. Immerso tra le sue opere, grazie alle quali \u00e8 possibile ripercorrere tutto il suo percorso artistico, il mio occhio cade sulle cose pi\u00f9 svariate. Modellini della Marvel, fumetti, libri, cataloghi, sculture, teschi, riviste, armi, cavalletti, elmetti, modellini di aeroplani, biglietti di concerti, perfino il disco in vinile della sua vecchia band. Tutto a configurare un profilo ben preciso. Tutto mi parla di lui e della sua vita, delle sue passioni. Iniziamo a parlare di tante cose, il rapporto romantico che c&#8217;\u00e8 tra un aereo da combattimento e il suo conducente o il certosino lavoro di recupero dei documenti indispensabile per il suo lavoro, come nella serie delle tele sui kamikaze giapponesi, foto, immagini, ricordi. Fino ad arrivare ad un catalogo di immagini, sembrano manifesti &#8230; ma non lo sono &#8230; ci sediamo comodi sul divano &#8230;<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3899\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-5-225x300.jpeg\" alt=\"Tom Porta 5\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-5-225x300.jpeg 225w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-5-113x150.jpeg 113w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-5-768x1024.jpeg 768w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-5.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Che importanza hanno per te questi cataloghi?<\/strong><\/p>\n<p>Molta, in particolare modo gli artwork. Bellissime le immagini delle scatole di soldatini, alcune sembrano poster di film fatti da chiss\u00e0 quale illustratore americano degli anni &#8217;50 o &#8217;60. Esistono anche diverse scuole, come la scuola dei giapponesi, ad esempio. Belle anche le immagini di alcuni illustratori inglesi, uno ha fatto tutti i poster del Gran Premio di automobilismo, la tecnica usata \u00e8 quella della tempera. Basta fermarsi e osservare nel dettaglio i particolari per accorgersi che hanno uno studio ben preciso, dalle forme alla luce. Ne sono sempre rimasto affascinato.<\/p>\n<p><strong>Hanno un&#8217;estetica romantica?<\/strong><\/p>\n<p>Si, sono opere che, chi ne fruisce, pu\u00f2 vedere in esse tante cose, come nel Fockewulf tedesco, aereo della seconda guerra mondiale. Ho fotografato e dipinto aerei, per lo pi\u00f9 militari, trovo abbiano un fascino unico.<\/p>\n<p><strong>Cos&#8217;altro ha influenzato il tuo modo di disegnare?<\/strong><\/p>\n<p>Una cosa che mi ha sempre affascinato, fin da bambino, sono stai i lavori di Basil Gogos, l&#8217;illustratore delle ultime copertine di Rob Zombie e di tutte le copertine di film horror degli anni &#8217;60 e &#8217;70, creatore perfino di una serie di francobolli negli Stati Uniti, con Bela Lugosi, Boris Karloff, tutti i vari attori dell&#8217;epoca. E da qui ho cominciato a disegnare, fin da bambino, perch\u00e9 vedevo tutte queste immagini e da li traevo l&#8217;ispirazione per disegnare. Disegnavo senza posa, mentre i miei prof parlavano, se fossi rimasto fermo ad ascoltarli, mi sarei addormentato.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il ricordo pi\u00f9 bello che hai di tutti gli anni trascorsi all&#8217;istituto d&#8217;arte?<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente il rapporto che avevo con alcuni professori, come quello di progettazione o fotografia. Sono arrivato in istituto dopo due anni di liceo classico, ero pi\u00f9 grande rispetto ai miei compagni di classe, a 16 anni, ricominciando dalla prima classe. Il bello della nuova realt\u00e0 in cui mi trovai era l&#8217;ambiente, ma anche il metodo di studio, stile americano, il rapporto che avevamo con i docenti era molto libero. \u00c8 in questo ambiente che si accresce la mia passione per la musica, in particolar modo il rock americano, come i Van Halen, arrivati al successo in Italia intorno ai primi anni &#8217;80. \u00c8 grazie a lui, che conosco la tecnica del &#8220;tapping&#8221;, suonare la chitarra posizionando entrambe le mani sul manico.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3898\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-6-225x300.jpeg\" alt=\"Tom Porta 6\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-6-225x300.jpeg 225w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-6-113x150.jpeg 113w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-6-768x1024.jpeg 768w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-6.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Quando hai preso in mano la prima chitarra?<\/strong><\/p>\n<p>Sono 36 anni che suono la chitarra. Cresco con i Kiss, grazie ad una folgorazione avuta a 12 anni, osservando una foto della band sulla copertina di un loro disco. Travestiti, truccati quasi da personaggi da fumetto, ma con una chitarra in mano. Dopo due anni, a 14, la mia prima chitarra classica. Un&#8217;emozione. Era il 1983, ho studiato e insegnato per diversi anni, appassionandomi allo strumento sempre pi\u00f9. All&#8217;epoca non esistevano vere e proprie scuole di chitarra che potessero avere un indirizzo moderno, c&#8217;erano una serie di insegnanti. \u00c8 anche il periodo in cui mi sono realmente legato alla musica, ogni giorno era una nuova scoperta, c&#8217;erano tantissime band, uscivano tanti dischi, era un periodo magico. Il rock and roll era la mia vita.<\/p>\n<p><strong>Dove ti porta il rock and roll?<\/strong><\/p>\n<p>Era il 1989, e, decido di partire per l&#8217;America, ho studiato chitarra in California, ma poi la mia meta \u00e8 stata New York. Il mio giorno arriva quando, leggendo un annuncio su Village Voice, decido di partecipare a un&#8217;audizione per il posto di chitarrista in una band. Sembrava una cosa seria. Risposi all&#8217;annuncio e andai all&#8217;audizione. Eravamo in 250, alla fine presero me ed un altro, Michael. \u00c8 stato un ingaggio significativo, grazie al quale ho vissuto momenti importanti, girato l\u2019America, conosciuto persone e personaggi e preso ancora pi\u00f9 confidenza con il mio strumento. L&#8217;esito non e stato dei pi\u00f9 belli, ma l&#8217;esperienza indimenticabile.<\/p>\n<p><strong>La musica buona, come l&#8217;arte, \u00e8 una cosa che dura nel tempo o no?<\/strong><\/p>\n<p>Certo, quella buona. Penso al Grunge degli anni &#8217;90, che tanto successo ha avuto. Io li odio, me li fulminerei tutti, Nirvana compresi. Sia il movimento che la band penso siano stati un grande bluff, a parte da quegli anni d&#8217;oro, ben poca cosa \u00e8 rimasta. La tecnica \u00e8 imprescindibile dalla creativit\u00e0. I mostri sacri dell&#8217;hard rock sono ancora tutti l\u00ec. Quando si supera il test del tempo questo deve farci riflettere. Whitesnake, Motley Crue o Judas Priest, di cui ho visto il concerto di recente, l&#8217;et\u00e0 avanza, ma tanto di cappello. Anche nell&#8217;arte \u00e8 cos\u00ec, penso a Velasquez e Caravaggio, perch\u00e9 il discorso della tecnica, anche se complesso, \u00e8 semplice, \u00e8 al servizio dell&#8217;espressione, avere la capacit\u00e0 di far bene una cosa.<\/p>\n<p><strong>Quando inizia il tuo percorso nel mondo dell&#8217;arte contemporanea?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1994, tornato in Italia, mi appassiono alla fotografia e pubblico un libro. Archiviato il mio vecchio lavoro, grazie al consiglio di un amica, inizio a dipingere degli oli in bianco e nero. Nascono le mie prime opere di l\u00ec a poco anche la mia prima personale. Ho i primi riscontri positivi e concentro tutta la mia creativit\u00e0 nel disegno e nella pittura. Capisco che \u00e8 la mia strada, dipingo incessantemente, entro in contatto con galleristi e curatori. Inizia la mia grande avventura.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3897\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-7-300x188.jpg\" alt=\"Tom Porta 7\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-7-300x188.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-7-150x94.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tom-Porta-7.jpg 738w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Quando sono arrivati successo e riconoscimento?<\/strong><\/p>\n<p>Dal 2003 in poi \u00e8 un susseguirsi di esperienze positive. Il successo arriva con &#8220;Shinpu Tokkotai Project&#8221;, una straordinaria mostra ispirata dai kamikaze giapponesi. Ma il grande riscontro di critica \u00e8 arrivato senza dubbio nel novembre del 2007 con la serie di grandi tele &#8220;La Nube Purpurea&#8221;, l&#8217;anno successivo con &#8220;Thunder Gods&#8221; e nel 2009 con &#8220;No Man&#8217;s Land&#8221;. Tele di grandi dimensioni, scenari apocalittici, citt\u00e0 e monumenti distrutti da immaginarie catastrofi belliche, dalla madonnina che sovrasta il Duomo di Milano fino alla famigerata Statua Della Libert\u00e0 a New York.<\/p>\n<p><strong>Quali artisti del passato ti piacciono?<\/strong><\/p>\n<p>Adoro Velasquez, ammiro Sorolla, mi affascinano le pennellate Boldini.<\/p>\n<p><strong>Come nascono la mostra &#8220;The BoX&#8221; ed il rapporto con Mario Giusti?<\/strong><\/p>\n<p>Era gi\u00e0 da tempo che avevo in mente il desiderio di lavorare sull&#8217;immagine del teschio, ma proponendolo in una forma nuova e che comunque trasmettesse un concetto. Il teschio \u00e8 il contenitore del pensiero. Il logo impresso diventa un marchio riconoscibile. Il rapporto con Mario Giusti e la sua galleria nasce in maniera spontanea, con lui ho un ottimo rapporto, \u00e8 rimasto affascinato dalle mie tele, comprandole. Poi l&#8217;idea della personale. Lui \u00e8 come se fosse il mio &#8220;produttore discografico&#8221;, con lui sviluppo concetti e idee. Ma cerco sempre di essere me stesso. Come diceva Frank Zappa &#8220;suoni quello che sei&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;arte di Porta e la raffigurazione della sua stessa vita, del suo pensiero e delle sue idee, chiaramente incapace di piegarsi a frivoli compromessi, un artista etico quanto inattaccabile, assordante, proprio come un assolo di chitarra. L&#8217;arte, come la musica, non \u00e8 un gioco, deve scuoterci e portarci a riflettere, e Tom Porta non scherza, come solo i grandi artisti sanno immaginare, ci mette tutti davanti ad un possibile scenario futuro, perch\u00e9 quando arriver\u00e0 la fine dei giorni, quella che ci stiamo costruendo con le nostre sporche mani, e crolleranno palazzi e stanze dei bottoni, nessuno avr\u00e0 pi\u00f9 nulla e resteremo a guardarci tutti attoniti. Ed e proprio l\u00ec che Tom ci aspetter\u00e0, al varco, al confine con la verit\u00e0, quando nulla e niente potranno pi\u00f9 aiutarci, bisbigliandoci a suon di rock &#8230; &#8220;ve l&#8217;avevo dipinto&#8221; &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>4 dicembre 2015<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Marco Pantaleone<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><b>LA MOSTRA: &#8220;THE BOX \u2013 BEAUTY OVERKILL&#8221;<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 dicembre, e si sa, ogni volta che un anno volge al termine, in quasi tutti i settori, si &#8220;tirano le somme&#8221;, si propongono nomi e liste, si stilano classifiche. 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