{"id":4010,"date":"2016-01-21T09:51:32","date_gmt":"2016-01-21T08:51:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4010"},"modified":"2016-02-09T03:30:27","modified_gmt":"2016-02-09T02:30:27","slug":"goodbye-spaceboy","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4010","title":{"rendered":"GOODBYE SPACEBOY<br\/><span style='font-size:20px;'>La morte di David Bowie<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4028\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-2-300x287.png\" alt=\"David Bowie 2\" width=\"300\" height=\"287\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-2-300x287.png 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-2-150x144.png 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-2.png 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>11 gennaio 2016: la notizia della morte di David Bowie, avvenuta il giorno precedente in una clinica newyorkese, salta tragicamente alla ribalta della cronaca internazionale. Tra stupore, sgomento e commozione, nei giorni successivi non si parla d&#8217;altro. Dopo aver lottato per 18 mesi contro una di quelle dannate malattie che non lasciano scampo, si \u00e8 spenta una delle massime icone pop del nostro tempo, un astro di prima grandezza. Stampa, televisioni, radio, social network e tutte le massime autorit\u00e0 politiche e civili, nessuno sembra potersi sottrarre dalla pubblica dichiarazione del proprio cordoglio, non il primo ministro britannico e neppure, incredibilmente, il portavoce vaticano, anche se il dolore pi\u00f9 autentico sembra venire dall&#8217;oceanica legione di fan sparsi in ogni angolo del pianeta. L&#8217;uomo-stella \u00e8 volato via, in quello spazio siderale che aveva cantato, alla ricerca del Maggiore Tom, lasciandoci qu\u00e0, soli e impreparati ad accettare quest&#8217;ultimo colpo di scena. Talento, avvenenza, successo, ricchezza, certo, sono ben poche le vite che chiudono con un bilancio consuntivo tanto positivo. Bowie \u00e8 stato massacrato di baci dalla fortuna, eppure, per quanto incontestabile, neppure questa evidenza riesce a renderci meno tristi. Da lui eravamo stati abituati ad aspettarci di tutto ma, contrariamente ad ogni ragionevolezza, non questo.<\/p>\n<p>Con la sua musica e, forse ancora di pi\u00f9, con la sua immagine istrionica, il suo fascino aristocratico e la sua algida bellezza androgina, il Duca Bianco ha sedotto due generazioni di uomini e donne. Cos\u00ec, quando a 69 anni compiuti da pochi giorni, sul proscenio della sua vita \u00e8 calato definitivamente il sipario \u00e8 stato inevitabile sentirsi tutti suoi inconsolabili orfani. Poco conta che, da diversi anni a questa parte, la sua produzione artistica si fosse vistosamente diradata e, in pi\u00f9 di un&#8217;occasione, avesse deluso le aspettative. Siamo perfettamente coscienti che non ci sar\u00e0 mai pi\u00f9 un altro Bowie. E devo confessarlo, a me pare di non aver mai assistito prima d&#8217;ora ad un lutto collettivo per una popstar tanto intensamente partecipato quanto questo. Di pi\u00f9, penso che quando verr\u00e0 l&#8217;ora di giganti come Dylan, Jagger o McCartney, al di la&#8217; della posizione che legittimamente occupano nella storia della musica, l&#8217;onda emotiva potrebbe non essere altrettanto travolgente. Questo essenzialmente perch\u00e8 il fenomeno del divismo si fonda sulla condivisione generazionale e chi, per propria fortuna, vive a lungo, finisce per vedere le platee plaudenti trasformarsi progressivamente in cimiteri silenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4020\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-3-234x300.jpg\" alt=\"David Bowie 3\" width=\"234\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-3-234x300.jpg 234w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-3-117x150.jpg 117w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-3.jpg 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/>Nato a Brixton, Londra, come David Robert Jones l&#8217;8 gennaio 1947, David Bowie \u00e8 stato un artista eclettico e coraggioso, sempre pronto ad accettare ogni genere di sfida-scommessa con e su se stesso. Oltre al ruolo di cantante-musicista-compositore, ha rivestito anche quello di talent scout, produttore artistico, pittore, attore cinematografico e teatrale ma, soprattutto, ha tenuto fede al ruolo di uomo di spettacolo fino alla fine. L&#8217;ultimo album <strong>Black Star<\/strong>, indiscutibilmente il suo migliore da molti anni a questa parte, \u00e8 stato concepito espressamente come personale testamento sonoro ed ha visto la luce appena tre giorni prima che quella del suo autore si spegnesse. Al momento di metterlo in cantiere Bowie conosceva il proprio stato di salute ed ha lucidamente ingaggiato una lotta con il tempo per poterlo terminare prima che fosse troppo tardi. Un modo per eternarsi, eludendo i destini mortali, attraverso un ultimo definitivo gesto. Scrivere il proprio requiem \u00e8 stato un &#8220;colpo di teatro&#8221; in perfetto stile bowiano. La &#8220;Stella Nera&#8221; \u00e8 un epitaffio sul quale \u00e8 inciso a memoria futura: &#8220;l&#8217;uomo che cadde sulla terra non se ne andr\u00e0 mai pi\u00f9&#8221;. Un atto di fiducia totale, e per questo commovente, nel potere dell&#8217;arte come tramite per l&#8217;immortalit\u00e0.<\/p>\n<p>Dovendo tirare le somme di una carriera lunga quasi mezzo secolo, concordo con chi ritiene che il punto di forza estetico di Bowie vada ricercato essenzialmente nell&#8217;aver eletto il cambiamento ad unica costante e il trasformismo a regola del proprio operare. &#8220;Changes&#8221; come parola d&#8217;ordine dunque, ma c&#8217;\u00e8 da aggiungere anche qualcosa in pi\u00f9. Ziggy Stardust, Aladdin Sane, the Thin White Duke e Nathan Adler sono, come \u00e8 noto, le maschere pi\u00f9 celebri create e indossate dal camaleontico Bowie per segnare i diversi periodi ed i salti stilistici del proprio percorso artistico. Cos\u00ec, attraverso la frammentazione di immagini-suoni in un caleidoscopio di identit\u00e0 multiple, Bowie ha messo di fatto in crisi il cosiddetto principio di autenticit\u00e0, cio\u00e8 quel parametro che convenzionalmente critica e pubblico utilizzano per giudicare la qualit\u00e0 di un artista-opera. Il sillogismo secondo il quale nella musica pop \u00e8 &#8220;buono&#8221; solo ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;vero&#8221;, in contrapposizione a ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;falso&#8221;, &#8220;artefatto&#8221;, &#8220;insincero&#8221;, &#8220;costruito a tavolino&#8221; e dunque &#8220;cattivo&#8221;, viene scardinato alla base dall&#8217;impianto scopertamente teatrale sul quale si reggono gli alter ego bowiani, i quali giocano, di volta in volta, con l&#8217;identit\u00e0 sessuale, l&#8217;origine aliena, il sangue blu. Questi schemi attoriali sono stati interpretati con tale disinvoltura da insinuare il dubbio che anche quando Bowie si presentava in quanto tale, in realt\u00e0, stesse recitando un ruolo scritto in un copione occulto. Come dire che i personaggi bowiani penetrano la sua biografia al punto da rendere indistinguibile finzione e realt\u00e0, maschera e volto umano. \u00c8 esattamente attraverso questa strategia dell&#8217;ambiguit\u00e0 identitaria che Bowie \u00e8 pervenuto ad uno dei tratti pi\u00f9 importanti e rivoluzionari del proprio essere popstar. Un&#8217;artista romantico alla rovescia e proprio per questo totalmente calato nella contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4014\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-4-235x300.jpg\" alt=\"David Bowie 4\" width=\"235\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-4-235x300.jpg 235w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-4-117x150.jpg 117w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-4-768x981.jpg 768w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-4-802x1024.jpg 802w\" sizes=\"auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/>C&#8217;\u00e8 chi si \u00e8 dovuto accontentare di essere uno e trino, David Bowie si \u00e8 concesso il lusso di essere uno e multiplo. Giovanissimo folk singer in fogge hippie innamorato di Dylan e Barrett, scintillante idolo del glam rock londinese con un fulmine stampato in faccia, platinato-bistrato soul singer perso in festini losangelini a base di coca e sesso, pallido extraterrestre pel di carota, boh\u00e8mien berlinese ubriaco di tardo-krautrock, affascinante gigol\u00f2 new wave, maturo dandy stabilitosi con famiglia e ingente patrimonio nel paradiso fiscale elvetico e via elencando. Oggi che David non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 \u00e8 confortante osservare quanto la sua sia stata una vita intensa, spesa all&#8217;insegna dell&#8217;esperienza e, perch\u00e8 no, anche del piacere edonistico, eppure, nella sua sfaccettata globalit\u00e0, anche amministrata con estrema attenzione. Non ci deve sfuggire che tra le sue numerose doti spiccavano, intelligenza, cultura e una scaltrezza non indifferente nella gestione della propria immagine pubblica che lo hanno sempre reso il miglior manager di se stesso. Tutte qualit\u00e0 assai rare da riscontrare in una popstar, tanto che, in questo senso, l&#8217;unico parallelo che trovo verosimilmente possibile \u00e8 con Madonna, altri nomi, onestamente, non mi sovvengono. E sia chiaro, lo dico in senso assolutamente elogiativo, dato che istintivamente ho sempre provato pi\u00f9 simpatia per &#8220;i furbi&#8221; piuttosto che per &#8220;i cretini&#8221;, la qual cosa, a fronte della venerazione di tanti sconclusionati idoli beoti, non \u00e8 cos\u00ec scontata come potrebbe apparire. Insomma, &#8220;Rebel Rebel&#8221; s\u00ec, ma con la testa.<\/p>\n<p>Sotto il profilo strettamente musicale l&#8217;opera bowiana, composta da 25 album in studio pi\u00f9 tutto il resto, per quanto stilisticamente cangiante, \u00e8 innegabilmente dotata di una propria cifra distintiva, impressa in primo luogo dalle interpretazioni vocali di Bowie stesso, un marchio di fabbrica immediatamente riconoscibile. Per il resto prevale un fiuto speciale nel cogliere ci\u00f2 che \u00e8 nell&#8217;aria e, conseguentemente, saper voltare la vela in favore del vento, quando non addiritura, giocando d&#8217;anticipo, riuscire a tracciare per primo le rotte future. Non \u00e8 un caso se la sua discografia \u00e8 costellata di successi planetari in perfetto equilibrio tra fruibilit\u00e0 istantanea e buon gusto, e neppure che si sia sempre circondato di collaboratori scelti oculatamente. In accordo con una parte consistente della critica internazionale, anch&#8217;io ritengo che l&#8217;apice della carriera sia stato raggiunto, a fine anni &#8217;70, con la celeberrima trilogia berlinese: <strong>Low<\/strong>, <strong>Heroes<\/strong>, <strong>Lodger<\/strong>. Fondamentale nel cesellare questi tre gioielli il contributo di Brian Eno, in quegli anni al massimo del suo geniale fulgore creativo. Il modo nel quale la coppia Bowie-Eno rilegge l&#8217;elettronica &#8220;krauta&#8221; degli anni immediatamente precedenti, ricontestualizzandola nell&#8217;atmosfera della Berlino divisa dal muro, conferisce all&#8217;opera un taglio di decadente modernismo tanto peculiare, quanto totalmente sintonico con gli umori dell&#8217;epoca. I brani strumentali, in particolar modo, svettano tra le composizioni pi\u00f9 suggestive del trittico, oltrech\u00e8 tra le migliori in assoluto di tutto il panorama musicale coevo. L&#8217;istantanea in bianco e nero che ritrae, nella sua enigmatica fissit\u00e0, &#8220;l&#8217;eroe di cera&#8221; stretto in una giacca di cuoio nero, \u00e8 icona epocale consegnata alla storia &#8220;forever and ever&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4015\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-5.jpg\" alt=\"David Bowie 5\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-5.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/David-Bowie-5-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Tutto ci\u00f2 accadeva molto tempo fa &#8230; Adesso, al momento di stendere queste righe, invece, \u00e8 trascorsa appena una settimana dal giorno pi\u00f9 triste di questo nuovo anno e il riverbero della bomba mediatica che ha infranto tanti cuori risuona ancora nell&#8217;aria. <strong>Black Star<\/strong> \u00e8 al numero uno delle classifiche di mezzo mondo, States compresi. I mass media continuano a parlare di lui, a trasmettere canzoni e video che lo ritraggono in tutte le stagioni della vita, mentre star del calibro di Bruce Springsteen, Madonna, Elton John, esattamente come musicisti meno noti, tributano un ricordo a David suonando le sue canzoni pi\u00f9 celebri. Mi rendo conto che in questi giorni su David Bowie \u00e8 stato detto e scritto tutto ci\u00f2 che si poteva dire e scrivere e le mie parole niente possono aggiungere e meno ancora lenire. Nonostante ci\u00f2 non sono riuscito a tacere. In qualche modo dovevo farlo, non fosse altro che in nome di un ragazzino di 15 anni che nel lontano 1977, per la prima volta, port\u00f2 a casa un disco del quale si innamor\u00f2 all&#8217;istante. Da quel preciso momento la musica entr\u00f2 nella sua vita per rimanerci. Quel disco, con profilo su sfondo arancio in copertina, era <strong>Low<\/strong> di David Bowie. Non posso ignorare il segno che quei suoni hanno lasciato per sempre dentro di me. S\u00ec, perch\u00e8 certi semi germogliano, crescono, non si possono e non si devono dimenticare, non sarebbe giusto n\u00e8 leale. Goodbye Spaceboy, fai buon viaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Gianluca Becuzzi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>11 gennaio 2016: la notizia della morte di David Bowie, avvenuta il giorno precedente in una clinica newyorkese, salta tragicamente alla ribalta della cronaca internazionale. Tra stupore, sgomento e commozione, nei giorni successivi non si parla d&#8217;altro. 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