{"id":4164,"date":"2016-02-16T10:18:12","date_gmt":"2016-02-16T09:18:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4164"},"modified":"2016-02-16T10:24:13","modified_gmt":"2016-02-16T09:24:13","slug":"ataraxia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4164","title":{"rendered":"ATARAXIA<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Ena\"<br>(Infinite Fog, 2015)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4165\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Ataraxia.jpg\" alt=\"Ataraxia\" width=\"100\" height=\"100\" \/>Ataraxia \u00e8 una fede, un viaggio nella storia e nel suono del passato, una ricerca sonora che spazia tra elettronica, visioni gothic, medieval, etereal, neo folk e mito della classicit\u00e0, un universo che crea emozioni nel presente. Un percorso artistico e professionale, quello della band modenese, che dura dalla seconda met\u00e0 degli anni &#8217;80. Dagli esordi, incisi sui nastri di tapes tutt&#8217;oggi ricercatissime dai collezionisti del genere, come <strong>Prophetia<\/strong> e <strong>Nosce Te Ipsum<\/strong> del 1990 e del 1991, o la tape <strong>Arazzi<\/strong>, all&#8217;epoca distribuite dalla sempre attenta Energeia di Davide Morgera (Napoli). Continuando con veri e propri capolavori nella seconda met\u00e0 dei &#8217;90, come <strong>Simphonia Sine Nomine<\/strong>, <strong>Ad Perpetuam Rei Memoriam<\/strong>, <strong>La Malediction D&#8217;Ondine<\/strong>, <strong>Il Fantasma Dell&#8217;Opera<\/strong> e <strong>Os Cavaliero Do Tempos<\/strong>, arrivando alle splendide produzioni edite dalla Cruel Moon International, da <strong>Historiae<\/strong> a <strong>Lost Atlantis<\/strong>, terminando con le raffinatezze sonore di concept-album per la Ark Records, come <strong>Arcana Eco<\/strong>, <strong>Kremasta Nera<\/strong> e <strong>Wind At Mount Elo<\/strong>, quest&#8217;ultimo datato 2014.<\/p>\n<p>Ataraxia non si ferma. \u00c8 stato dato alle stampe, poco pi\u00f9 di due mesi fa, <strong>Ena<\/strong>; le danzatrici sul prato dell&#8217;artista Nicolas Ramain, raffigurate in copertina, racchiudono l&#8217;ultima produzione della band. A credere in loro, questa volta, \u00e8 stata la russa Infinite Fog, che, per l&#8217;occasione, ha pubblicato ben tre versioni dell&#8217;album, dal semplice CD, ad una versione limitata con DVD, fino ad una tiratura limitatissima, numerata, una &#8220;deluxe edition&#8221; con CD e DVD, contenente degli inserti disegnati dalla cantante, Francesca Nicoli. Il tutto in un art work box molto bello, solo 30 copie. <strong>Ena<\/strong>, come tutti i precedenti lavori, \u00e8 un nuovo &#8220;viaggio&#8221; nel passato, tra le rovine di templi che ci trasportano indietro nel tempo, un percorso lungo millenni, tra suoni ed immagini che ci attraggono per poi sedurci con mistica eleganza. L&#8217;esperienza e l&#8217;ispirazione di tutta la band, \u00e8 subito percepibile, fin dalle prime note di <em>Ena<\/em>, dove la timbrica vocale della &#8220;musa&#8221; Nicoli si fa portavoce di messaggi ed evocazioni. Noi da meno le suggestive <em>Roi Richart<\/em> e <em>Agnus Dei<\/em>, con la seconda voce che fa da duetto. L&#8217;enigmatica <em>La&#8217;awiyah<\/em>, otto minuti di pura poesia, incalzante nella sua drammaticit\u00e0 fino alla successiva <em>Magnificat<\/em>, solenne nella sua marzialit\u00e0, quasi una preghiera agli dei. Arriviamo con disincanto a <em>Where The Sea Turns Into Godl<\/em>, quasi disarmante nella sua liquida semplicit\u00e0, capace di toccare le corde pi\u00f9 recondite della nostra anima, rimembranze dei pi\u00f9 ispirati Dead Can Dance fanno da cornice ad una composizione da lode. L&#8217;album si chiude magistralmente con <em>The Bleeding Trunk<\/em>, ancestrale unione tra l&#8217;infinitezza dell&#8217;universo e la terra, e <em>Le Nozze Di Yis<\/em>, capace di farci entrare con inconsapevolezza, anche grazie ad un uso sapiente di tutti gli strumenti a disposizione, da quelli elettronici a quelli manuali (penso alla sezione dei fiati), in uno stato di tensione e catarsi emotiva sublimi, capacit\u00e0 quest&#8217;ultima che \u00e8 fin dagli esordi uno dei marchi di fabbrica della band. Bravissimi Francesca Nicoli, Vittorio Vandelli, Giovanni Pagliari e Riccardo Spaggiari, da sempre compagni di viaggio.<\/p>\n<p>Gli Ataraxia, a distanza di quasi 30 anni dalla loro nascita, sono ancora capaci, attraverso il recupero della storia e delle sue occulte espressioni, di incantarci con spontaneit\u00e0 e stile, senza mai risultare scontati. La forza della loro musica \u00e8 la forza stessa dell&#8217;ispirazione da cui scaturisce. <strong>Ena<\/strong> \u00e8 un album importante, catalizzatore di sonorit\u00e0 che, trasportandoci fuori dalla nostra contemporaneit\u00e0, ci inondano di un benessere e una pace interiore senza confini, come la riscoperta di un suono immortale. Magnificat!<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Marco Pantaleone<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ataraxia \u00e8 una fede, un viaggio nella storia e nel suono del passato, una ricerca sonora che spazia tra elettronica, visioni gothic, medieval, etereal, neo folk e mito della classicit\u00e0, un universo che crea emozioni nel presente. Un percorso artistico e professionale, quello della band modenese, che dura dalla seconda met\u00e0 degli anni &#8217;80. 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