{"id":4360,"date":"2016-03-26T07:25:53","date_gmt":"2016-03-26T06:25:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4360"},"modified":"2016-03-26T07:37:49","modified_gmt":"2016-03-26T06:37:49","slug":"lagora-dei-cretini","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4360","title":{"rendered":"L&#8217;AGOR\u00c0 DEI CRETINI<br\/><span style='font-size:20px;'>Sei affermazioni aberranti sulla musica<\/span>"},"content":{"rendered":"<p>Chiunque frequenti, o abbia frequentato, in qualsiasi forma e a qualunque titolo, il mondo della musica, abbastanza a lungo da averci familiarizzato almeno un po&#8217;, non pu\u00f2 non aver sentito pronunciare pi\u00f9 e pi\u00f9 volte lo scabroso frasario composto dai seguenti sei tragici punti:<\/p>\n<ol>\n<li>La musica mi piace tutta basta che sia bella.<\/li>\n<li>Questa non \u00e8 musica \u00e8 rumore.<\/li>\n<li>I giornalisti e i generi musicali non servono a niente.<\/li>\n<li>Questo avrei saputo farlo anch&#8217;io.<\/li>\n<li>La musica elettronica (e\/o fatta al computer) \u00e8 fredda.<\/li>\n<li>A me piace la musica suonata.<\/li>\n<\/ol>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4362\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Pubblico-anni-50-300x189.jpg\" alt=\"Pubblico anni '50\" width=\"300\" height=\"189\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Pubblico-anni-50-300x189.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Pubblico-anni-50-150x94.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Pubblico-anni-50.jpg 635w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ecco sei bestialit\u00e0 inaccettabili, eppure talmente ordinarie da poter esser rubricate alla voce &#8220;luoghi comuni&#8221;, che trasudano istantaneamente: volgarit\u00e0, ignoranza, supponenza, impudicizia e sordit\u00e0, il tutto in dosi letali. Citando a sproposito Wittgenstein (a sproposito dato che l&#8217;enunciato prescelto fa riferimento alla metafisica e non all&#8217;idiozia) si potrebbe sentenziare lapidariamente: &#8220;&#8230; Su ci\u00f2 di cui non si \u00e8 in grado di parlare, si deve tacere&#8221;. Ma siccome, come \u00e8 noto, da queste parti lo spirito polemico si spinge fino all&#8217;autolesionismo, anzich\u00e9 utilizzare Wittgenstein per chiudere la questione, lo impiegheremo per aprirla.<\/p>\n<p>Intanto affermiamo serenamente che l&#8217;ignoranza \u00e8 fatto interdisciplinare. Basta infatti cambiare quelle frasi di pochissimo per adattale perfettamente agli analoghi sproloqui che, con levit\u00e0 pari a blocchi di cemento sganciati dal quinto piano, piombano sul mondo delle arti visive:<\/p>\n<ol>\n<li>La pittura mi piace tutta basta che rappresenti qualcosa. (trad.: &#8230; basta che sia limpidamente figurativa)<\/li>\n<li>Questa non \u00e8 pittura sono scarabocchi. (il riferimento \u00e8 a tutta la pittura astratto-informale, Pollock in testa)<\/li>\n<li>I critici d&#8217;arte e i generi pittorici non servono a niente. (eh certo &#8230;)<\/li>\n<li>Questo avrei saputo farlo anch&#8217;io. (es.: Mondrian, Dubuffet, Fontana, Burri, Manzoni e tanti altri)<\/li>\n<li>La pittura astratta \u00e8 fredda. (e\/o non la capisco, non mi dice niente, non significa niente)<\/li>\n<li>A me piace la pittura fatta con il pennello. (moratoria tecnica vagamente penalizzante)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per completare il quadro, come se cos\u00ec non fosse sufficientemente desolante, di solito seguono elogi indirizzati a qualche celebrato virtuoso della tecnica: un paio di maestri rinascimentali, nel caso della pittura, qualche centometrista delle sei corde, in quello della musica. Per\u00f2, come si pu\u00f2 facilmente osservare, la solfa in definitiva non cambia, perch\u00e9 il problema non \u00e8 di ordine particolare ma, piuttosto, di comprensione generale. Evidentemente, esiste proprio un problema nel riuscire a mettere a fuoco, metabolizzare e partecipare quelli che sono i principi basilari che regolano l&#8217;arte nella sua totalit\u00e0. E non aspettatevi che adesso salga in cattedra e controbatta uno ad uno i sei punti in questione, dato che \u00e8 evidente a chiunque sia dotato di un minimo di buon senso, anche se sprovvisto di laurea in estetica o storia dell&#8217;arte, che la brutale grettezza di quelle affermazioni si commenta da sola, e anche solo concedere una replica \u00e8 atto inutile e squalificante. Cos\u00ec, visto che dalla porta non si entra, proviamo a passare dalla finestra. Poniamo la questione in altri termini e chiediamoci cosa e come si potrebbe fare per evitare, o quantomeno limitare, tutto questo scempio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4364\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Cornetto-acustico-300x177.jpg\" alt=\"Cornetto acustico\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Cornetto-acustico.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Cornetto-acustico-150x89.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La prima risposta \u00e8 semplice: basterebbe essere onesti. Vale a dire, l&#8217;arte non mi appartiene? Non mi appassiona? La musica l&#8217;ascolto distrattamente, giusto per intrattenermi, accendendo la radio mentre sono alla guida dell&#8217;auto e niente pi\u00f9? Nessun problema, non corre nessun obbligo legale in tal senso. Ognuno pu\u00f2 liberamente determinare la natura e il grado della propria relazione con l&#8217;arte e la musica. Basta non farsi assalire da senso di colpa quando, durante una qualsiasi conversazione, qualcuno ti chiede quale musica tu ascolti e, a domanda, rispondere francamente: &#8220;niente, la musica non mi interessa&#8221;, piuttosto che: &#8220;tutta&#8221;. Peggio che mai quando, con risoluzione autopunitiva, dopo che l&#8217;interlocutore si \u00e8 qualificato come musicista-appassionato di musica, il soggetto inizia a sentenziare disinvoltamente puttanate randomiche, assolutamente non richieste, a fronte di una padronanza della materia palesemente inesistente. Un po&#8217; come se, al bancone di un bar, trovandomi a fianco un ostetrico, tra un Martini Dry e uno Campari Spritz, proponessi al malcapitato &#8220;la mia idea di parto cesareo&#8221;, impiegando fetta di arancia e oliva dei drink per mimarne la tecnica. Che cosa? La musica \u00e8 di tutti? E il parto assistito forse non lo \u00e8? Vogliamo negarlo a qualcuno?<\/p>\n<p>La seconda risposta, invece, si presenta con un grado di complessit\u00e0 decisamente maggiore, ma solo in apparenza, perch\u00e9 anche qui, volendo &#8230; Il fatto \u00e8 che, in qualsiasi campo dello scibile umano, le competenze non sono assegnate in dote alla nascita, ma vengono acquisite nel corso della vita con il lavoro, lo studio e l&#8217;esperienza sul campo. L&#8217;arte e la musica non fanno eccezione, anche se \u00e8 vero che si pu\u00f2 nascere (o meglio diventare molto presto) pi\u00f9 o meno predisposti alla materia, cosa che per\u00f2, a ben vedere, vale anche per la matematica, il podismo e la truffa. Tutto il resto riguarda la sedimentazione di informazioni e la capacit\u00e0 di gestirle nel migliore dei modi, attraverso lo sviluppo di una sensibilit\u00e0 specificamente indirizzata allo scopo. Insomma, per &#8220;sapere&#8221; tocca lavorarci e faticare. \u00c8 legittimo dunque chiedersi: &#8220;Per quale ragione dovrei sudare le proverbiali sette camicie? Chi o cosa me lo fa fare di sacrificare a questo fine buona parte del mio tempo, delle mie energie, della mia vita?&#8221;. La risposta \u00e8 semplicemente: l&#8217;amore. L&#8217;unico segno al quale si pu\u00f2 risponde senza interrogarsi, certi che seguirlo ci render\u00e0 pi\u00f9 felici, quello e nient&#8217;altro. L&#8217;esperienza dell&#8217;amore per la musica porta inevitabilmente alla sua conoscenza, non importa come e quanto, perch\u00e9 se \u00e8 autentico, sentito, appassionato, i modi e le quantit\u00e0 non contano, ma la qualit\u00e0 complessiva, con il tempo, \u00e8 certo, non pu\u00f2 che crescere. Il fine di questo abbraccio \u00e8 goderne a pieno, e questo \u00e8 quello che non bisogna mai dimenticare, ma tra gli effetti di minor importanza c&#8217;\u00e8 anche quello di evitare, in tutta naturalezza, il rischio di utilizzare forme inappropriate, fino a risultare offensive, per descrivere l&#8217;oggetto del proprio amore.<\/p>\n<p>Quella dell&#8217;amore per la musica non \u00e8 come la chiamata alle armi, chi non risponde non \u00e8 accusato di diserzione e non rischia di essere fucilato seduta stante. Quindi perch\u00e9 voler per forza &#8220;dire la propria&#8221; anche quando a mancare sono le pi\u00f9 elementari nozioni, oltrech\u00e9 i minimi strumenti critici necessari per farlo. Forse in base allo stesso principio per il quale, durante i mondiali di calcio, il Bar Sport di ogni citt\u00e0 si popola di espertissimi tecnici che, se solo fossero ascoltati, potrebbero risollevare in un attimo le sorti della propria nazionale? Del resto, come esistono taluni, sempre pronti ad autoreferenziarsi playboy di lungo corso, pur non essendo mai stati avvistati in compagnia femminile, possono anche esisterne talaltri, intenti a sdottorare da musicologi, finendo invariabilmente per assegnare palme e primati improbabili ad altrettanto improponibili fossili, a zero cognizione di causa. Per non dire di quando i casi della vita decidono che ad intercettarti sia un membro del &#8220;club 6 cazzate&#8221; in vena di interviste: &#8220;ti piacciono i Queen? Grandissimi! No? Ti piace l&#8217;elettronica? La house? No? I Depeche Mode allora?&#8221;. In quei frangenti scatta subito la fase di massimo imbarazzo e incapacit\u00e0 di reazione, tipo ottavo round dopo che ne hai gi\u00e0 incassate troppe. Lo guardi negli occhi e le vedi, le scintilline di entusiasmo, non si capisce a che pr\u00f2, luccicano nel vuoto pneumatico. Brrr! Meglio non pensarci &#8230;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4366\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Intonarumori-300x164.jpg\" alt=\"Intonarumori\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Intonarumori-300x164.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Intonarumori-150x82.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Intonarumori.jpg 631w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>S\u00ec, la musica \u00e8 in ogni dove, occupa ogni angolo della nostra esistenza, del giorno e della notte, del pubblico e del privato. Invade lo spazio circostante, ovunque: per strada, nei supermercati, nei centri commerciali, in metropolitana, in bus, nelle sale di attesa di stazioni, aeroporti, hotel. Ci segue con la telefonia mobile, \u00e8 diffusa da televisioni, radio, web. Sar\u00e0 a causa di questo carattere di onnipresenza che tutti si sentono autorizzati a parlarne senza preoccuparsi troppo di quello che stanno dicendo? Eppure tra l&#8217;udire e l&#8217;ascoltare c&#8217;\u00e8 una differenza essenziale, un processo a pi\u00f9 fasi che va dalla recezione puramente fisica, passa per la percezione attentiva e, assieme ad altri elementi contestuali, si elabora in dato estetico-culturale. Come dire che, tra la vibrazione del timpano e il dar fiato alle trombe, sparandole grosse, dovrebbero interporsi diverse stazioni intermedie. Eppure &#8230; Neppure l&#8217;effetto stritolamento-liquefazione operato sulla musica dal web, che tutto ha spazzato via, lasciandoci in attesa di un futuro sempre pi\u00f9 lontano, \u00e8 riuscito a premere il tasto &#8220;mute&#8221; su questo loop ossessivo di castronerie. Una persistenza molesta e inquietante, che evoca le teorie secondo le quali, nello scenario post conflitto atomico globale, gli scarafaggi potrebbero essere gli unici sopravvissuti del pianeta.<\/p>\n<p>Arrivati a questo punto qualcuno potrebbe chiedermi: &#8220;Ma in fin dei conti, questi zotici che se ne vanno in giro a dir bestialit\u00e0 senza senso, al di l\u00e0 del fastidio epidermico, paragonabile al ronzio di un paio di zanzare o poco pi\u00f9, che noia possono darti?&#8221;. \u00c8 vero, in fin dei conti si tratta di stupide vox populi tranquillamente ignorabili. Di pi\u00f9, quelle misere filastrocche le ho sentite ruminare talmente tante volte in vita mia che, alla fine, non possono neppure pi\u00f9 sorprendermi e dopo un po&#8217;, per forza di cose, subentra l&#8217;effetto anestetico. Resta il fatto che veder coprire di letame una cosa che ami non \u00e8 un bello spettacolo, e neppure veder calpestato senza ritegno il lavoro dei migliori lo \u00e8. Potrebbe andar meglio di cos\u00ec? Credo proprio di s\u00ec, ma diciamo che va bene ugualmente. Va bene che ci sia il basso perch\u00e9 altrimenti non potrebbe esistere l&#8217;alto e va bene che ad ognuno sia assegnato il ruolo che gli spetta: a noi quello degli innamorati, a loro quello della massa informe che affolla l&#8217;agor\u00e0 dei cretini.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Gianluca Becuzzi<br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiunque frequenti, o abbia frequentato, in qualsiasi forma e a qualunque titolo, il mondo della musica, abbastanza a lungo da averci familiarizzato almeno un po&#8217;, non pu\u00f2 non aver sentito pronunciare pi\u00f9 e pi\u00f9 volte lo scabroso frasario composto dai seguenti sei tragici punti: La musica mi piace tutta basta che sia bella. 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