{"id":4655,"date":"2016-05-23T11:45:51","date_gmt":"2016-05-23T09:45:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4655"},"modified":"2016-05-23T11:45:51","modified_gmt":"2016-05-23T09:45:51","slug":"max-fuschetto-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4655","title":{"rendered":"MAX FUSCHETTO<br\/><span style='font-size:20px;'>(Napoli, 16 aprile 2016)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-4656 size-full\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Max-Fuschetto.jpg\" alt=\"Max Fuschetto\" width=\"960\" height=\"610\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Max-Fuschetto.jpg 960w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Max-Fuschetto-150x95.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Max-Fuschetto-300x191.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Max-Fuschetto-768x488.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/>Max Fuschetto e il suo fedele ensemble sembrano oramai avere un seguito di appassionati stimatori, che fanno in modo che il quartetto possa vantare il sold out nei suoi appuntamenti live in giro per la Campania e fuori. Ci mettiamo un p\u00f2 per trovare il Music Art di Napoli, del resto \u00e8 sabato sera e via Chiaia \u00e8 gi\u00e0 abbastanza frequentata, anche se \u00e8 ancora presto, poi, dopo aver provato a chiedere, riesco finalmente a trovarlo. Il concerto \u00e8 appena iniziato, sul palchetto, provvisto di pianoforte a coda, ci sono Max Fuschetto all&#8217;oboe, Pasquale Capobianco alla chitarra, Valerio Mola al double bass e Pasquale Rummo alla batteria. Conosco Max da un annetto, ovvero da quando ho recensito il suo secondo ottimo lavoro <strong>S\u00f9n N\u00e1<\/strong> per le pagine di Frastuoni, inviatomi dal suo ufficio stampa, la preziosa Synpress di Donato Zoppo lo scorso anno e da allora, anche attraverso un&#8217;intervista, ho avuto modo di conoscere meglio il musicista e compositore. La sua musica pu\u00f2 essere jazz, ma non mainstream, ambient, ma anche no, musica da camera, ma non propriamente accademica e il concerto del 16 al Music Art non ha fatto altro che confermare tale trasversalit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Soliloquia<\/em> apre la serata, si tratta di un inedito, riadattato dai sacri canti Gregoriani, per solo oboe con sottofondo profano e visionario, un viaggio di solo andata per terre lontane, che continua con <em>Oniric State Of Mind<\/em>, il brano che apre il suo ultimo lavoro <strong>S\u00f9n N\u00e1<\/strong>, senza la voce della Pelilli, pezzo dalla struttura complessa, che in quartetto acquista ancora pi\u00f9 forza ed espressivit\u00e0 e grazie al lavoro del double bass di Valerio Mola riesce a diventare agile e jazzato. Una breve presentazione di Max poi ci introduce alla silloge arbereshe, rilettura di tre brani d&#8217;origine e cultura arbereshe, che lo vede alle prese con un intro al piano di derivazione jarrettiana. I successivi venti minuti sono un excursus in vari territori musicali, con l&#8217;entrata della chitarra liquida dal suono originalissimo di Capobianco e tutta la band che gira a livelli davvero alti, voli pindarici di Max e un grande assolo centrale del chitarrista. <em>Valle Valle<\/em> chiude la trilogia, \u00e8 uno dei brani pi\u00f9 intensi, proviene da <strong>Popular Games<\/strong> del 2009, rivisitato e senza tema, solo con l&#8217;accompagnamento strumentale, sembra rinato e vivere di propria luce. <em>Blues In Fa Per Oboe E Contrabbasso<\/em> invece \u00e8 un duetto, un interplay tra Max e Valerio che mette in risalto la bravura e la conoscenza musicale dei due musicisti. Dopo una breve pausa di ristorazione, per il pubblico, il concerto riprende con una <em>Salterello<\/em> pi\u00f9 scarna di quella in studio, ma ugualmente evocativa, seguita subito da un intro granitico del contrabbasso di Valerio Mola che dapprima spiazza, poi lascia pochi dubbi, si tratta di <em>National Anthem<\/em>, avete letto bene, proprio il pezzo dei Radiohead, una grande rivisitazione, che mette in risalto l&#8217;acquisita versatilit\u00e0 del quartetto, con sezione ritmica dell&#8217;altro Pasquale (Rummo) in gran spolvero, Max a tracciare il tema col suo strumento ed il solito gran lavoro &#8220;onirico&#8221; di Capobianco. In chiusura c&#8217;\u00e8 anche posto per un\u2019altra cover, pi\u00f9 &#8220;leggera&#8221; e mediterranea, <em>Chi Tene O Mare<\/em> di Pino Daniele. \u00c8 passata gi\u00e0 ampiamente pi\u00f9 di un&#8217;ora dall&#8217;inizio del concerto, c&#8217;\u00e8 solo il tempo per due suggestivi classici, oramai, del loro repertorio, <em>Harsh Voices<\/em> e <em>Portami Con Te<\/em>, provengono entrambe dall&#8217;album di debutto di Fuschetto, ma l&#8217;ultima rivista e risuonata anche in <strong>S\u00f9n N\u00e1<\/strong> e penalizzata, in questa occasione, solo dalla brevit\u00e0 della durata, dovuta a questioni di orario.<\/p>\n<p>Stavo dimenticando di dirvi che questo evento live aveva un nome, scelto dal gruppo, &#8220;Correnti Elettroacustiche&#8221;, beh credo che non potessero scegliere nome pi\u00f9 appropriato, data l&#8217;energia profusa durante il concerto. L&#8217;ensemble sta girando molto in questo periodo, anche per consolidare la nuova &#8220;forma&#8221;, se vi capita di poter assistere ad un loro live in giro, non lasciateveli scappare, rappresentano quanto di meglio la scena musicale italiana possa oggi offrire.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Giuliano Manzo<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Max Fuschetto e il suo fedele ensemble sembrano oramai avere un seguito di appassionati stimatori, che fanno in modo che il quartetto possa vantare il sold out nei suoi appuntamenti live in giro per la Campania e fuori. 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