{"id":4663,"date":"2016-05-26T02:39:29","date_gmt":"2016-05-26T12:39:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4663"},"modified":"2016-05-26T02:39:29","modified_gmt":"2016-05-26T12:39:29","slug":"loomings","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4663","title":{"rendered":"LOOMINGS<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Everyday Mythology\"<br>(AltrOck, 2015)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4664\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Loomings.jpg\" alt=\"Loomings\" width=\"100\" height=\"100\" \/>Jacopo Costa \u00e8 un percussionista e compositore milanese, deus ex machina e promotore del progetto Loomings. Emigrato in Francia, precisamente a Strasburgo, otto anni addietro per motivi di studio, ha trovato poi domicilio permanente nella citt\u00e0 sede del parlamento europeo, dove ha conseguito un master in percussioni presso il conservatorio Haute Ecole Des Arts Du Rhin e poi un diploma di specializzazione in cimbalom, strumento tradizionale a corde battute o pizzicate, caratteristico dell&#8217;Europa orientale, utilizzato da numerosi compositori moderni e contemporanei tra i quali Bart\u00f3k, Stravinskij, Debussy, Boulez e Stockhausen.<\/p>\n<p>Costa ha affiancato come cembalista e percussionista artisti e band come Yugen, Camembert, Ske, Francesco Zago, Factor Burzaco e Not A Good Sign oltre ad aver fatto parte di orchestre ed ensemble di musica da camera; proprio in occasione di un concerto &#8220;rock da camera&#8221; per dodici elementi (articolato su sue composizioni, arrangiamenti di brani di Zappa, Henry Cow, Hatfield And The North, Beatles, King Crimson e un pezzo di Zago) tenutosi nel 2012 al conservatorio di Strasburgo e da lui coordinato, ha preso corpo, attraverso una selezione dei musicisti, l&#8217;attuale nucleo dei Loomings.<\/p>\n<p>Il calare del settembre 2015 sigla finalmente l&#8217;alba discografica della band, release che si avvale anche di &#8220;guest&#8221; come Isabella Fabbri al sax, Paolo Botta alle tastiere e Bertrand Eber alla tromba.<\/p>\n<p><strong>Everyday Mythology<\/strong>, coinvolgente percorso di poco oltre 59 minuti, ripartiti in undici tracce cantate in lingua inglese, vede il nostro districarsi autorevolmente tra vibrafono, batteria, percussioni e tastiere, affiancato da tre cantanti di estrazione classica come Maria Denami, Ludmila Schwartzwalder, Benoit Rameau, Louis Haessler al basso e Enrico Pedicone alle percussioni. Lo start dato dagli intriganti quasi sei minuti e mezzo di <em>Keywords<\/em>, lascia ben scorgere quanta importanza abbiano per Jacopo gli Henry Cow e il RIO prog (il cosiddetto rock in opposition), <em>Black (And Green And Red)<\/em> \u00e8 un ottimo pezzo prog pop da camera vivido di atmosfere canterburiane che richiamano nei vocalizzi l&#8217;appeal dei Gentle Giant, mentre divagazioni &#8220;zappiane&#8221; emergono perentorie in <em>Awkward<\/em>. <em>In a Black Key<\/em> \u00e8 una seducente track avant jazz art pop pregna di suggestive digressioni elettroniche, incentrata anche su sperimentazioni canore, ma ecco lo spirito dei sopraccitati Henry Cow riaffiorare in modo avvolgente, ispirato ed a tratti intimista, nei quasi otto minuti di <em>The Things That Change<\/em>, seguita da <em>Sweet Sixteen<\/em>, suadente ballata doo-wop che complessivamente rievoca determinate &#8220;escursioni sonore&#8221; del duca delle prugne (cos\u00ec si autodefin\u00ec, attraverso la sua \u201c<em>The Duke of Prunes<\/em>\u201d song datata 1967) Frank Zappa. Settima traccia \u00e8 <em>And<\/em>, gradevole happening, incentrato prevalentemente su fascinose trame female vocal, prologo di <em>Lockjaw (A Mutant Dog)<\/em>, originale excursus musicale, di estrazione rock in opposition e &#8220;wyattiana&#8221;, che al principio e nel finale dei suoi quasi sette minuti e mezzo, rende omaggio, sorprendentemente, ai Led Zeppelin e alla loro <em>Black Dog<\/em>. L&#8217;art pop elettronico, rif\u00e0 capolino, stavolta amalgamato in modo persuasivo al jazz con <em>Car, Suburbs, Downtown, Despair<\/em> ed in modo pi\u00f9 &#8220;giocosamente cameristico&#8221; in <em>A Waiting Game Of Nonsense<\/em>, apripista ai quasi quattro minuti di <em>Milano<\/em>, atipico, atmosferico, nostalgico affresco sonoro ed epilogo del disco, omaggio alla citt\u00e0 natale da parte di Jacopo.<\/p>\n<p>Un eclettico caleidoscopio di suoni, tutto da scoprire.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Luciano De Crescenzo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jacopo Costa \u00e8 un percussionista e compositore milanese, deus ex machina e promotore del progetto Loomings. 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