{"id":4692,"date":"2016-06-02T09:34:30","date_gmt":"2016-06-02T07:34:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4692"},"modified":"2016-06-02T09:35:58","modified_gmt":"2016-06-02T07:35:58","slug":"deison-favaron","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4692","title":{"rendered":"DEISON \/ FAVARON<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Nearly Invisible\"<br>(13 \/ Silentes, 2015)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4693\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Deison-Favaron.png\" alt=\"Deison : Favaron\" width=\"100\" height=\"100\" \/>&#8220;Alek si schiarisce la gola; guarda dalla finestra e scatta un&#8217;istantanea immaginaria. Non sa che questa sar\u00e0 l&#8217;ultima volta. Punta il suo sguardo a nord attraverso il pulviscolo dell&#8217;alba; l&#8217;aria \u00e8 giallastra e rarefatta. Sembra quasi estate.&#8221;<\/p>\n<p>Esplosioni nucleari in <strong>Nearly Invisible<\/strong>, disco firmato Cristiano Deison e Gianluca Favaron, edito dalla 13 \/ Silentes nel 2015. Non spetta a me presentare due figure molto influenti dell&#8217;elettronica e della sperimentazione sonora italiana, ma non posso comunque esimermi dall&#8217;esprimere un giudizio su una produzione di cos\u00ec ottima fattura. Partiamo dal prodotto fisico. Una copia in tiratura limitata con un booklet caratterizzato da un testo molto suggestivo (di cui gli stralci in corsivo), firmato da Sandra Tonizzo, nonch\u00e9 da lavori fotografici e grafici di primissima qualit\u00e0 artistica, ad opera di Stefano Gentile.<\/p>\n<p>&#8220;[&#8230;] guarda fuori, prima a nord e poi ad est, verso la pineta, dove una fascia di alberi ha improvvisamente cambiato colore. La chiameranno Foresta Rossa. Ma adesso \u00e8 tutta secca e gialla.&#8221;<\/p>\n<p>Nove tracce che richiamano le ambientazioni del post-Chernobyl, disegnando paesaggi spettrali e descrivendo stati d&#8217;animo turbati e paranoie profonde. In apertura, la fugace <em>Thin Air<\/em> che si posa come un velo sottile di polvere appena formatasi, seguita da <em>Gola Secca<\/em>, in cui le distorsioni si fanno decisamente pi\u00f9 corpose. Con <em>Inside<\/em> fanno capolino lampi metallici, enfatizzati ed estremizzati nella successiva <em>Metal Tongue<\/em>, composizione cruda, che degenera nel finale. Spazio alle atmosfere dure ed oscure di <em>Soliloquy<\/em>, che trasportano in una sorta di drammaticit\u00e0 interiore. <em>Scoppio Interno<\/em> \u00e8, invece, un breve, ma intenso, scricchiolio dell&#8217;anima, che spiana la strada al magnetismo ipnotico di <em>Strain<\/em>. Chiudono il fall-out nucleare di <em>Pulviscolo<\/em> e la destabilizzante title-track, rese ancora pi\u00f9 interessanti dal field-recording e da un accenno di spoken word. L&#8217;uso sapiente dei sintetizzatori, degli effetti, dei nastri e dei microfoni, misto alle abilit\u00e0 innate dei nostri, generano un suono analogico concreto e molto interessante.<\/p>\n<p>&#8220;Un serpente formato da autobus lungo dieci chilometri si sta avvicinando alla citt\u00e0 per portali via. [&#8230;] Alek guarda dalla sua finestra [&#8230;] non sa che \u00e8 l&#8217;ultima volta; [&#8230;] non sa che non \u00e8 per le sue aiuole che tutto il mondo domani parler\u00e0 di Pripyat.&#8221;<\/p>\n<p>Deison \/ Favaron, <strong>Nearly Invisible<\/strong>: un gran disco! Consigliato!<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Gerry D&#8217;Amato<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Alek si schiarisce la gola; guarda dalla finestra e scatta un&#8217;istantanea immaginaria. Non sa che questa sar\u00e0 l&#8217;ultima volta. Punta il suo sguardo a nord attraverso il pulviscolo dell&#8217;alba; l&#8217;aria \u00e8 giallastra e rarefatta. 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