{"id":4761,"date":"2016-06-18T04:34:51","date_gmt":"2016-06-18T02:34:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4761"},"modified":"2016-06-18T04:35:06","modified_gmt":"2016-06-18T02:35:06","slug":"matteo-tundo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=4761","title":{"rendered":"MATTEO TUNDO<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Zero Brane\"<br>(Aut, 2016)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4762\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Matteo-Tundo.jpg\" alt=\"Matteo Tundo\" width=\"100\" height=\"100\" \/>Il chitarrista Matteo Tundo, ancorch\u00e9 giovanissimo, dimostra in questo suo primo lavoro, pubblicato a fine 2015 per la berlinese Aut Records, una conoscenza e un approccio alla sua (anti)materia musicale di cui tratta l&#8217;album davvero notevole e di riguardo. Nel comporre <strong>Zero Brane<\/strong> e approdare alla sua &#8220;realt\u00e0 senza dimensioni&#8221; l&#8217;autore si \u00e8 basato, come lui stesso tiene ad informarci, su alcuni concetti di fisica e pi\u00f9 miratamente allo studio della &#8220;teoria delle stringhe&#8221;, in un percorso artistico di circa tre anni.<\/p>\n<p>L&#8217;album esplora vari registri compositivi, si spinge in diversi territori, dall&#8217;elettronica al free jazz tout court, come accade pi\u00f9 compiutamente in <em>Owls And Mistakes<\/em>. Si apre con la crimsoniana <em>Moonog<\/em>, prosegue con l&#8217;affascinante e oscura elettronica, senza concessioni, del pezzo che da il titolo all&#8217;album tra echi del Davis dei &#8217;70 pi\u00f9 irriverente e ascetico, <em>Idea<\/em>, e sprazzi e tratti di avanguardia pura dal titolo inequivocabile, <em>Symmetries Of The Universe<\/em>. Nei trequartidora dell&#8217;album Matteo Tundo, accompagnato da Emanuele Parrini (viola, violino), Piero Bon (sax alto, clarinetto), Simone Graziano (fender rhodes), Matteo Giglioni (batteria) e Alessio Riccio (elettronica) allestisce, frame by frame, un corpo elettrico per nulla marginale, generato da un magma sonoro gestito nei suoi passaggi\/paesaggi fatti di sinergie &#8220;concettuali&#8221;. Metodico ma al tempo stesso poco schematico, dando rilievo e risalto pi\u00f9 a violino e sax che al suo strumento d&#8217;appartenenza che approder\u00e0 a quella <em>Antimateria<\/em>, che rappresenta, anche ideologicamente, l&#8217;epilogo e la chiave di lettura dell&#8217;intera filosofia tundiana.<\/p>\n<p><em>Zero Brane<\/em> \u00e8 sicuramente tra i risultati pi\u00f9 concreti della odierna scena progressive\/sperimentale italiana, con un orecchio rivolto ai frutti migliori dell&#8217;avanguardia compositiva europea degli anni &#8217;70. Sar\u00e0 interessante vedere come evolver\u00e0 nel futuro lo stato artistico\/compositivo della sua musica e soprattutto come sar\u00e0 capace di investire il suo patrimonio creativo, sperando che non rimanga incastrato in certi &#8220;vizi&#8221; e clich\u00e9, ma si tratta di un pericolo nel quale il musicista potentino non credo corra il rischio di imbattersi, data l&#8217;intelligenza e l&#8217;acume dimostrati in questo suo primo ottimo concept album. Consigliato a tutti coloro che ancora serbano in animo e soffiano sul fuoco sacro dell&#8217;improvvisazione jazz free form.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Giuliano Manzo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il chitarrista Matteo Tundo, ancorch\u00e9 giovanissimo, dimostra in questo suo primo lavoro, pubblicato a fine 2015 per la berlinese Aut Records, una conoscenza e un approccio alla sua (anti)materia musicale di cui tratta l&#8217;album davvero notevole e di riguardo. 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