{"id":5284,"date":"2016-11-18T03:55:42","date_gmt":"2016-11-18T02:55:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=5284"},"modified":"2016-11-18T03:55:42","modified_gmt":"2016-11-18T02:55:42","slug":"interdetti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=5284","title":{"rendered":"INTERDETTI<br\/><span style='font-size:20px;'>I brani che non si possono pi\u00f9 ascoltare<\/span>"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;estate spalanca le finestre e ci\u00f2 che per mesi \u00e8 risuonato tra le quattro pareti domestiche esonda in strada portando con s\u00e9 tutte le rivelazioni delle quali avremmo volentieri fatto a meno. Il giovane dirimpettaio \u00e8 un aspirante chitarrista e, in quella che per clemenza definiremo, la sequenza dei suoi esercizi, alterna ovviet\u00e0 (i riff rock pi\u00f9 scontati) al puro sbraco (una brutta imitazione del classico fraseggio in-solo hendrixiano), con una netta predominanza della seconda parte del programma. Il vicino con i tatuaggi trash, il cappellino da baseball bianco e i pantaloni oversize da incontinenza oceanica, bombarda a tutto fuoco con sculettamenti reggeaton, e la cassiera del bar tabacchi si abbandona senza pudore al neomelodico partenopeo. Certo, \u00e8 facile trovare intollerabile l&#8217;assedio dei propri spazi acustici quando la selezione musicale che qualcuno ha scelto per te non \u00e8 assolutamente di tuo gusto. Chi ha mai chiesto il martirio a suon di un mix mefitico a base di Deep Purple d&#8217;ordinanza, derive giamaicane incredibilmente tamarre e Nino D&#8217;Angelo? E fin qui galleggiamo chiaramente nell&#8217;ovvio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5286\" aria-describedby=\"caption-attachment-5286\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/U2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5286 size-medium\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/U2-300x230.jpg\" alt=\"u2\" width=\"300\" height=\"230\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/U2-300x230.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/U2-150x115.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/U2-768x588.jpg 768w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/U2.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5286\" class=\"wp-caption-text\"><b>U2<\/b><\/figcaption><\/figure>\n<p>Ci sono per\u00f2 anche circostanze, del tutto diverse, che ci generano un fastidio altrettanto autentico anche se apparentemente meno plausibile. Due esempi tra i tanti possibili &#8230; Quando al supermercato, mentre si vaga tra gli scafali intenti a scegliere cereali e formaggi, al canto adenoideo di Eros Ramazzotti, riprodotto dagli speaker al consueto modestissimo volume muzak, sopraggiunge quello assai pi\u00f9 rotondo di Dave Gahan, capita che sfugga, anche solo mentalmente, un&#8217;espressione di disappunto: &#8220;No, <em>Enjoy The Silence<\/em> no, non se ne pu\u00f2 pi\u00f9!&#8221;. Oppure, ancora pi\u00f9 comunemente, scorrendo la home di Facebook mentre si gettano gli ormeggi al molo dello stato di veglia, sorseggiando il primo caff\u00e8 della giornata, fermare lo sguardo su alcuni dei titoli musicali postati fa istantaneamente scattare la stizza: &#8220;Ma chi cazzo \u00e8 questa che sente il bisogno di postare <em>A Forest<\/em> dei The Cure? E quest&#8217;altro che propone gli U2? Basta, io questi li cancello dai miei contatti.&#8221;. Di contro, se qualcun&#8217;altro ha postato classiconi pop altrettanto telefonati, se non forse di pi\u00f9, come Rolling Stones, Neil Young, Beatles o Lou Reed, magari, la cosa passa totalmente inosservata. Perch\u00e9 mai? Nell&#8217;ambito soggettivo al quale faccio ovviamente riferimento, i Depeche Mode, un tempo, non mi erano del tutto sgraditi, mentre <strong>Seventeen Seconds<\/strong> dei The Cure \u00e8 stato addirittura un album che ho amato. E allora perch\u00e8 Ramazzotti o Pausini finiscono per rappresentare &#8220;il male inevitabile&#8221;, che come tale passa sotto silenzio, mentre gli altri no? Non \u00e8 paradossale?<\/p>\n<p>Nell&#8217;esperienza di ogni ascoltatore, inutile negarlo, esistono brani musicali che, nel corso degli anni, passano dall&#8217;esser amati, o comunque &#8220;tollerati&#8221;, all&#8217;esser assai meno graditi, quando non addirittura direttamente detestati, aborriti, rifiutati, evitati. Che cosa origina questo ripudio e quali processi possono condurre ad un tale ribaltamento empatico? A ben vedere, si tratta di ripensamenti, pi\u00f9 o meno radicali, nei confronti di un soggetto il quale, per sua natura, \u00e8 evidentemente sempre uguale a se stesso, essendo dato una volta per tutte, come \u00e8 propriamente la registrazione di una composizione musicale o di una canzone. E dunque, da dove nasce la volont\u00e0 di interdizione selettiva a posteriori? La questione potrebbe sembrare oziosa e irrisolvibile, in quanto di natura essenzialmente soggettiva, ed effettivamente \u00e8 proprio il dato dell&#8217;esperienza\/gusto personale a produrre, per ognuno di noi, un diverso elenco dei &#8220;graditi&#8221; e dei &#8220;banditi&#8221;. Ma \u00e8 altrettanto vero che se esiste, come esiste, una fenomenologia che qui chiameremo de &#8220;l&#8217;interdizione a posteriori&#8221;, questa investe anche un ambito collettivo dotato di propri caratteri specifici. Vediamo a grosse linee quali protrebbero essere tentando una sintesi per punti essenziali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5287\" aria-describedby=\"caption-attachment-5287\" style=\"width: 190px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Depeche-Mode.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5287 size-medium\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Depeche-Mode-190x300.jpg\" alt=\"depeche-mode\" width=\"190\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Depeche-Mode-190x300.jpg 190w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Depeche-Mode-95x150.jpg 95w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Depeche-Mode.jpg 553w\" sizes=\"auto, (max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5287\" class=\"wp-caption-text\"><b>Depeche Mode<\/b><\/figcaption><\/figure>\n<p>Come nel caso della tolleranza all&#8217;alcol o ad altre sostanze intossicanti, anche nel caso della musica (che ogni buon appassionato sa perfettamente esser tossica, inquanto ad alta induzione di dipendenza) ogni soggetto ha il proprio grado di sopportazione. Superata quella soglia ci\u00f2 che era &#8220;buono&#8221; diventa &#8220;cattivo&#8221;. Trasformare il desiderio in rifiuto, l&#8217;amore in odio \u00e8 questione di un attimo, una sola goccia in pi\u00f9. Detto in altri termini, ognuno ha il proprio rapporto con l&#8217;ascolto che \u00e8 regolato, tra le altre cose, anche dalla rutinariet\u00e0, dalla ripetizione confermativa e dalla ritualit\u00e0 affettiva, tutti elementi che possono mantenersi nel tempo o rompersi, prima o dopo, a seconda dei soggetti, del loro temperamento e delle loro specifiche dinamiche relazionali con l&#8217;oggetto in questione. Esemplificando: chi si rifugia in un revival, nella nicchia rassicurante di un tempo cristallizzato nel passato, o in un filone saldamente ancorato ad una tradizione (vedi alla voce rockabilly, garage, country etc.) avr\u00e0 necessariamente un&#8217;idea del proprio rapporto con la musica antitetica rispetto a coloro che inseguono l&#8217;idea di novit\u00e0, trend, innovazione, ricerca. \u00c8 di tutta evidenza che la prima categoria \u00e8 meno soggetta a cadere nella fenomenologia dell&#8217;interdizione a posteriori, esattamente al contrario della seconda, la quale, in quanto esteticamente predisposta alla mobilit\u00e0 e al rinnovamento, \u00e8 portatrice di un pi\u00f9 &#8220;alto grado di infedelt\u00e0&#8221;. Insomma, scelte individuali che vanno ad infilarsi le divise della parrocchia pi\u00f9 conformi alla loro taglia.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi anche un dato oggettivo macroscopico da non trascurare, per quanto possa apparire ovvio. Un brano di successo inizia ad essere suonato ovunque trasformandosi in un tormentone, qualcosa difficile da schivare, sia che l&#8217;hype duri una stagione o una vita. Come nell&#8217;esempio iniziale dei vicini molesti, non c&#8217;\u00e8 peggior cosa che dover subire anzich\u00e8 scegliere. Voglio dire, <em>The Wall<\/em> dei Pink Floyd, dal mio punto di vista, \u00e8 un brano &#8220;x&#8221;, n\u00e8 bello, n\u00e8 brutto, ma il fatto di trovarselo da sempre anche nelle mutande lo trasforma in una tortura. Attacca il riff di chitarra ed inizi a grattarti. L&#8217;intolleranza verso un dato soggetto musicale, al di l\u00e0 della specifica valutazione qualitatitiva, \u00e8 largamente determinata da indici quantitativi, e dove inizia il bombardamento mediatico la percentuale di manifestazioni allergiche, verosimilmente, si innalza. Questo a livello generale, poi, inevitabilmente, ognuno di noi ha delle cicatrici che sono solo sue. La coinquilina che ascolta compulsivamente solo e soltanto The Smiths (non chiedetemi perch\u00e8, non sono uno psicoterapeuta), il fratello maggiore del tuo miglior amico che \u00e8 un patito di progressive con bisogni assoluti di condivisione, l&#8217;ex-fidanzata (avventatamente scelta in base a doti diverse dai gusti musicali) che per far le pulizie domenicali elegge Radio 105 a colonna sonora ideale. Ognuno ha la propria collezione di traumi sonori, varia e dolorosa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5288\" aria-describedby=\"caption-attachment-5288\" style=\"width: 279px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Cure.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5288 size-medium\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Cure-279x300.jpg\" alt=\"cure\" width=\"279\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Cure-279x300.jpg 279w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Cure-139x150.jpg 139w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Cure.jpg 433w\" sizes=\"auto, (max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5288\" class=\"wp-caption-text\"><b>Cure<\/b><\/figcaption><\/figure>\n<p>Io, ad esempio, rabbrividisco ogni volta che in calce ad un programma live al quale sono interessato vedo comparire la formuletta &#8220;a seguire festa dark&#8221;. Cosa singnifica? Significa che se a termine concerti mi volessi trattenere a bere qualche drink e\/o a socializzare con la fauna locale, dovrei necessariamente pagare gabella, sorbendomi una scaletta di darkwave &#8217;80 (peggio ancora se \u00e8 &#8217;90) fatta dei soliti 15 nomi\/30 canzoni. Certo, se sul palco c&#8217;erano i Clan Of Xymox me la sarei cercata, ma pu\u00f2 capitare (e a me \u00e8 capitato) che &#8220;la festa dark&#8221; faccia seguito, incomprensibilmente, ad un&#8217;esibizione dei Whitehouse. Ed anche in questo caso il principio \u00e8 lo stesso: Sisters Of Mercy, Alien Sex Fiend e Bauhaus a me generano orchite perch\u00e8 da giovane ho frequentato certi &#8220;giri&#8221; fino alla nausea bulimica. Quindi, in un certo senso, la responsabilit\u00e0 \u00e8 anche mia.<\/p>\n<p>Comportamenti sconsiderati, cattive frequentazioni o sovraccarico mediatico, comunque sia, quando un amore finisce finisce e c&#8217;\u00e8 ben poco da fare. Qualche volta la disaffezione \u00e8 incoraggiata dalla carriera discendente di un dato artista\/gruppo che spinge a posizioni revisioniste non scevre da risentimenti per &#8220;il tradimento della causa&#8221;. Altre volte neppure quello, semplicemente il tempo passa, noi esseri umani cambiamo, le canzoni no, sono fissate per sempre cos\u00ec e noi non le troviamo pi\u00f9 seducenti come una volta. Sono specchi che non riflettono pi\u00f9 la nostra immagine. \u00c8 capitato, capita e continuer\u00e0 a capitare. E quando la rottura \u00e8 irrimediabilmente avvenuta non ci resta che formulare l&#8217;interdizione finale, scagliando il terribile anatema: &#8220;vade retro Santana!&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Gianluca Becuzzi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;estate spalanca le finestre e ci\u00f2 che per mesi \u00e8 risuonato tra le quattro pareti domestiche esonda in strada portando con s\u00e9 tutte le rivelazioni delle quali avremmo volentieri fatto a meno. 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