{"id":5558,"date":"2017-04-02T03:08:07","date_gmt":"2017-04-02T01:08:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=5558"},"modified":"2017-04-02T03:10:48","modified_gmt":"2017-04-02T01:10:48","slug":"diritto-di-critica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=5558","title":{"rendered":"DIRITTO DI CRITICA<br\/><span style='font-size:20px;'>Sei regole essenziali per applicarlo correttamente<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5560 size-medium\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-2-300x169.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-2-300x169.png 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-2-150x84.png 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-2.png 636w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Concludevo il mio precedente articolo affermando: &#8220;&#8230; A noi spetta (&#8230;) vigilare sul presente, esercitando costantemente il nostro diritto di critica, dato che questo \u00e8 quanto ci \u00e8 ancora concesso&#8221;. La questione del diritto di critica (l&#8217;etimologia della parola &#8220;critica&#8221; viene dal greco &#8220;krino&#8221;, capacit\u00e0 di distinguere) \u00e8 centrale a tutta la questione dell&#8217;arte, della musica e, volendo, sconfina anche oltre. La facolt\u00e0 di discernimento era importante ieri e lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 oggi che i meccanismi di partecipazione orizzontalista del web hanno concesso spazi d&#8217;intervento aperti a chiunque. Una questione antica ma ancora attualissima. Dunque, andiamo subito ad elencare in sei punti essenziali le regole base del diritto di critica, per poi passare ad approfondirli meglio uno ad uno.<\/p>\n<p>1) La critica \u00e8 un diritto legittimo quando \u00e8 riferita all&#8217;operato di figure pubbliche, quali sono artisti, personaggi dello spettacolo, giornalisti, figure della vita politica e civile.<\/p>\n<p>2) Non sono mai soggette a critica le scelte private i cui effetti ricadano unicamente su chi le compie.<\/p>\n<p>3) La critica \u00e8 tale quando \u00e8 supportata da riflessioni-argomentazioni adeguatamente articolate-informate, e in questo si differenzia tanto dalla lode gratuita, quanto dall&#8217;offesa ingiustificata.<\/p>\n<p>4) La critica pu\u00f2 avere, a seconda dei casi, natura soggettiva o oggettivizzante ed \u00e8 sempre e comunque rivedibile a seguito di un confronto dialettico che si ponga sullo stesso piano.<\/p>\n<p>5) La migliore misura cautelativa nei confronti della critica \u00e8 l&#8217;autocritica.<\/p>\n<p>6) L&#8217;individuo oggetto di critica, dotato di un sano equilibrio psico-emotivo, coglier\u00e0 la critica sensata come opportunit\u00e0 di crescita e non come affronto personale.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5561 size-medium\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-3-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-3-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-3-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-3.jpg 340w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Punto 1<\/strong>. Chiunque pubblichi un libro, un disco, faccia uno spettacolo teatrale, un comizio o ricopra una carica pubblica, va ad occupare volontariamente-consapevolmente uno spazio condiviso che pu\u00f2 essere, a seconda dei casi, di maggiore o minore visibilit\u00e0, ma che implica sempre e comunque un tacito patto di esposizione critica. Non esistono al mondo tribunali che possano condannare nessuno ad assumere il ruolo di figura pubblica, e dunque, non correndo obbligo di nessuna natura, meno che mai giuridica, chi non desidera che i suoi versi poetici, le composizioni musicali o le performance attoriali siano oggetto di giudizio altrui, non deve far altro che limitare queste espressioni, ed altre analoghe, al proprio ambito privato. In fin dei conti \u00e8 bello anche cantare sotto la doccia e leggere le fiabe ai propri figli, o questo ormai non basta pi\u00f9 a nessuno? Va da s\u00e9 che, nel momento stesso nel quale si autorizzi un editore a pubblicare ci\u00f2 che fino ad ieri si strimpellava nello studio domestico, o si carichi su pornhub quello che si \u00e8 filmato con la moglie\/marito in camera da letto, si varca palesemente il confine che divide il privato dal pubblico, con tutte le conseguenze del caso. Un attimo prima, doti canore e performance erotiche non erano soggette al giudizio della platea, perch\u00e9 la platea non c&#8217;era, un attimo dopo s\u00ec. Mi pare che con questo non si chieda di capire a fondo i risvolti pi\u00f9 criptici della filosofia aristotelica, no?<\/p>\n<p><strong>Punto 2<\/strong>. Qui, effettivamente, la questione pi\u00f9 che estetica si fa etico-morale e la enuncio a partire da una convinzione personale che \u00e8 in evidente conflitto con il pensiero rappresentato da molti altri, ma dato che scrivo per Frastuoni e non per Avvenire credo di averne licenza. Ovvero, ogni individuo \u00e8 libero di condurre la propria esistenza come meglio crede, ed ogni scelta che non pregiudichi la libert\u00e0 o la dignit\u00e0 altrui \u00e8 lecita, anche quando si configuri come lesiva per chi la compie. Per questa ragione ritengo che nessun atto privato possa essere oggetto di giudizio critico. Esemplificando: non \u00e8 soggetta a critica la scelta individuale, che sia davvero libera e autonoma, di prostituirsi. Al contrario, sono soggette a critica le diverse posizioni politiche che riguardano la riapertura o meno dei bordelli.<\/p>\n<p><strong>Punto 3<\/strong>. Il linciaggio verbale, l&#8217;insulto gratuito, l&#8217;ingiuria e il dileggio finalizzato all&#8217;offesa non sono evidentemente gli strumenti con i quali si qualifica la critica. Come non lo \u00e8 neppure una raffica-a-mitraglia di &#8220;grande&#8221;, &#8220;mitico&#8221;, &#8220;spettacolare&#8221;, &#8220;fighissimo&#8221; etc. In entrambe i casi siamo alla presenza di aggettivazioni sbrigative che transitano dal bar sport ai profili meno &#8220;illuminati&#8221; dei social network. La critica, per poter esser definita tale, deve essere il frutto di una riflessione estetica compiutamente espressa attraverso un&#8217;articolazione argomentata e, sopratutto, informata. Non importa se la formazione specifica della quale si dispone \u00e8 passata attraverso un percorso accademico o autodidattico, ma non esiste critica senza strumenti d&#8217;analisi adeguati. Per portare il mio caso, confesso di non essermi mai interessato alla danza e, conseguentemente, la mia ignoranza in materia \u00e8 pressoch\u00e8 totale. Mi \u00e8 per\u00f2 capitato recentemente di assistere ad una performance di danzatrici contemporanee al termine della quale un&#8217;amica presente in sala mi ha chiesto: &#8220;che ne pensi?&#8221; e io, che sono una persona onesta, le ho risposto: &#8220;mi spiace, in questo caso non mi \u00e8 dato pensare, al massimo posso riferirti la mia impressione&#8221;. Avrei dovuto risponderle prontamente &#8220;Fighissime&#8221;? Oh, brutte, effettivamente, le danzatrici non lo erano per niente &#8230;<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5562 size-medium\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-4-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-4-192x300.jpg 192w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-4-96x150.jpg 96w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-4.jpg 641w\" sizes=\"auto, (max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/a>Punto 4<\/strong>. Siamo arrivati a toccare un nervo scoperto. E allora lo dico subito: non \u00e8 accettabile che si utilizzi la celebre locuzione latina che recita &#8220;de gustibus non disputandum est&#8221; per chiudere sempre e comunque qualsiasi disputa estetica. Quella frase significa &#8220;\u00e8 inutile sindacare sui gusti soggettivi&#8221;, la qual cosa non esclude che esistano metri diversi dalla soggettivit\u00e0 per misurare qualit\u00e0 e peso oggettivi delle cose. L&#8217;esercizio critico non pu\u00f2 essere ricondotto unicamente alle ragioni della sensibilit\u00e0 personale, della &#8220;pancia&#8221;, escludendo cos\u00ec le tensioni oggettivizzanti della &#8220;testa&#8221;. Caso A: affermazione \u2013 &#8220;la musica dei Puffi mi piace tantissimo&#8221;. Risposta \u2013 &#8220;a me no&#8221;. Qui \u00e8 tutto corretto, dato che le parti dialogano evidentemente sul medesimo piano della soggettivit\u00e0. Caso B: affermazione \u2013 &#8220;Bob Dylan \u00e8 una delle figure pi\u00f9 importanti della musica popolare del &#8216;900&#8221;. Risposta \u2013 &#8220;odio quell&#8217;ebreo di merda&#8221;. In questo secondo caso, invece, il confronto non avviene sullo stesso piano. La prima affermazione \u00e8 di natura storico-critica e tende all&#8217;oggettivazione, la seconda, palesemente no. Oltretutto, va detto che una disputa oggettivizzante su un caso come quello di Dylan, si chiuder\u00e0 rapidamente, a fronte degli svariati elementi provati che cristallizzano l&#8217;oggettivit\u00e0 della prima affermazione. Parola di un non-fan di Dylan. E allora il gusto soggettivo non serve a niente? \u00c8 solo un fardello inutile? No, al contrario, il gusto personale \u00e8 un prezioso strumento di orientamento, \u00e8 la bussola che tutti noi utilizziamo per individuare il nord e il sud delle nostre attitudini estetiche, per trovare l&#8217;habitat artistico a noi pi\u00f9 congeniale. \u00c8 in base a gusto e sensibilit\u00e0 se ognuno di noi ha sviluppato passioni e competenze in una data disciplina piuttosto che in altre, se io mi occupo di musica e non di danza o teatro. Le specializzazioni portano competenza e capacit\u00e0 di giudizio, a condizione di non confondere il proprio orticello con l&#8217;universo, mantenendo cos\u00ec uno sguardo vigile e curioso sulla complessit\u00e0 del circostante. La faziosit\u00e0 o &#8220;sindrome del fanzinaro&#8221; rappresentano il lato buio, la degenerazione di questa umoralit\u00e0 lunare, ma sta a tutti noi riconoscere e cautelarsi dall&#8217;inaffidabilit\u00e0 di tali forme di pseudo-critica, anteponendo la ragione e la ponderatezza alle logiche di cricca da curva ultras. Poi, c&#8217;\u00e8 anche chi \u00e8 permanentemente posseduto dal demone del cattivo gusto, e l\u00ec, si sa, a poco servono rituali sciamanici ed esorcismi.<\/p>\n<p><strong>Punto 5<\/strong>. Fin da giovanissimo, ho sempre avvertito simpatia ed ammirazione verso quei giornalisti che ponevano domande intelligenti ad artisti che rispondevano altrettanto acutamente, mostrando di aver lucida coscienza di s\u00e8 e del proprio operato. Esattamente al contrario, hanno sempre perso punti sul mio pallottoliere della stima, quelli che a domande telefonate rispondevano con banalit\u00e0 e sciatti stereotipi (vedi alla voce metallari lessicalmente limitati ai due termini due &#8220;precisione e potenza&#8221;). Da adulto ho razionalizzato questo processo intuitivo, arrivando cos\u00ec alla conclusione che la capacit\u00e0 autocritica \u00e8 una grande dote, fondamentalmente perch\u00e9 tutela il mondo dall&#8217;essere sommerso sotto un diluvio di fango. Ovvero, un artista e un critico che si interrogano costantemente sui rispettivi ruoli, pongono in essere tutta una serie di filtri autocensori capaci di garantire a tutti un livello qualitativo superiore. Al contrario, un critico sbracato e un artista troppo autoindulgente non garantiscono un bel niente, e anche qualora, occasionalmente, dovessero azzeccarci, lo farebbero fortuitamente. Ora, ditemi francamente chi di voi pensa che le sorti dell&#8217;arte si debbano disputare, tipo roulette russa, a colpi di culo.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5563 size-medium\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-5-289x300.jpg\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-5-289x300.jpg 289w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-5-145x150.jpg 145w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-5-768x797.jpg 768w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Diritto-di-critica-5.jpg 867w\" sizes=\"auto, (max-width: 289px) 100vw, 289px\" \/><\/a>Punto 6<\/strong>. Altra questione spinosa. La pongo nella doppia prospettiva di critico, prima, e di artista, poi. Se io muovo una critica negativa ma sensata, informata, argomentata, articolata e magari anche garbata nei confronti dell&#8217;opera Y dell&#8217;artista X e l&#8217;artista X reagisce come se avessi insultato pesantemente lui e sua madre, la sua condotta ha una sola spiegazione possibile: il suo ego viene prima dell&#8217;amore e della cura per ci\u00f2 che fa. La qual cosa lo qualifica pi\u00f9 come soggetto psichiatrico che artistico. In veste di artista, invece, ho sempre trovato di pari utilit\u00e0 sia le osservazioni che indicavano i punti di forza, che quelle che indicavano quelli di debolezza del mio lavoro. Certo, seguire le istruzioni correttive implica un riconoscimento d&#8217;autorevolezza nei confronti del critico e del suo parere, ma devo dire che, anche nei casi nei quali questo riconoscimento non fosse proprio del 100%, ho sempre trovato pi\u00f9 elegante non controbattere. In tutta onest\u00e0 le recensioni ricevute che ho trovato veramente mortificanti, non sono quelle di segno negativo, che, in fin dei conti, sono state pure poche nell&#8217;arco dei miei 33 anni di attivit\u00e0 discografica, ma piuttosto quelle dove mi si elogiava sbagliando palesemente tutte le coordinate estetiche e i riferimenti. E purtroppo mi \u00e8 capitato. Perch\u00e9 \u00e8 chiaro, gli scivoloni li prendono gli artisti ma anche i critici, tanto che pure la critica stessa \u00e8 sottoposta al vaglio critico, per\u00f2 attenzione &#8230; Questa \u00e8 un&#8217;indicazione da seguire con estrema cautela perch\u00e9 si presta ad equivoci pericolosi.<\/p>\n<p>La critica deve rimanere libera di esercitare il proprio ruolo e deve assolutamente sottrarsi dalla condizione di ricattabilit\u00e0. Non \u00e8 comprando spazi pubblicitari ed esigendo solo responsi lusinghieri, per clientelismo, conoscenza amicale o chiss\u00e0 cosa, che il gioco deve funzionare. Tutto il contrario, per avere piena credibilit\u00e0 bisognerebbe esser poco teneri con chi \u00e8 palesemente incapace e fazioso, iniziando a sfoltire le fila dei vorrei-ma-non-posso anche solo in base all&#8217;analisi logica e grammaticale di quanto si leggere in giro. Utopia? Forse, ma preferisco vederla in questa prospettiva, piuttosto che fare un test pratico aprendo, a mio nome, un sito di consultazione ginecologica online, per dimostrare la sovrana impunit\u00e0 dell&#8217;incompetenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Concludevo il mio precedente articolo affermando: &#8220;&#8230; A noi spetta (&#8230;) vigilare sul presente, esercitando costantemente il nostro diritto di critica, dato che questo \u00e8 quanto ci \u00e8 ancora concesso&#8221;. 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