{"id":5729,"date":"2017-07-15T02:19:15","date_gmt":"2017-07-15T12:19:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=5729"},"modified":"2017-07-15T02:22:30","modified_gmt":"2017-07-15T12:22:30","slug":"la-musica-e-un-fatto-privato","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=5729","title":{"rendered":"LA MUSICA \u00c8 UN FATTO PRIVATO<br\/><span style='font-size:20px;'>Massa critica e decremento di rappresentativit\u00e0 della musica d'oggi<\/span>"},"content":{"rendered":"<p>Siamo un popolo di navigatori e poeti, ce lo hanno e ce lo siamo sempre ripetuto. Per ognuno di noi, c&#8217;\u00e8 stato un tempo passato, collocabile pressapoco nell&#8217;et\u00e0 puberale, nel quale, una delusione amorosa in combinazione con un&#8217;abbondante peperonata, non potevano che tradursi in ispiratissima urgenza poetica da riversare sulle pagine di un Moleskine. Nella maggior parte dei casi &#8220;l&#8217;opera giovanile&#8221; \u00e8 stata poi silenziosamente consegnata all&#8217;oblio di un polveroso cassetto e l\u00ec \u00e8 rimasta, per sempre muta. Per quanto riguarda invece la navigazione, c&#8217;\u00e8 chi ha svolto il servizio di leva nella Marina Militare, chi si \u00e8 imbarcato occasionalmente su un patino o un traghetto e chi, contravvenendo l&#8217;enunciato iniziale, non ha mai fatto niente di tutto questo, per\u00f2 &#8230; Ad oggi, tutti navigano, anche se solo virtualmente, e in pochi sanno resistere alla tentazione di condividere sui social network i propri componimenti lirici, stavolta ricevendo in risposta numero &#8220;N&#8221; cuoricini-cuoricioni, pollicini-pollicioni. Altro che il solitario riverbero dei propri sospiri contro il soffitto della cameretta adolescenziale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5731\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-2-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-2-150x100.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-2.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Questo succinto preambolo per dire che nell&#8217;epoca di internet e dei nuovi media informatici, con tutta evidenza, qualcosa del genere \u00e8 accaduto anche con il mondo dei suoni e della musica. A fronte della massa abnorme di produzione musicale di questi ultimi anni, sia essa fisica o liquida, non si pu\u00f2 non porci un interrogativo su che cosa stia accadendo tutto intorno a noi. Lasciando per un attimo da parte il dato qualitativo, e prendendo in esame solo quello puramente quantitativo, viene da chiedersi: il numero di chi &#8220;suona&#8221;, in qualsiasi modo e a qualsiasi titolo-livello lo faccia, \u00e8 davvero aumentato a dismisura come sembra? O forse, \u00e8 rimasto pressapoco invariato, ma ci\u00f2 che un tempo si celava tra le quattro mura di garage, cantine e sala prove, oggi si palesa grazie alle nuove opportunit\u00e0 offerte dal web e dalle produzioni a basso costo? Detto pi\u00f9 sbrigativamente: quanto le nuove tecnologie immesse sul mercato per creare e diffondere musica hanno incrementato il numero di coloro che &#8220;trafficano con i suoni&#8221;? Una risposta certa non la si pu\u00f2 ottenere dato che, a quanto mi risulta, non esiste un&#8217;indagine specifica orientata in questo senso, e considerata la dimensione-estensione del fenomeno, credo non la si possa neppure chiedere. Non ci resta quindi che procedere, come nostro solito, con una riflessione critica che tenga conto di tutte le evidenze del caso. Andiamo per ordine &#8230;<\/p>\n<p>In primo luogo, valutando il mercato degli stumenti musicali, dei corsi e delle scuole di musica, si osserva che la vendita degli strumenti tradizionali (chitarre, batterie, violini etc.) non ha subito flessioni, mentre l&#8217;offerta hardware (tastiere e dispositivi elettronici vari) si \u00e8 ampliata abbassando vistosamente i costi e registrando un notevole successo. In calo, invece, gli studi di registrazione professionali a causa della concorrenza rappresentata dall&#8217;ormai sempre pi\u00f9 economica soluzione home recording. Questo ci dice che la popolazione di musicisti &#8220;convenzionali&#8221; \u00e8 rimasta costante nel tempo, ed \u00e8 cresciuta quella del settore elettronico. Che si tratti di dilettanti, studenti, semi-professionisti o prefossionisti, nessuno, di questi tempi, si esimer\u00e0 dal riversare su qualche supporto o nei vari cloud presenti in rete gli esiti del proprio operato. A ben vedere, se in passato in molti non riuscivano ad evadere dal perimetro domestico, evidentemente una ragione c&#8217;era, ma oggi non \u00e8 certo pi\u00f9 cos\u00ec. Che il prodotto sia eccellente o pessimo, grezzo o rifinito, non ha pi\u00f9 nessuna importanza, non ci sono mura da abbattere, n\u00e9 selezioni meritocratiche da affrontare. Basta una connessione internet e qualche click per fare upload ed il gioco \u00e8 fatto. Ma c&#8217;\u00e8 altro ancora. S\u00ec, perch\u00e9 a questo conteggio vanno necessariamente aggiunti anche coloro che un tempo non ci avrebbero neppure pensato-provato e adesso invece &#8230;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5732\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-3-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-3-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-3-150x113.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-3-768x577.jpg 768w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-3-1024x769.jpg 1024w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-3.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Uno degli equivoci pi\u00f9 ricorrenti riguarda il luogo comune secondo il quale fare musica con il computer (o con quasiasi altro mezzo elettronico che preveda un certo grado di programmazione-automazione) sia facile e alla portata di chiunque, che per conseguire dei risultati con gli strumenti virtuali non serva una particolare preparazione e che si possa quindi operare anche in assenza di conoscenze specifiche. Niente di pi\u00f9 sbagliato, semmai \u00e8 vero il contrario, ovvero che servirrebbero una somma di competenze informatiche e foniche, oltre che musicali e compositive. Inoltre non \u00e8 neppure vero che i software musicali si possano mettere tutti sullo stesso piano. Ne esistono di estremamente complessi, strumenti a misura d&#8217;esperti, per niente immediati da impiegare, di decisamente pi\u00f9 approcciabili e, a scendere, si trovano anche semplici balocchi sonanti. Molte app sonore per iPhone e smartphone, ad esempio, hanno l&#8217;aspetto, e possono facilmente essere approcciate, alla stregua di un videogioco qualsiasi, generando nell&#8217;utente medio senso di familiarit\u00e0 e disimpegno ludico. Tutti ormai dispongono di desktop, laptop e dispositivi mobili, e proprio come nell&#8217;esempio iniziale dei &#8220;poeti&#8221;, anche con i suoni si genera lo stesso fenomeno di incontinenza espressiva, il lato buio-scriteriato del do it yourself. \u00c8 cos\u00ec che l&#8217;upload generation, quella da audio-patchwork usa e getta, sommata a musicisti-compositori professionisti, semi-professionisti ed ex-invisibili, va a sedimentarsi in un&#8217;unica massa critica di proporzioni davvero impressionanti. Un blob titanico all&#8217;interno del quale, apparentemente, tutti i linguaggi e i diversi livelli-motivazioni coesitono orizzontalmente. Una giungla per l&#8217;esperto, una tela di rangno per il neofita, una fatica improba per chiunque. A completamento del quadro, questo oceano di suoni-nomi-sigle va a sua volta ad aggiungersi allo scibile sonoro degli ultimi 50\/60 anni, messo ormai a disposizione di tutti gratuitamente. Vedi alle voci: documenti audio, video, tutorial, cataloghi, spartiti, articoli etc.<\/p>\n<p>Dunque, a questo punto appare lampante che la risposta alla domanda iniziale \u00e8: s\u00ec, negli ultimi anni \u00e8 cresciuto, ed anche molto, il numero di chi si dedica attivamente all&#8217;universo sonoro e, certamente, le nuove tecnologie hanno giocato un ruolo cruciale in questo processo.<\/p>\n<p>Adesso, per\u00f2 \u00e8 il momento di chiamare in causa anche il fattore qualitativo, inteso sia in termini culturali che economici, perch\u00e9, purtroppo, l&#8217;empirismo ci insegna che, di solito, l&#8217;aumento quantitativo non depone a favore della qualit\u00e0. Per prima cosa bisogna dire che, come il blablaismo social-internettiano su societ\u00e0, politica e sport non corrisponde ad accresciute competenze in quei campi, cos\u00ec la massa di upload musicali su Youtube, Soundcloud, Mixcloud, Bandcamp, e il proliferare di micro-produzioni, non indicano di per s\u00e9 un&#8217;accresciuta presenza artistico-contenutistica. Il fatto \u00e8 che i processi descritti sopra hanno massimamente il carattere narcisistico dell&#8217;autoreferenzialit\u00e0, la quale, per sua natura, dialoga solo con s\u00e9 stessa fottendosene di veicolare o meno valore. Accade cos\u00ec che il ruolo assegnato attualmente alla musica pare dividersi massimamente tra il puro intrattenimento, rappresentato sia dal grande evento allo stadio della megastar, che dal piccolo djset da aperitivo urbano, o, in alternativa, da un vissuto sostanzialmente autoreclusivo e autistico. La dimensione, diciamo cos\u00ec, &#8220;di&#8221;mezzo\u201d, quella cio\u00e8 che vede la musica come espressione eminentemente artistica e culturale, da partecipare esteticamente, socialmente ed anche economicamente, \u00e8 ormai relegata a minuscole nicchie formate da pochi, sparuti gruppi di individui. Tanto il puro intrattenimento, quanto l&#8217;autoreferenzialit\u00e0, sono diverse posture di processi masturbatori, non-dialettici che rimandano unicamente alla propria sfera ego-edonistica, affermando implicitamente che la musica \u00e8 una questione privata. &#8220;Spippolo, smanetto a palla&#8221; oppure: &#8220;che mi frega, a me piace&#8221;, sono le parole d&#8217;ordine del mondo dei pi\u00f9. Pochissimi sembrano vivere ancora la musica come un&#8217;esperienza reale e consapevole, da condividere collettivamente con passione autentica, senso di reciproco scambio ed arricchimento. O \u00e8 idoltratria acritica, da celebrarsi in un&#8217;immensa orgia di carne, o \u00e8 solitaria abbuffata bulimica, destinata a spegnersi in una pozza di vomito.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5733\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-4-296x300.jpg\" alt=\"\" width=\"296\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-4-296x300.jpg 296w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-4-148x150.jpg 148w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-4-768x779.jpg 768w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-4-1010x1024.jpg 1010w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Musica-E\u0300-Un-Fatto-Privato-4.jpg 1972w\" sizes=\"auto, (max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/>Se riusciamo a comprendere questo (non lieto) passaggio, non potremo sorprenderci nel constare che a fronte di un&#8217;indubbia crescita numerica di attori, la musica ha perso centralit\u00e0, peso e rappresentativit\u00e0, in realazione al ruolo che era stata capace di svolgere nella societ\u00e0 dei decenni passati. Basta poco per rendersene conto. Anche solo il fatto che la domanda &#8220;che musica ascolti?&#8221;, un tempo tra le prime che ci si rivolgeva in una prima fase di conoscenza interpersonale, sia quasi caduta in disuso, dice molto della perdit\u00e0 di potere identitario della musica nel nostro tempo. Oggi ci si riconosce tramite quei segni che una volta sarebbero stati bollati con disprezzo come status simbol borghesi. E allora attenzione e denaro vanno investiti in quei beni materiali capaci di rappresentarci: abiti griffati, dispositivi tecnologici, auto, e non certo in dischi. Eppure, pu\u00f2 non piacerci, ma \u00e8 chiaro che in un sistema come il nostro, ci\u00f2 che non produce valore economico \u00e8 giudicato privo di valore tout court. La massa critica autoreferenziale, oltre a non garantire niente sotto il profilo dei contenuti, corrisponde per certo al grado zero dell&#8217;economia musicale, in quanto rappresentazione del principio di gratuit\u00e0. I mortificanti effetti che ne conseguono sono quelli che vi ho gi\u00e0 descritto nel dettaglio in altre occasioni: stallo creativo, manierismo-revivalismo, crisi dei mercati della musica e musealizzazione della cultura popolare e non. Non so se vi siete accorti che &#8230; Superstar milionarie e piccoli artigiani del suono assai meno facoltosi a parte, il resto dell&#8217;economia musicale \u00e8 ormai incapace di autosostenersi e, sempre pi\u00f9 spesso, deve piegarsi al ruolo ancillare offertogli da cinema, televisione e mondo pubblicitario per poter sbarcare il lunario, con quello che ne consegue in termini di autonomia e specificit\u00e0 artistico-creativa. Certo, potrebbe andar peggio, ma personalmente non son disposto a dichiarare che cos\u00ec va tutto bene.<\/p>\n<p>Non resta allora che augurarci una rapida decrescita felice in termini numerici, perch\u00e9, con tutta probabilit\u00e0, solo cos\u00ec potremo sperare in una (ri)crescita di quanto abbiamo smarrito nel tempo, inseguendo una promessa di democrazia universale. Una &#8220;democrazia&#8221; che si \u00e8 rivelata essere nient&#8217;altro che l&#8217;ennesimo Cavallo di Troia, stavolta dotato di ventre a codice binario.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Gianluca Becuzzi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo un popolo di navigatori e poeti, ce lo hanno e ce lo siamo sempre ripetuto. 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