{"id":594,"date":"2013-12-05T12:10:35","date_gmt":"2013-12-05T11:10:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=594"},"modified":"2015-12-18T11:37:47","modified_gmt":"2015-12-18T10:37:47","slug":"lost-soundsblack-waveempty-2001","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=594","title":{"rendered":"LOST SOUNDS<br\/><span style='font-size:20px;'>Black-Wave\"<br>(Empty, 2001)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Lost-Sounds.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-595\" alt=\"Lost Sounds\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Lost-Sounds.jpg\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a>Mettiamo subito le cose in chiaro. I Lost Sounds e il loro secondo album\u00a0<b>Black-Wave<\/b>\u00a0sono rispettivamente la mia band e il mio album preferiti degli ultimi quindici anni.\u00a0Ricordo perfettamente la sequenza emotiva che i ripetuti ascolti del disco scatenarono in me, a partire dal rifiuto iniziale al graduale affioramento di sprazzi di meraviglia fino alla quasi totale dipendenza.\u00a0I Lost Sounds provenivano da Memphis. Furono l&#8217;ennesimo progetto di Jay Reatard (voce, chitarra e tastiere) insieme con Alicja Trout (voce, chitarra e tastiere), Rich Crook (batteria) e Jonas Garland (basso). Jay \u00e8 stato uno dei rocker pi\u00f9 genuini che l&#8217;America abbia potuto partorire all&#8217;alba del nuovo secolo. Ha cavalcato le scene fin dalla tenera et\u00e0 di quindici anni quando pubblic\u00f2 il suo primo singolo sotto la sigla The Reatards.<\/p>\n<p>In\u00a0<b>Black-Wave<\/b>\u00a0il rock viene afferrato per la gola, stuprato, fatto a brandelli, stravolto e poi ricomposto nelle sembianze di una creatura aliena e sinistra. Se non avete le orecchie ben allenate a certe frustate chitarristiche o a continue urla agghiaccianti, vi consiglio di cambiate immediatamente canale. Il titolo come pure la copertina parlano chiaro: un&#8217;onda oscura si sta abbattendo sul pianeta e sarebbe meglio darsela a gambe. L&#8217;umanit\u00e0 ha oltrepassato i limiti, \u00e8 giunta ad un punto di non ritorno e quel mostro che essa stessa ha creato ora le si \u00e8 rivoltato contro. L&#8217;elettronica, l&#8217;industrializzazione ovvero i simboli della nuova era, in termini sonori, ricorrono continuamente anzi direi riempiono del tutto lo spazio musicale. Durante l&#8217;ascolto ci si perde ripetutamente nei molteplici tentativi di afferrare qualche riferimento, ma i Lost Sounds non ricordano nessuno, i Lost Sounds sono i Lost Sounds e basta. L&#8217;unico fantasma che ricorre spesso ma furtivamente \u00e8 quello dei leggendari Screamers. Uscito nel lontano 2001 per la Empty Records di Portland in formato doppio LP, tra le altre cose col vinile in svariati colori,\u00a0<b>Black-Wave<\/b>\u00a0presenta 19 brani uno pi\u00f9 velenoso dell&#8217;altro. Alla voce si alternano Alicja e Jay, la prima lacerante, il secondo devastante. Dopo ripetuti ascolti l&#8217;album si svela in tutta la sua carica dirompente a colpi di percussioni malsane, distorsioni chitarristiche lancinanti ed urla disumane, in un ambientazione apocalittica e post-industriale. Gelide ventate dall&#8217;aroma cold-wave, cowboy in sella a navicelle spaziali, attacchi stellari sferrati da chitarre laser sono solo alcuni degli scenari che si schiuderanno davanti ai vostri occhi. L&#8217;uso distorto e minaccioso delle tastiere riporta spesso alla memoria gli Screamers, e quando poi le stesse iniziano a cambiare registro per indossare un abito marcatamente vintage, l&#8217;ambientazione futuristica evapora per lasciare spazio improvvisamente ad uno scenario da videogioco. Qualche attimo di tregua arriva solo con\u00a0<i>Don&#8217;t Turn Around<\/i>,\u00a0<i>Throw Away<\/i>, e\u00a0<i>Citats Blanc<\/i>. Verrebbe da dire anche con\u00a0<i>Ocelot Rising\u00a0<\/i>e\u00a0<i>I&#8217;m Not Me<\/i>\u00a0se non fosse per i loro lanci repentini in urla velenose.\u00a0<i>Dark Shadows<\/i>\u00a0con la sua ritmica robotica e\u00a0<i>Heart Felt Toys<\/i>\u00a0dal passo cadenzato che si dimena tra violenza e docili passaggi, toccano i punti pi\u00f9 alti del disco. Il tutto si chiude sulle note di\u00a0<i>Walk In Line<\/i>, un brano dall&#8217;intro che praticamente inventa gli Interpol.<\/p>\n<p>Jay Reatard in tutto l&#8217;album mette in mostra una visione spudoratamente negativa del mondo che ci circonda, nei suoi testi carichi di denuncia e disperazione pare proprio voler urlare al mondo la sua incapacit\u00e0 di scendere a compromessi. Sar\u00e0 stata forse questa sua incapacit\u00e0 a spegnerlo lentamente\u00a0<i>At 1620 Echles St.<\/i>,<i>\u00a0<\/i>dove nel 2010 fu trovato il suo cadavere?<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><b>Salvatore Lobosco<\/b><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mettiamo subito le cose in chiaro. 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