{"id":5943,"date":"2017-12-03T09:35:55","date_gmt":"2017-12-03T08:35:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=5943"},"modified":"2017-12-05T10:50:23","modified_gmt":"2017-12-05T09:50:23","slug":"tifo-pandemico","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=5943","title":{"rendered":"TIFO PANDEMICO<br\/><span style='font-size:20px;'>Fenomenologia dell'ultr\u00e0 musicale<\/span>"},"content":{"rendered":"<p>Frequentavo ancora le scuole medie inferiori. S\u00ec, era un po&#8217; di tempo fa, la volta che partecipai alla festa di compleanno che un compagno di classe aveva organizzato a casa sua. All&#8217;epoca Mc Donalds neppure si sapeva cosa fosse. A quel party a base di patatine, Fanta e gomme da masticare attaccate sotto i divani in velluto marrone era presente, tra gli altri, una ragazzetta della seconda B che aveva acceso la mia acerba, e per questo pressoch\u00e8 sguarnita, immaginazione erotica da &#8220;deserto dei tartari&#8221;. Inaspettatamente, la ragazzetta mi si avvicin\u00f2 e spar\u00f2 a bruciapelo: &#8220;Quale musica ascolti?&#8221;. Lei era una fan di De Gregori e Dylan, oggi lo avrei capito al primo sguardo, allora no. Io, invece, ero molto pi\u00f9 sensibile all&#8217;estetica dei soldatini Atlantic e alle fughe in bici-cross piuttosto che alla musica. Cos\u00ec mi lasciai sfuggire avventatamente: &#8220;Suzi Quatro&#8221;. Risposta sbagliata, fine della storia, in tutti i sensi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5944\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-2-300x193.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"193\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-2-300x193.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-2-150x97.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-2.jpg 625w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>C&#8217;\u00e8 stato un tempo, protrattosi perlomeno per tutti gli anni &#8217;70 e forse oltre, nel quale la popular music aveva il potere di plasmare la cultura giovanile e l&#8217;immaginario collettivo con tale pregnanza da costituirne un tratto identitario imprescindibile. Essere per la conservazione rockers o per l&#8217;evoluzione mod, tenere per i Beatles o per gli Stones, sventolare la bandiera glam o quella progressive, sentirsi riottosamente punk o edonisticamente disco, selvaggiamente heavy metal o aristocraticamente new wave, corrispondeva a posizionamenti precisissimi e tra loro profondamente diversi, anzi, pi\u00f9 spesso conflittualmente antitetici. Per questo chiedere a qualcuno: &#8220;Quale musica ascolti?&#8221;, come aveva fatto con me la ragazzetta della seconda B, equivaleva a domandare: &#8220;Chi sei? Qual \u00e8 il tuo pensiero? Cosa ti rappresenta?&#8221;. La diffusione di massa della musica la rendeva il soggetto ideale per un test di prima conoscenza personale, dato che ad essa si attribuivano valori e significati culturali che andavano oltre l&#8217;espressione del gusto estetico o la semplice scelta di costume. Certo, anche indagare sui gusti letterari, cinematografici o artistici avrebbe potuto fornire informazioni altrettanto utili, eppure, la prima voce del questionario era puntualmente quella. Come se dalle scelte musicali si potessero ricavare deduttivamente tutta un&#8217;altra serie di dati: &#8220;Qual \u00e8 la tua fede? Che partito voti? Qual \u00e8 il tuo orientamento sessuale? Ti piace pi\u00f9 la campagna o la citt\u00e0? Il dolce o il salato?&#8221;. A conclusione dell&#8217;indagine esplorativa si tiravano le somme: &#8220;Vuoi essere mio amico?&#8221; vergare la casella &#8220;S\u00ec&#8221; se positivo, &#8220;No&#8221; se negativo. Nella variante: &#8220;Vuoi metterti con me?&#8221; si aggiunga la casella &#8220;Devo Pensarci&#8221; del caso dubitativo.<\/p>\n<p>Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, la musica ha perso di centralit\u00e0 e peso, \u00e8 di tutta evidenza. La domanda &#8220;Quale musica ascolti?&#8221; non si propone con la stessa frequenza, potrebbe giungere esima, o anche mai e, in ogni caso, ha smarrito buona parte del significante al quale un tempo sottendeva. Le generazioni del nuovo millennio, e non solo loro, comunicano la propria identit\u00e0 attraverso segnali diversi, essenzialmente marchi, tecnologie e altri beni di consumo. Sono cani che per riconoscersi non si fiutano pi\u00f9 il culo ma il collare. La ragione per la quale il culo della musica popolare non profuma pi\u00f9 come un tempo, e conseguentemente un po&#8217; di disorientamento forse lo si pu\u00f2 pure giustificare, ve l&#8217;ho gi\u00e0 riferita nel dettaglio in altri miei articoli. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un dato che apparentemente contraddice quanto fin qui sostenuto, ma che in realt\u00e0, lo vedremo, non solo lo conferma, ma addirittura definisce ed incornicia con precisione il quadro contemporaneo. A chi non \u00e8 mai capitato di imbattersi in accese discussioni che degenerano in vere e proprie risse verbali, sui social network, nei forum, in spazi pubblici e privati, a causa di opinioni divergenti su quel tal artista o qella talaltra band? Accade pressoch\u00e9 tutti i giorni: con lo sguardo ancora velato dal sonno, il primo caff\u00e8 fumante della giornata in mano, fai log in su Facebook e in commento ad un post musicale pubblicato da un tuo contatto, assisti al furibondo divampare polemico di un incendio, che neppure quello di Chicago del 1871 &#8230; X ha avuto l&#8217;ardire di dichiarare pubblicamente che quella popstar l&#8217;ha sempre detestata e Y reagisce come se X avesse leso l&#8217;onore di sua madre e della parentela tutta. Da l\u00ec in poi si scatener\u00e0 una guerra tribale che vedr\u00e0 schieramenti opposti prendere le parti dell&#8217;uno o dell&#8217;altro, fronteggiandosi virtualmente a suon di epiteti tanto livorosi, quanto palesemente inadeguati a risolvere la querelle iniziale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5945\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-3-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-3-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-3-150x100.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-3.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Dunque, si dovrebbe concludere che la musica ha ancora oggi un potere identitario tale da scatenare il risentimento di chi, suo tramite, si senta leso nell&#8217;integrit\u00e0 della propria persona? Macch\u00e8, le reazioni emotive alle quali assistiamo sono generate da una forma mentis molto pi\u00f9 prossima, se non direttamente coincidente, a quella propria delle tifoserie calcistiche. In un tempo dove, per i pi\u00f9, la musica \u00e8 un mero intrattenimento e non pi\u00f9 un codice culturale effettivo, il vero appassionato, cosciente della marginalit\u00e0 nella quale \u00e8 relegato, affronter\u00e0 un confronto dialettico in tutt&#8217;altri termini. Mentre, al contrario, il furor cieco, \u00e8 indice di posizionamenti irrazionali-aprioristici, presi una volta per tutte e mai pi\u00f9 sottoposti a revisione critica. Il fideismo integralista \u00e8, per definizione, altro dalla ragione. Del resto, perch\u00e8 si adotta una bandiera piuttosto che un&#8217;altra e come si sceglie di essere cattolici piuttosto che buddisti o musulmani? Per quale motivo si tifa Roma, Juventus, Real Madrid o Chelsea? Cosa determina un atto di fede se non una contingenza endemica? La sensazione che riparare sotto il tetto pi\u00f9 prossimo sia assai pi\u00f9 sicuro e confortevole che rimanere da soli a fronteggiare le squassanti tempeste della vita? Ricordo ancora che, a otto anni, io stesso mi dichiaravo interista unicamente perch\u00e8 il mio compagno di banco diceva di esserlo. Col tempo, per\u00f2, la mia posizione divenne sempre meno sostenibile, dato che le interviste a Sandro Mazzola (ricordate la voce che aveva?) mi scatenavano crisi di riso meno violente solo di quelle procuratemi dalle interviste a Gustav Thoeni e, conseguentemente, fui tacciato d&#8217;eresia ed espulso, cio\u00e8, costretto a cambiar banco.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che avviene all&#8217;interno del fan club di una popstar, per origini, dinamiche ed esiti, non \u00e8 poi cos\u00ec diverso da quanto avviene nel fan club di Ges\u00f9 Bambino e di Scientology, dell&#8217;Inter e dell&#8217;Atalanta, di Topolino e di Hello Kitty, del veganesimo e dello schifismo ad oltranza. In ogni caso si lascia la testa sul comodino e si parte con l&#8217;Armata Brancaleone per le crociate. Si creano miti e si edificano santuari da difendere con ogni mezzo, tranne che con la ragione, la riflessione e il confronto dialettico. L&#8217;analisi critica di situazioni complesse comporta un esercizio continuo, un costante lavorio intellettuale. Molto pi\u00f9 facile abdicarvi abbandonandosi allo svacco, affidare l&#8217;autorappresentazione di s\u00e8 ad una causa di branco, al bieco ed infame tifo da ultr\u00e0. A dirla tutta, anche la politica dei nostri tempi risponde largamente a questa descrizione, perch\u00e8 \u00e8 chiaro che, dove il contenitore si svuota di valori ideologici e coscienza del proprio ruolo, ci\u00f2 che resta non pu\u00f2 cadere molto lontano dalla curva sud dello stadio. Qualcuno obietter\u00e0 che il talebano \u00e8 un esaltato che con la religione ha poco a che spartire, che l&#8217;ultr\u00e0 molesto \u00e8 antisportivo e che il fanatico musicale non \u00e8 un vero appassionato di musica. Tutto vero, ma quanti sono? Vogliamo ragionare anche in termini quantitativi-numerici o pensate sia un dato trascurabile? Vale la pena di ricordare che lo struzzo, quando nasconde la testa sottoterra, lascia pericolosamente il culo in aria, o no?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5946\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-4-300x233.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-4-300x233.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-4-150x116.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Tifo-pandemico-4.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Portando alle estreme conseguenze il ragionamento, da innamorato dell&#8217;arte e della musica, posso anche arrivare nichilisticamente a fottermene se il parlamento \u00e8 una lurida tana di squallidi sciacalli, se allo stadio si tradisce lo spirito sportivo spaccandosi vicendevolmente la testa a sprangate, se il Vaticano \u00e8 una latrina morale imbrattata di maleodoranti ipocrisie secolari e le altre confessioni monoteiste non sono migliori. Non voto, non tifo, non prego. Non posso per\u00f2 fare a meno di frequentare la musica. E l\u00ec s\u00ec, la barbarie mi tocca, perch\u00e9 se c&#8217;\u00e8 qualcuno che si agita troppo, per quanto io tenti di tenermi sempre a debita distanza, sgomitando potrebbe cogliermi in faccia. E poi, diciamolo, questa confusione demente tra arte ed agonismo o tra arte e numeri da circo \u00e8 davvero intollerabile. &#8220;La competizione \u00e8 per i cavalli, non per gli artisti&#8221; diceva il maestro Bela Bartok. \u00c8 importante non fare confusione. Tutte le forme d&#8217;arte vivono di un equilibrio delicatissimo tra ragione e sentimento, intelletto ed emotivit\u00e0, testa e pancia. Approcciare la musica come fosse un algido esercizio puramente cerebrale \u00e8 inappropriato, tanto quanto lasciarsi travolgere dalla sua corrente sentimentale fino all&#8217;annegamento. Nel primo caso, l&#8217;esito sar\u00e0 l&#8217;anorgasmia estetica, nel secondo una qualche forma di delirio isterico alla deriva dell&#8217;igiene mentale. Bisogna capire bene fin dove \u00e8 ragionevole abbandonarsi all&#8217;irragionevolezza, al fine di godere pienamente dell&#8217;opera e dove, al contrario, servono delle reti atte a catturare tutti i segni necessari a sistematizzare correttamente l&#8217;opera stessa e cos\u00ec coglierne compiutamente il senso.<\/p>\n<p>Il tifo pandemico che esonda dai bordi di uno stadio per farsi metodo infame che inonda altri campi, viaggiando disastrosamente per miglia e miglia, \u00e8 un vero flagello. Col suo volgare flusso alluvionale tracima via case e ponti, uomini e capre, merda e oro, senza fare prigionieri, come si trattasse di una cosa sola di pari valore e dignit\u00e0. Forse \u00e8 tardi per pianificare interventi di pubblica salvaguardia, o forse no, non lo so. Quello che per\u00f2 spero dal pi\u00f9 profondo del cuore \u00e8 che esistano ancora uomini e donne capaci di erigere, dentro di se, dighe sufficientemente solide. Una risorsa che possa trarre in salvo ci\u00f2 che ancora, dell&#8217;arte e della musica, si pu\u00f2 salvare. Se poi fosse utile alla causa, potremmo anche piantarla di spararci compulsivamente selfie, per riprendere a fiutarci reciprocamente il culo. Brutto e sbagliato di sicuro non sarebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Gianluca Becuzzi<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Frequentavo ancora le scuole medie inferiori. S\u00ec, era un po&#8217; di tempo fa, la volta che partecipai alla festa di compleanno che un compagno di classe aveva organizzato a casa sua. All&#8217;epoca Mc Donalds neppure si sapeva cosa fosse. 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