{"id":6179,"date":"2018-10-03T07:04:47","date_gmt":"2018-10-03T05:04:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=6179"},"modified":"2018-10-03T07:06:50","modified_gmt":"2018-10-03T05:06:50","slug":"wooden-shjips","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=6179","title":{"rendered":"WOODEN SHJIPS<br\/><span style='font-size:20px;'>\"V.\"<br>(Thrill Jockey, 2018)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6180\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Wooden-Shjips.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Wooden-Shjips.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Wooden-Shjips-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Uscito a fine giugno su Thrill Jockey a cinque anni di distanza da <strong>Back To Land<\/strong>, il quinto album dei Wooden Shjips <strong>V.<\/strong> \u00e8 un delizioso viaggio psych cinematico, dove a farla da padrone sono le classiche &#8220;good vibrations&#8221;. Nulla di innovativo o particolarmente originale, per\u00f2 va detto che il gruppo californiano ha la capacit\u00e0 di miscelare psichedelia fine &#8217;60 e primi &#8217;70, space rock alla Spacemen 3 e Stereolab unendoli con il suono elettrico di Neil Young. Il risultato \u00e8 quello di sette songs fluide e dilatate che non rinnegano i loro modelli e che risultano comunque coinvolgenti.<\/p>\n<p>Il quartetto \u00e8 formato da Omar Ahsanuddin alla batteria, Dusty Jermier al basso, Nash Whalen all&#8217;organo e Erik &#8220;Ripley&#8221; Johnson alla chitarra e voce. Il debutto omonimo del 2006 e i singoli che lo precedettero (ma anche quelli che ne seguirono, di cui uno, fuori catalogo, per Sub Pop) fecero la felicit\u00e0 di chi amava i suoni psichedelici di Velvet e 13th Floor Elevator. Nel 2009 \u00e8 stata poi la volta di <strong>Dos<\/strong>, in cui il quartetto si \u00e8 spinto ancora oltre le volte psichedeliche del debutto, con venature kraut e motorik (<em>Fallin<\/em>\u2019 \u00e8 un brano di oltre 11 munti basato su due note che si ripetono all&#8217;infinito, giusto per capirci &#8230;). Le ultime prove discografiche si aprono a toni pi\u00f9 morbidi e cangianti includendo anche una chitarra acustica ed una vena melodica che porta a brani pi\u00f9 compiuti (il singolo <em>These Shadows<\/em> su <strong>Back To Land<\/strong> ne \u00e8 un buon esempio). Dopo gli anni dedicati al Moon Duo, progetto che nel frattempo ha acquisito la stessa rilevanza del gruppo madre (i due CD <strong>Occult Architecture<\/strong> Vol. 1 e Vol. 2 dell&#8217;anno scorso sono un delizioso manuale di psichedelie assortite), per Ripley Johnson (chitarra, voce) \u00e8 il tempo di imbarcarsi in compagnia dei vecchi membri.<\/p>\n<p><strong>V.<\/strong> si compone di sette tracce per 42 minuti, suonate da una band ispirata ad un rock psichedelico arioso, con un&#8217;imponente impronta classic rock e singolari venature ipnotiche. Si parte con <em>Eclipse<\/em>, 6 minuti e 18 secondi di riff suadente con chitarre che fraseggiano chiaroscurali, la voce indolente di Johnson ed un inedito sax, che porta l&#8217;ascoltatore in un clima californiano anni &#8217;70. <em>In The Fall<\/em> \u00e8 una jam insinuante che scivola nell\u2019up-tempo di <em>Red Line<\/em>, pi\u00f9 melodica e groovy. Il singolo <em>Already Gone<\/em> \u00e8 una ballad solare e un po&#8217; stralunata, con un giro di basso implacabile che regge tutto il pezzo. Poi arriva <em>Staring At The Sun<\/em>, in cui delay, fazer e wah wah sono al servizio di una space jam morfinica in cui perdersi \u00e8 una delizia tra Velvet e riverberi Spaceman 3 vs Telescopes. <em>Golden Flower<\/em>, forse il brano migliore, ha un andamento lento e un arrangiamento stratificato di chitarre effettate, percussioni ed elettronica vintage capace di portare l&#8217;ascoltare in una dimensione altra. La conclusione affidata a <em>Ride On<\/em>, altra ballata lenta e cadenzata (una sorta di <em>Knockin&#8217; On Heaven&#8217;s Door<\/em> al rallentatore), come se i nostri si volessero allontanare in punta di piedi.<\/p>\n<p><strong>V.<\/strong> \u00e8 un buon disco. Chi ama gi\u00e0 i Wooden Shjips sar\u00e0 soddisfatto. Viene voglia di metterlo in loop perch\u00e9 emana vibrazioni positive, che dal vivo potrebbero rendere ancora meglio. Consigliato!<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Alessandro Gobbi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uscito a fine giugno su Thrill Jockey a cinque anni di distanza da Back To Land, il quinto album dei Wooden Shjips V. \u00e8 un delizioso viaggio psych cinematico, dove a farla da padrone sono le classiche &#8220;good vibrations&#8221;. 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