{"id":696,"date":"2013-12-05T12:16:27","date_gmt":"2013-12-04T11:16:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=696"},"modified":"2016-02-29T09:53:17","modified_gmt":"2016-02-29T08:53:17","slug":"the-soundun-viaggio-buio-nel-cuore-del-suono-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=696","title":{"rendered":"THE SOUND<br\/><span style='font-size:20px;'>Un viaggio buio nel cuore del suono<\/span>"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-486\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Sound-1.jpg\" alt=\"Sound 1\" width=\"100\" height=\"107\" \/>Il post-punk \u00e8 stato uno dei movimenti pi\u00f9 interessanti e variegati dell&#8217;intero panorama musicale a ridosso degli anni 1978-79, soprattuto in\u00a0Inghilterra. Un biennio come pochi, sicuramente, che vide fiorire nomi che hanno dato vita ad un genere ben preciso, rivoluzionario e controverso. Sono gli anni di band che hanno scolpito con le loro chitarre monocordi e le batterie ossessive centinaia di album: UK Decay,\u00a0Killing Joke, Public Image Ltd, The Pop Group,\u00a0Altered Image, Section 25, Modern English, Theatre Of Hate, solo per citarne alcuni.\u00a0Il\u00a0termine post-punk inizi\u00f2 ad essere utilizzato attorno al 1980.\u00a0Il primo critico\u00a0a coniare questo nome fu Greil Marcus\u00a0su di un numero del\u00a0Rolling Stone, in cui parlava di\u00a0&#8220;avanguardia post-punk inglese&#8221;, riferendosi a band come\u00a0Gang Of\u00a0Four, The Raincoats e Essenzial Logic.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Purtroppo non sempre, quando\u00a0si parla di questo periodo, prologo di un successivo e meraviglioso decennio, trova quella meritata collocazione e quel giusto respiro un&#8217;altra band d&#8217;Oltremanica: i Sound, del cantante, chitarrista e compositore Adrian Kelvin Borland (1957-1999). Soffermarsi su questo quartetto londinese, sulla loro produzione e, purtroppo, sulla sfortuna che lo ha spesso accompagnato, non \u00e8 cosa semplice.\u00a0Borland, proveniente da una breve ma intensa esperienza punk con la sua band The Outsiders, con cui\u00a0realizza\u00a0due album e un EP formidabili, ma, non contento, dopo poco pi\u00f9 di un anno,\u00a0ansioso di guardare avanti, riunisce dei nuovi componenti e, nel dicembre del &#8217;79, propone i primi pezzi in un EP,\u00a0<strong>Psysical World E.P.,\u00a0<\/strong>che riscuote buone critiche. Nascono, quindi,\u00a0i Sound, nuova creatura dal piglio nuovo e pi\u00f9 ricercato,\u00a0che pubblica, per l&#8217;etichetta Korova,\u00a0tre album in tre anni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-487\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Sound-2.jpg\" alt=\"Sound 2\" width=\"100\" height=\"100\" \/>Con i due primi album di studio, l&#8217;irruente e introspettivo\u00a0<strong>Jeopardy<\/strong>\u00a0del 1980, e il pi\u00f9 brillante e drammatico\u00a0<strong>From The Lions Mouth<\/strong>\u00a0del 1981, la band pubblica due capolavori e\u00a0Borland porta cos\u00ec\u00a0i suoi Sound\u00a0tra le grandi novit\u00e0 del &#8220;nuovo&#8221; genere.\u00a0La musica dei Sound \u00e8 un viaggio emotivo intimo come pochi, \u00e8 un&#8217;esperienza personale che regala mistero, romanticismo ma anche dramma e tensione, le prime canzoni della band si fanno notare per composizione ed originalit\u00e0. Ma nonostante le critiche a cinque stelle, gli apprezzamenti degli altri artisti e le soddisfazioni personali, la band non ha il grande take-off commerciale e questo non basta alla casa discografica, che, dopo pressioni,\u00a0spinge subito Borland a pubblicare, nel 1982, il terzo album di studio,\u00a0<strong>All Fall Down<\/strong>, ancora pi\u00f9 impegnativo e pi\u00f9 strutturato (forse l&#8217;album pi\u00f9 &#8220;oscuro&#8221; del gruppo), ricco di vere perle di decadente romanticismo.\u00a0Niente da fare, il decollo non arriva, la critica lo stronca (l&#8217;album sembra avere un suono poco orecchiabile per i gusti pi\u00f9 &#8220;ampi&#8221;), la casa discografica non rinnova il contratto alla band e Adrian, gi\u00e0 abbastanza instabile di suo, finisce per cadere in una profonda perturbazione mentale.\u00a0La band, tra alti e bassi, concerti anche fuori dall&#8217;Inghilterra (in Europa e negli U.S.A.) e registrazioni live, resiste quasi un decennio in tutto, sciogliendosi nella primavera del 1988, molto prima della morte del suo leader che, dal 1989, inizia un&#8217;interessante carriera da solista. Nonostante tutto le vicissitudini che hanno accompagnato la band nella sua breve vita,\u00a0i Sound\u00a0non sono intenzionalmente disfattisti nei testi, n\u00e9 mai asserviti alla sola oscurit\u00e0 nella musica, al contrario. Non \u00e8 difficile ascoltare diretti quanto taglienti assoli di chitarra o percepire quell&#8217;appassionata e improvvisa melodia di alcuni brani (palesemente discordanti con il tenebroso lirismo dei testi, ma sicuro punto di forza di tutta la produzione) o, ancora, l&#8217;adrenalina del synth di Benita &#8220;B&#8221; Marshall che, nelle esibizioni dal vivo, alternava l&#8217;utilizzo di ance a fiato come il sax e il clarinetto, magistralmente integrandole e, talvolta, sostituendole alla sua stessa tastiera. Su di tutto impera la voce profonda e nostalgica di Borland che regala emozioni in ogni singola canzone. Ascoltare i migliori brani della band, d\u00e0 l&#8217;idea di camminare a mezz&#8217;aria su una corda tesa e sapere di poter atterrare, di volta in volta, nel vuoto o su un tappeto di fiori. Questo, l&#8217;attualit\u00e0 del suono, i versi (im)perfetti, gli accordi da brividi che affiorano da ogni traccia, fanno s\u00ec che\u00a0i Sound\u00a0siano da considerarsi tra le migliori band post-punk (e non solo).\u00a0Per fortuna, chi ama un certo genere di musica lo ha capito, anzi, lo sa da sempre. E questa \u00e8 la vera vittoria di Adrian Borland, nonostante la band avrebbe dovuto meritare un destino migliore.\u00a0Sembrer\u00e0 un caso, ma il primo brano dell&#8217;album\u00a0<strong>Jeopardy<\/strong>, pacato e velenoso, fu davvero preveggente:\u00a0<em>I Can&#8217;t Escape Myself<\/em>. E Borland, forse proprio per &#8220;fuggire da s\u00e9 stesso&#8221;, prefer\u00ec la morte.\u00a0Il mio invito resta uno: ascoltare e amare, senza condizionamenti, almeno i primi tre album di studio di questa grandiosa band \u00e8 quasi un dovere. Buon viaggio nell&#8217;ascuro cuore del Suono.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"JUSTIFY\"><em><strong>Gaetano Cuomo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il post-punk \u00e8 stato uno dei movimenti pi\u00f9 interessanti e variegati dell&#8217;intero panorama musicale a ridosso degli anni 1978-79, soprattuto in\u00a0Inghilterra. Un biennio come pochi, sicuramente, che vide fiorire nomi che hanno dato vita ad un genere ben preciso, rivoluzionario e controverso. 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