{"id":758,"date":"2013-12-12T03:16:48","date_gmt":"2013-12-12T02:16:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=758"},"modified":"2015-12-18T11:42:18","modified_gmt":"2015-12-18T10:42:18","slug":"tetuzi-akiyamadont-forget-to-boogieidea-2003","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=758","title":{"rendered":"TETUZI AKIYAMA<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Don't Forget To Boogie!\"<br\/>(Idea, 2003)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tetuzi-Akiyama.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-759\" alt=\"Tetuzi Akiyama\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tetuzi-Akiyama.jpg\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a>Nella continua e costante ricerca di pregevoli albums da recensire che hanno subito soprattutto in Italia una scarsa o addirittura nessuna copertura mediatica sia su riviste cartacee specializzate sia sul web, voglio estrapolare quasi a caso dalla mia multiforme e variegata raccolta di &#8220;oscurit\u00e0&#8221; discografiche, un album uscito solo su vinile nel 2003, su etichetta Idea Records: <strong>Don&#8217;t Forget To Boogie<\/strong>\u00a0di\u00a0Tetuzi Akiyama.\u00a0Il nipponico chitarrista &#8220;impro&#8221; in questione appartiene insieme con\u00a0Taku Sugimoto,\u00a0Yoshihide Otomo,\u00a0Toshimaru Nakamura\u00a0ed altri\u00a0a quel movimento musicale nato verso la fine degli anni &#8217;90 a Tokyo, denominato &#8220;Onkyo&#8221; la cui\u00a0caratteristica \u00e8 quella di creare musica contenente elementi sia di primitivismo che di sperimentazione, con un&#8217;attitudine\u00a0minimale che pone in particolare rilievo il silenzio e lo yin (vuoto) in totale contrapposizione alla scena molto pi\u00f9 noise, claustrofobica e yang (pieno) dei vari compatrioti\u00a0Merzbow, Boredoms e Keiji Haino.<\/p>\n<p><strong>Don&#8217;t Forget To Boogie<\/strong>\u00a0\u00e8 un concept album per sola chitarra elettrica dal riffaggio crudo e sporco che omaggia fin dal titolo il boogie rock,\u00a0sottogenere dell&#8217;hard rock\/blues rock\u00a0di bands tipo Canned Heat o ZZ Top, ma anche precursori come John Lee Hooker, il tutto riletto per\u00f2 dal giapponese con un approccio minimalista non molto dissimile da quello adottato, anche se in un contesto diverso, da Tony Conrad con il suo violino.\u00a0Tetuzi Akiyama nei momenti di picco,\u00a0&#8220;grattugiando&#8221; insistentemente le corde del suo strumento, produce una serie di reiterati e distorti accordi ricchi di armonici e inevitabili suoni &#8220;parassiti&#8221; che conducono l&#8217;ascoltatore quasi in uno stato di trance. \u00c8\u00a0come se il suo hypnotic swamp blues ci trasportasse a bordo di una fantasmagorica locomotiva sbuffante, in un viaggio mentale alla scoperta delle particelle soniche primordiali che hanno generato il rock and roll.\u00a0Per chiudere, qualche parola la merita\u00a0la parodistica immagine di copertina, la foto infatti mostra il nostro &#8220;gangster&#8221; delle dodici battute con tanto di cappello, gilet e cravatta, intento a fumare una sigaretta,\u00a0seduto accanto\u00a0ad una dozzina di bottiglie di alcolici, diversi teschi, un mitra, un coltello, una chitarra, un mucchio di monete d&#8217;oro che fuoriescono dalla custodia, un poster degli Hells Angels e infine, vero colpo di genio, un del tutto fuori contesto bicchiere di puro latte, un chiaro messaggio goliardico e provocatorio verso i fin troppo seriosi e stereotipati &#8220;duri&#8221; del Rock.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><i><b>Danilo D&#8217;Alessio<\/b><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella continua e costante ricerca di pregevoli albums da recensire che hanno subito soprattutto in Italia una scarsa o addirittura nessuna copertura mediatica sia su riviste cartacee specializzate sia sul web, voglio estrapolare quasi a caso dalla mia multiforme e variegata raccolta di &#8220;oscurit\u00e0&#8221; discografiche, un album uscito solo su vinile nel 2003, su etichetta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":759,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[1042,1],"tags":[59,58,485,57],"class_list":["post-758","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-nuove-uscite","category-recensioni","tag-danilo-dalessio","tag-dont-forget-to-boogie","tag-idea","tag-tetuzi-akiyama"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/758","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=758"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/758\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2497,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/758\/revisions\/2497"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/759"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=758"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=758"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=758"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}