{"id":8616,"date":"2022-06-12T22:11:59","date_gmt":"2022-06-12T20:11:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=8616"},"modified":"2022-06-12T22:17:35","modified_gmt":"2022-06-12T20:17:35","slug":"jethro-tull","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=8616","title":{"rendered":"JETHRO TULL<br\/><span style='font-size:20px;'>\"The Zealot Gene\"<br>(Inside Out Music, 2022)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-8617\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"267\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-1.jpg 250w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-1-140x150.jpg 140w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>Scrivere che mi sono quasi assegnata di ufficio questa recensione non \u00e8 cosa molto lontana dalla realt\u00e0, prima di tutto essendo il pi\u00f9 anziano nella redazione di Frastuoni webmagazine. Poi ho avuto la fortuna anagrafica di vivere in prima persona in tempo reale le vicende artistiche progressive dei grandi Jethro Tull del carismatico Ian Anderson (cantante, flautista, armonicista, compositore) che ho sempre considerato una band geniale ed eclettica, sin dai suoi primissimi lavori in studio di fine anni &#8217;60 quando flirtava ancora con blues e jazz (nel disco di debutto <strong>This Was<\/strong>, 1968).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non li ho persi di vista pi\u00f9 o meno fino al declinare degli anni &#8217;70, quando per\u00f2 il loro periodo d&#8217;oro pi\u00f9 creativo (quello a cavallo tra &#8217;60 e &#8217;70 di <strong>Stand Up<\/strong>, <strong>Benefit<\/strong>, <strong>Aqualung<\/strong>, <strong>Thick As A Brick<\/strong>) si era concluso: i seguenti <strong>War Child<\/strong>, <strong>A Passion Play<\/strong>, <strong>Songs From The Wood<\/strong>, <strong>Heavy Horses<\/strong>, <strong>Minstrel In The Gallery<\/strong>\u00a0non hanno mai perso in dignit\u00e0 compositiva ed esecutiva, dischi sempre intriganti a met\u00e0 strada tra folk, hard rock e suggestioni classicheggianti barocche, ma non reggevano fatalmente il confronto con i primi sunnominati capolavori in studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni &#8217;80 e &#8217;90 non hanno rappresentato una battuta d&#8217;arresto nell&#8217;attivit\u00e0 compositiva di Ian Anderson (autore anche di un paio di pregevoli lavori solisti, tendenza che si intensificher\u00e0 nei 2000) e del fido chitarrista Martin &#8220;Lancelot&#8221; Barre, ma inevitabilmente si trattava di dischi (<strong>Roots To Branches<\/strong>, <strong>Catfish Rising<\/strong>, <strong>Crest Of A Knave<\/strong>, <strong>A Little Light Musipc<\/strong> etc) che riproponevano pi\u00f9 o meno stancamente i loro vecchi clich\u00e9s e d\u00e9j\u00e0-vu musicali, ultimo dei quali <strong>J-Tull Dot Com<\/strong> del 1999 a concludere secolo e millennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8618 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-2-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-2-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-2-150x84.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-2.jpg 445w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>I 2000 dei Jethro Tull sono stati caratterizzati da alcuni live e operazioni varie tra cui un <strong>Christmas Album<\/strong> del 2003 fino ad uno <strong>The Strings Quartet<\/strong> del 2017. Come si diceva prima nel frattempo l&#8217;irrequieto mai pago Ian Anderson accentua la sua attivit\u00e0 solista fino a realizzare tra 2012 e 2014 <strong>Thick As A Brick 2<\/strong> ed <strong>Homo Erraticus<\/strong> (suo sesto album solo) che approntano entrambi materiale collegato allo tematiche dello storico <strong>Thick As A Brick<\/strong> originale. Trova anche il tempo per commissionare a Steven Wilson, lo stregone musicale dei monumentali hard-prog Porcupine Tree, il remix di <strong>Aqualung<\/strong> che vede la luce nel 2011 in una deluxe multiple disc edition 40th Anniversary.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si arriva cos\u00ec a questo nuovo <strong>The Zealot Gene<\/strong>, uscito il 28 gennaio 2022 su Inside Out Music dopo una lunghissima gestazione e registrazione durate 4 anni, dal 2017 al 2021, ventiduesimo album in studio di una band che vede ormai unico superstite dell&#8217;antica line-up originaria l&#8217;inossidabile e instancabile Ian Anderson. Con lui nel 2022 Jethro Tull sono: il tedesco Florian Ophale alla chitarra elettrica (un manico che, ad essere onesti, nei suoi interventi solistici non impallidisce troppo negli inevitabili paragoni con l&#8217;epico e indimenticabile stile di Martin &#8220;Lancelot&#8221; Barre), David Goodier al basso, John O&#8217;Hara alle tastiere, Scott Hammond (batteria, percussioni). Solo nel brano <em>In Brief Visitation<\/em> poi compare un altro chitarrista, Joe Parrish-James. Nuovo materiale di studio quindi questo <strong>The Zealot Gene<\/strong> a 23 anni da <strong>Jethro-Tull Dot Com<\/strong>, 19 dal <strong>Christmas Album<\/strong>, in ogni caso un lunghissimo lasso di tempo. Ma soprattutto un&#8217;occasione per verificare l&#8217;eventuale persistente validit\u00e0 di una formula sonora pi\u00f9 che ampiamente sperimentata in quasi 55 anni, pi\u00f9 di mezzo secolo signori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8619\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-3-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-3-300x212.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-3-150x106.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-3.jpg 353w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il &#8220;chiasso&#8221; dei media online sul nuovo disco \u00e8 stato notevolissimo, ma il nostro accentuato timore (ampiamente motivato crediamo) era, ascoltandolo, di trovarci di fronte ad una sterile e pi\u00f9 che scontata rimasticatura di clich\u00e9 compositivi e musicali fuori tempo massimo. Abbiamo invece dovuto clamorosamente ricrederci, e con piacere: <strong>The Zealot Gene<\/strong> possiede nell&#8217;interezza dei suoi 12 brani una freschezza di ispirazione e compositiva (naturalmente addebitabile interamente a Ian Anderson) che ci ha lasciati esterrefatti. Nulla di particolarmente nuovo musicalmente sotto il sole, tanto per intenderci, ma a stupire \u00e8 proprio quel ribadire di mr. Anderson e c. con grandissima dignit\u00e0 artistica e nuova linfa vitale uno spleen espressivo ed esecutivo carismatico che ha fatto storia e che ancora nel 2022 riesce ad appassionare e coinvolgere emotivamente. Si pu\u00f2 leggere in rete che lo stesso Anderson avrebbe dichiarato di &#8220;aver usato in <strong>The Zealot Gene<\/strong> riferimenti biblici per descrivere un mondo di invasati ed esaltati, di populisti e fenomeni da social media, ma con l&#8217;umorismo nero tipico dei britannici&#8221;. Una lettura quindi nei testi fondamentalmente critica se non cruda dei tempi ambigui e tristemente vacui che viviamo nei 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8620 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-4.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-4.jpg 250w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Jethro-Tull-4-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>Venendo all&#8217;aspetto strettamente musicale del disco a prevalere sono quelle ballate, spesso di sapore squisitamente british folk, che in tanti frangenti in passato hanno rappresentato uno degli aspetti pi\u00f9 fascinosi del sound Jethro Tull: \u00e8 il caso di <em>The Betrayal Of Joshua Kynde<\/em> &#8211; <em>Three Loves, Three<\/em> &#8211; <em>Where Did Saturday Go?<\/em> &#8211; <em>Sad City Sisters<\/em> con tanto di fisarmonica, <em>Jacob&#8217;s Tales<\/em> nella quale Anderson rispolvera e tira a sorpresa fuori dalla sua faretra quell&#8217;armonica a bocca in cui \u00e8 altrettanto abile (come in tal caso) quanto con il suo celeberrimo e spiritato flauto. In <em>Brief Visitation<\/em> ospita un riff coinvolgente e archi (tastiere?) seducenti. Ma a far lievitare prodigiosamente lo spessore qualitativo del disco sono episodi pi\u00f9 stratificati negli sviluppi tematici nei quali il folk si sposa felicemente con il taglio hard rock delle chitarre di Florian Opahle (<em>Mrs. Tibbets<\/em>, con le tastiere di O&#8217;Hara in bella evidenza &#8211; <em>Barren Beth, Wild Desert<\/em> John &#8211; <em>The Zealot Gene<\/em>). Anche qui assolutamente nulla di inedito per la band, ma questo mix di appeal musicalmente diversi nel 2022 suona ancora maledettamente efficace e seducente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citiamo per ultimi i brani nei quali l&#8217;album raggiunge i suoi picchi creativi: la saltellante, sulfurea, tipicamente tulliana <em>Shoshana Sleeping<\/em>, video\/singolo uscito il 5 novembre 2021, all&#8217;insegna di un vivacissimo riff flautistico tipicamente andersoniano, e le intense <em>Mine Is The Mountain<\/em> e <em>The Fisherman Of Ephesus<\/em>, addirittura esaltanti nel rimandare alle pagine pi\u00f9 carismatiche di capolavori come <strong>Aqualung<\/strong> e <strong>Benefit<\/strong>. Il 10 agosto 2022 Ian Anderson compir\u00e0 75 anni: se dopo tanti anni a questa et\u00e0 se ne \u00e8 uscito con un disco di tale levatura speriamo fiduciosi di non aspettarne altri 10, quando ne avr\u00e0 85, per poter godere di un seguito discografico altrettanto qualitativamente miracoloso.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Pasquale Boffoli<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/jethrotull.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Jethro Tull Official<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/officialjethrotull\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Facebook<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1APwlHY50vo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>The Zealot Gene<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uPTeqsBd1Ik\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Shoshana Sleeping<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wVOaOc2WiyA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Mine Is The Mountain<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivere che mi sono quasi assegnata di ufficio questa recensione non \u00e8 cosa molto lontana dalla realt\u00e0, prima di tutto essendo il pi\u00f9 anziano nella redazione di Frastuoni webmagazine. 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