{"id":9061,"date":"2023-02-05T20:50:20","date_gmt":"2023-02-05T19:50:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=9061"},"modified":"2023-02-05T20:59:40","modified_gmt":"2023-02-05T19:59:40","slug":"lanima-buona-di-lucinda-williams-la-signora-del-rock","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=9061","title":{"rendered":"L&#8217;ANIMA BUONA DI LUCINDA WILLIAMS, LA SIGNORA DEL ROCK"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INTRO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-9063\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Lucinda-Williams-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Lucinda-Williams-1.jpg 250w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Lucinda-Williams-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>In occasione del recente concerto a Milano di Lucinda Williams del 10 gennaio 2023, presso il Teatro Lirico Giorgio Gaber, proviamo a fare un breve excursus sugli ultimi anni di carriera della musicista, originaria di Lake Charles in Louisiana, classe 1953, in un periodo che l&#8217;ha vista di nuovo al centro dell&#8217;attenzione generale, sui media americani. Dopo aver passato quasi tutto il 2018 in tour, per celebrare i vent&#8217;anni di <strong>Car Wheels On A Gravel Road<\/strong>, l&#8217;album che le fece guadagnare un Grammy, nel 2020 realizza il nuovo disco <a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=7533\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Good Souls Better Angels<\/strong><\/a>, ma le restrizioni da pandemia, bloccano l&#8217;attivit\u00e0 concertistica dal vivo, tutte le occasioni di aggregazione e di lavoro di gruppo in generale. Il disco \u00e8 osannato dalla critica e viene considerato come uno dei migliori lavori di tutta la sua lunga carriera, che conta ben 14 uscite discografiche. <a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=7533\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Good Souls Better Angels<\/strong><\/a> nasce dalla collaborazione con il marito e produttore Tom Overby, che si \u00e8 messo a scrivere alcuni testi del nuovo album, dando vita a quel connubio artistico con la moglie che ha reso la Williams finalmente felice e soddisfatta artisticamente del suo lavoro.<br \/>\nNon sar\u00e0 un caso allora che da questo periodo di limitazioni imposte a tutto il comparto musicale, la Williams, sul finire del 2020, se ne sia uscita con un nuovo progetto chiamato <strong>Lu&#8217;s Jukebox In Studio Concert Series<\/strong>. Un mastodontico lavoro che raccoglie la bellezza di 6 album diversi, prodotti dalla Williams stessa in collaborazione con Ray Kennedy e il marito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una raccolta, che originariamente nasce come speciali live show, visibili solo in streaming, e a pagamento, per supportare i musicisti e i locali di musica indipendente, in difficolt\u00e0 durante la pandemia: &#8220;dobbiamo prenderci cura di loro, per il bene della musica dal vivo a venire&#8221; dice la Williams, &#8220;sperando di aiutare quante pi\u00f9 sedi possibili&#8221;. La band che l\u2019accompagna nelle registrazioni \u00e8 consolidata da tempo e vede al basso Stephen Mackey, Fred Eltringham alla batteria, Stuart Mathis e Joshua Grange alle chitarre. L&#8217;inesauribile musicista ci ha messo alla prova sfornando una serie infinita di canzoni, andando a recuperare i suoi amori musicali giovanili e le basi sonore su cui si \u00e8 formata. Un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, in cui rilegge e omaggia la musica delle proprie radici, in un territorio che mescola il country tradizionale al blues, al rock, al folk, al soul, al southern, fino al roots. Lucinda Williams celebra moltissimi artisti e ci rende partecipi dei suoi gusti musicali, condivide con noi le fonti, gli stili e le ere da cui ha attinto linfa vitale, per il suo immaginario artistico e ci svela infine i suoi segreti. Un&#8217;operazione che di solito riesce solo a personaggi di un certo spessore come lei o lo stesso Springsteen, non nuovo a scelte simili, vedi l\u2019ultimo <strong>Only The Strong Survive<\/strong>. Come fan ed estimatori della Williams certo non possiamo chiedere di pi\u00f9, anche se da altre parti non mancano voci critiche che relegano questo tipo di lavori a esperienze di secondo piano, dei divertissement, ventilando le solite crisi di idee o le pi\u00f9 blande accuse di operazioni commerciali, fino a ribadire che i pezzi originali sono comunque sempre migliori. Noi invece siamo convinti che un artista del calibro della Williams abbia fatto della &#8220;cover&#8221; un vero e proprio discorso autobiografico, perch\u00e8 mettendoci nelle condizioni di poter accedere e conoscere il suo universo musicale di formazione ci ha regalato una parte importante e molto intima di se stessa. Riscrivendo, reinterpretando e dando nuova vita a brani tradizionali che sono e saranno l\u2019abc di chi vorr\u00e0 nei prossimi anni confrontarsi con questo tipo di generi musicali, ha praticamente messo in mostra la sua anima, invitando un\u2019intera generazione di musicisti a seguire le sue orme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LU\u2019S JUKEBOX IN STUDIO CONCERT SERIES<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1) Runnin&#8217; Down A Dream, A Tribute To Tom Petty<\/strong><br \/>\nLa scelta ci pare dettata dal cuore visto che l&#8217;amico \u00e8 venuto a mancare da pochi anni e i due avevano condiviso il palco nell&#8217;ultimo tour di Tom Petty, con la Williams a fare l&#8217;apertura ai concerti. Il disco parte con <em>Rebel<\/em>, passando per <em>Runnin&#8217; Down A Dream<\/em>, <em>I Won&#8217;t Back Down<\/em>, <em>Wildflowers<\/em>, 13 bellissime canzoni rilette e ri-adattate dallo spirito caldo e stradaiolo della Williams, con la toccante dedica finale di <em>Stolen Moments<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9068 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Lucinda-Williams-3.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"254\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Lucinda-Williams-3.jpg 250w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Lucinda-Williams-3-148x150.jpg 148w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>2) Southern Soul (From Memphis To Muscle Shoals &amp; More)<\/strong><br \/>\n\u00c8 il secondo capitolo della saga e si respira l&#8217;aria dalle parti degli studi di Muscle Shoals fino a Memphis. Come dicevamo gli artisti omaggiati sono davvero molti, Tony Joe White, Otis Redding, Ann Peebles e Al Green, tra gli altri. Si parte con la bellissima <em>The Games People Play<\/em> di Joe South, notevoli poi le versioni di <em>I Can&#8217;t Stand The Rain<\/em> e <em>Take Me To The River<\/em>. \u00c8 un sound caldo, ruvido, sporco, senza fronzoli, dritto allo stomaco, all&#8217;interno di questo, che riteniamo uno dei migliori, tra i sei dischi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3) Bob&#8217;s Back Page: A Night Of Bob Dylan Songs<\/strong><br \/>\nIl terzo lavoro di questa catena di omaggi, vede il confronto con l&#8217;autore forse pi\u00f9 impegnativo e prolifico. Non sar\u00e0 stato facile mettere insieme le 11 canzoni del disco, vista la sterminata produzione di Dylan, ma il risultato eccelle anche in questo caso. La Williams non sbaglia un colpo e ci affascina con le versioni di <em>Queen Jane Approximately<\/em>, <em>Idiot Wind<\/em>, <em>Blind Willie Mc Tell<\/em> e <em>Political World<\/em>. Sentire per credere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4) Funny How Time Slips Away: A Night Of 60&#8217;s Country Classics<\/strong><br \/>\n\u00c8 appunto un disco di classici country degli anni &#8217;60. La Williams ha fatto sue queste canzoni, pur rimanendo fedele all&#8217;originale, anche grazie all&#8217;uso di una strumentazione dell&#8217;epoca, per meglio ricreare il mood. Riesce, in quest\u2019opera di trasmutazione musicale, a dare nuova vita a canzoni ormai datate. Le tracce di spicco risultano essere <em>Together Again<\/em> di Buck Owens, con la voce di Lucinda calda e sofferta, che si sposa con la steel guitar in grande spolvero, vero e proprio tratto distintivo della canzone, anche nella versione del 1964. <em>Gentle On My Mind<\/em> di John Hartford, bellissima cover cos\u00ec diversa dall&#8217;originale, <em>Fist City<\/em> di Loretta Lynn, resa pi\u00f9 aggressiva con un bel tiro rock. <em>Funny How Time Slips Away<\/em> scritta dal mito Willie Nelson e gi\u00e0 rifatta da molti altri artisti. In questo caso la canzone sembra uscita da uno di quei fumosi Jazz Club dove la musica, rallentata, strisciata e impregnata di whiskey, continua fino al mattino. A chiudere il disco <em>Take Time For The Tears<\/em>, un nuovo brano della Williams, scritto per l&#8217;occasione. Ancora grande musica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-9065\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Lucinda-Williams-2.jpg\" alt=\"\" width=\"285\" height=\"250\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Lucinda-Williams-2.jpg 285w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Lucinda-Williams-2-150x132.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px\" \/>5) Have Yourself A Rockin&#8217; Little Christmas<\/strong><br \/>\n\u00c8 una per niente scontata collection di canzoni legate al Natale, un terreno a dir poco scivoloso, da cui si potrebbe distribuire miele e zucchero, tanto da far alzare i livelli glicemici, ma dal quale la rocker abituata alle paludi della Louisiana, ne esce indenne. Anzi con le versioni di <em>Little Red Rooster<\/em> e <em>Merry Christmas (I Don&#8217;t Want To Fight Tonight)<\/em> dei Ramones, ci fa vergognare di aver pensato, che potesse essere il classico &#8220;pacco&#8221; natalizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6) You Are Cordially Invited: A Tribute To The Rolling Stones<\/strong><br \/>\nSiamo alla chiusura del progetto <strong>Lu\u2019s Jukebox<\/strong>, l&#8217;ultimo atteso confronto con i dinosauri del rock, vere e proprie leggende. Fin dalla copertina \u00e8 chiaro l&#8217;omaggio al periodo Beggars Banquet, ma non \u00e8 facile parlare di questo disco, perch\u00e9 Lucinda sceglie alcune delle hit pi\u00f9 esplosive della storica band e i puristi storcono sempre il naso in questi casi. Noi allora vogliamo essere chiari fin da subito: il disco \u00e8 un capolavoro, tra i migliori usciti nel 2022. Partiamo da <em>Street Fighting Man<\/em> la canzone pi\u00f9 politicizzata degli Stones che Lucinda ripropone con l\u2019atteggiamento di chi sa, che la rivoluzione \u00e8 fallita, ma occorre ancora \u201ccantarla\u201d per i pi\u00f9 giovani. <em>The Last Time<\/em> pezzo del periodo beat, nelle mani giuste, diventa rockeggiante, sudista e sudata fino al midollo. Anche <em>Get Off Of My Cloud<\/em> segue lo stesso trattamento: viene immersa in un liquido corrosivo, frullata per bene e servita ancora fumante. Prende una piega molto hard, la grinta dei musicisti fa la differenza, notevole. Su <em>Play With Fire<\/em> viene steso un velo funebre, adatto ai tempi in cui viviamo. Anche <em>Paint it Black<\/em> viene resuscitata da un glorioso passato beat e reincarnata nelle cupe sonorit\u00e0 di un presente incerto, oscuro, dark. Sembra tutto facile, un gioco quasi, ma la riscrittura di certi brani degli Stones segue una precisa metrica che odora di olio motore bruciato, benzina, strade sterrate, dolore e vita grama. <em>You Gotta Move<\/em> pezzaccio blues sporco il giusto, <em>Dead Flowers<\/em> al rallentatore prende il calore caldo del sole della Louisiana. <em>Moonlight Mile<\/em> sembra scritta per la Williams, perfetta come una giacca in pelle attillata e stracciata. Il diavolo \u00e8 una presenza costante nell&#8217;arte di Lucinda e non poteva certo mancare l&#8217;inossidabile <em>Sympathy For The Devil<\/em>, che viene distillata in un alambicco alchemico dal quale fuoriesce in forma di un concentrato denso e oleoso, altamente infiammabile. Un fuoco purificatore pervade tutto l&#8217;album e travolge grandi hits del passato come <em>(I Can&#8217;t Get No) Satisfaction<\/em> e <em>You Can&#8217;t Always Get What You Want<\/em>, Lucinda Williams sparge sale sulle nostre ferite, a noi rimangono le macerie del nostro mondo in guerra e un\u2019oscura idea di futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2020 anno di realizzazione di <a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=7533\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Good Souls Better Angels<\/strong><\/a> e <strong>Lu&#8217;s Jukebox<\/strong> \u00e8 un anno particolarmente intenso per la Williams, come abbiamo visto, dal punto di vista creativo e lavorativo, ma non solo. Il 17 novembre 2020 Lucinda Williams \u00e8 colpita da un ictus cerebrale che le paralizza la parte sinistra del corpo, passer\u00e0 i futuri mesi tra ospedale e riabilitazione, perdendo l&#8217;uso della mano sinistra e la capacit\u00e0 di suonare la chitarra. Rileggere oggi tutto il lavoro svolto alla luce delle sue problematiche fisiche, lascia abbastanza perplessi e increduli. Questa signora ha del coraggio da vendere e una forza di carattere non comuni. Invece che starsene su una sedia a dondolo a rimirare il paesaggio di Lake Charles e piangere sulle proprie disgrazie, come avrebbe fatto la maggior parte di noi, la nostra stoica musicista non si \u00e8 fermata e anzi ha raddoppiato la dose, ritornando a cantare on the road, regalandoci dei gioielli musicali che brillano ora, di una luce speciale. Una forza della natura questa donna, il prototipo perfetto a cui probabilmente pensava il famoso psicologo J. Hillman nel suo libro &#8220;La forza del carattere&#8221; dove sosteneva la necessit\u00e0 di ribaltare la prospettiva con cui di solito siamo abituati a guardare questo periodo dell\u2019et\u00e0 avanzata. Ovvero sciogliere quel nodo che lega la coppia vecchiaia-morte per abbracciare invece l\u2019antica connessione tra vecchiaia e unicit\u00e0 del carattere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL CONCERTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7534 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Lucinda-Williams.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Lucinda-Williams.jpg 225w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Lucinda-Williams-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>La prima data del tour promozionale in Europa dell&#8217;album <a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=7533\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Good Souls Better Angels<\/a>, in ritardo di due anni, \u00e8 Milano, 10 gennaio 2023. Noi c&#8217;eravamo e abbiamo visto dal vero, cosa significa la forza del carattere, in una donna. Lo spettacolo inizia puntuale alle 20.45 con L.A. Edwards, band californiana di tre fratelli con un suono caldo, rock e uno stile canoro accattivante, tra Jackson Browne e il sound pi\u00f9 classico della scuola di Laurel Canyon. Quando appare sul palco, Lucinda Williams viene accompagnata dal tour manager, \u00e8 visibilmente in difficolt\u00e0, appare disorientata e in precario equilibrio, si regge ad una sedia che affianca un tavolino e il concerto si apre con molte incertezze. La rocker sbaglia l&#8217;attacco di <em>Blessed<\/em>, non riesce a riprendere la tonalit\u00e0, le parole sfuggono, si scusa mortificata con il pubblico, intanto i musicisti sul palco non fanno una piega e suonano. La band \u00e8 formata da Butch Norton alla batteria, David Sutton al basso, Stuart Mathis e Doug Pettibone alle chitarre. Non \u00e8 in forma fisicamente Lucinda, una brutta tosse la perseguita per quasi tutta la prima parte del concerto, ma la signora non molla, va avanti e si spara in gola tubetti di spray decongestionante. <em>Protection<\/em>, <em>Right In Time<\/em> e <em>Stolen Moments<\/em> dedicata all&#8217;amico scomparso Tom Petty sfilano via in uno stato tale di precariet\u00e0 che ci fa temere per la continuazione stessa del concerto. <em>Drunken Angel<\/em>, tra le nostre preferite, arriva come quinta proposta, ma risente ancora delle difficolt\u00e0 vocali della cantante che combatte i maledetti attacchi di tosse armata di spray, che consuma in modo esagerato. Il pubblico di Milano old but gold \u00e8 generoso e caldo, applaude molto e la sostiene in tutti i modi. Con <em>Lake Charles<\/em> inizia la risalita della performance, <em>Big Black Train<\/em> affronta il tema-tab\u00f9 della depressione, e finalmente sembra che la tosse la tormenti un po\u2019 meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una grande interpretazione di <em>Born To Loved<\/em> ci emoziona e ci fa ricordare improvvisamente che siamo al cospetto di Lucinda Williams. La dolcissima <em>Copenaghen<\/em>, l&#8217;imprescindibile <em>Are You Dawn<\/em>, e <em>Let&#8217;s Get The Band Back Together<\/em> confermano che la voce dell&#8217;artista si \u00e8 stabilizzata e a questo punto la Williams appare pi\u00f9 sicura e sorridente, meno tormentata. L\u2019adrenalina sale con l&#8217;energica <em>You Can&#8217;t Rule Me<\/em>, il feeling con il pubblico aumenta con <em>Essence<\/em>, il sound \u00e8 bellissimo ed \u00e8 quello che ci si aspettava di sentire: grande musica, grandi artisti sul palco. <em>Pray The Devil Back To Hell<\/em> \u00e8 una oscura cavalcata in compagnia dei nostri demoni interiori, <em>Honey Bee<\/em> bella tosta, dura il giusto, per un finale in crescendo. Joy \u00e8 la summa del sound di Lucinda, \u00e8 quello che ci piace da matti, voce sporca, bassa, slang americano, quasi un rap, chitarre in evidenza quanto basta. \u00c8 un finale sommerso di applausi che continuano travolgenti con i bis di <em>Hot Blood<\/em> e <em>Righteously<\/em>, alla fine quando arriva <em>Rockin In A Free World<\/em> tutti in piedi a rendere il giusto tributo alla signora, che in questa serata di emozioni contrastanti ci ha regalato una lezione di musica, ma anche una lezione di come si sta al mondo. Un concerto che ci ha lasciato con la nitida consapevolezza che la vita va vissuta sino in fondo, nonostante le difficolt\u00e0, perch\u00e9 la morte \u00e8 certa, arriver\u00e0 per tutti, se facciamo attenzione possiamo sentire la sua falce affilata che sibila nell\u2019aria. Go on Lucinda! We loves you.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Andrea Masiero<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lucindawilliams.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lucinda Williams official<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/LucindaWilliams\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Social<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TXehWRXraww\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Runnin&#8217; Down A Dream, A Tribute To Tom Petty<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtube.com\/playlist?list=PLsoAtjtTQFC816MWsdH-RCryfqPNhgAjg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Bob&#8217;s Back Page: A Night Of Bob Dylan Songs<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FaNkVLrx-8k\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>You Are Cordially Invited: A Tribute To The Rolling Stones<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INTRO In occasione del recente concerto a Milano di Lucinda Williams del 10 gennaio 2023, presso il Teatro Lirico Giorgio Gaber, proviamo a fare un breve excursus sugli ultimi anni di carriera della musicista, originaria di Lake Charles in Louisiana, classe 1953, in un periodo che l&#8217;ha vista di nuovo al centro dell&#8217;attenzione generale, sui [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9063,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[3039,3808],"class_list":["post-9061","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-live-reports","tag-lucinda-williams","tag-teatro-lirico-giorgio-gaber"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9061","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9061"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9061\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9069,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9061\/revisions\/9069"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9063"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9061"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9061"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9061"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}