{"id":9156,"date":"2023-04-27T17:09:45","date_gmt":"2023-04-27T15:09:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=9156"},"modified":"2023-04-27T17:09:45","modified_gmt":"2023-04-27T15:09:45","slug":"pietre-nascoste-dal-sottosuolomotor-totemist-guild","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=9156","title":{"rendered":"PIETRE NASCOSTE DAL SOTTOSUOLO:<br>MOTOR TOTEMIST GUILD<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Shapuno Zoo\"<br>(Vinyl Records, 1988)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-9157\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Motor-Totemist-Guilt-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Motor-Totemist-Guilt-1.jpg 250w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Motor-Totemist-Guilt-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>Non si trovano su Spotify, mentre su Bandcamp va gi\u00e0 meglio perch\u00e9 almeno <strong>Shapuno Zoo<\/strong> e <strong>City Of Mirrors<\/strong> compaiono. Nessuna rivista di settore italiana, che sia cartacea o online, li ha mai trattati. Ricordo soltanto un articolo su un vecchissimo Blow Up e poi basta. A fare un giro su Discogs o e-Bay si rintracciano poche copie quasi mai mint (ovvero in condizioni nuove, intonse) vendute a peso tanto i prezzi sono irrisori. I Motor Totemist Guild, guidati da James Grigsby, sono un&#8217;oscurissima band dimenticata in quell&#8217;immenso calderone underground che ci fu negli anni &#8217;80. Eppure sono stati fra le band pi\u00f9 atipiche e laterali mai concepite in quel decennio. Le poche notizie che ho raccolto narrano di un progetto che si situa a met\u00e0 fra uno stravagante art-rock ed una continuazione del Rock In Opposition. L&#8217;etichetta art rock \u00e8 quella che pi\u00f9 gli si addice perch\u00e9 \u00e8 fuori di metafora che ci troviamo innanzi a una formazione avant. Avant nelle tessiture sonore legate ad un impianto musicale cameristico la cui seriosit\u00e0 \u00e8 alleviata da una vena di ironica follia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La band ha origini californiane ed \u00e8 un collettivo di musicisti legati all&#8217;area sperimentale ispirata ai fermenti della San Francisco avanguardistica di fine anni &#8217;70: fermenti legati alla Ralph Records dei Residents. Dai Residents assimilano infatti una certa impostazione dadaista nel costruire le loro armonie, con quel tipico istrionismo satirico di stampo dada e quel bizzarro senso del non-sense teatrale, quale parodia del musical in chiave &#8220;politically uncorrect&#8221;.<br \/>\nAltri elementi che hanno costruito il sound della band sono l&#8217;attitudine &#8220;freak&#8221; di Frank Zappa, dal quale hanno attinto l&#8217;atteggiamento di dissacrante mattatore dei costumi. Poi un altro apporto \u00e8 la musica etnica di differenti culture che loro metabolizzano in questo stravagante melting pot musicale. Quindi l&#8217;approccio verso un&#8217;improvvisazione free-jazz di artisti come Albert Ayler, che viene comunque scremato del suo afflato misticheggiante. E infine il gi\u00e0 citato approccio cameristico. La loro si pu\u00f2 definire una musica da camera dominata da un istrionico non-sense di follia. Abili soluzioni contrappuntistiche immerse in un bagno galvanico di freakeria folle e stravagante, dada per la maggior parte ma anche con una punta di surrealismo. Potremmo definirli dei Residents della musica da camera oppure un ibrido cameristico fra Albert Ayler, gli Henry Cow e Zappa. L&#8217;utilizzo degli strumenti \u00e8 preso sia dalla classica che dal jazz (contrabbasso, pianoforte, clarinetto, sassofono, batteria). Nessuna strumentazione legata a un discorso prettamente rock. Questo fa pendere la bilancia verso il cosiddetto Rock In Opposition, abbreviato RIO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9158 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Motor-Totemist-Guilt-2.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"250\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Motor-Totemist-Guilt-2.jpg 254w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Motor-Totemist-Guilt-2-150x148.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/>Il RIO nasce nella seconda met\u00e0 degli anni &#8217;70 in un contesto politico particolarmente caldo dominato dai movimenti anarchici di sinistra. Ci fu un manipolo di musicisti \u2013 i cui primi pionieri risiedono nel Canterbury Sound e rispondono al nome di Matching Mole ed Henry Cow \u2013 che fece suo l&#8217;umore anarchico di quegli anni sviluppando una musica antagonista che creava un trait d&#8217;union fra la sperimentazione e l&#8217;impegno politico. Ma un antagonismo che era radicale e si poneva in antitesi anche con un tipo di musica associata all&#8217;immaginario rock, una rivoluzione anche nei confronti dei canoni rock. Quindi non solo rifiuto delle mode dell&#8217;allora imperante disco music ma anche ricusa totale della strumentazione rock classica quale chitarra elettrica e basso e utilizzo di strumenti e di tecniche presi dalla musica classica da camera. Il RIO \u00e8 stato un movimento che nello spirito ribellistico \u00e8 rock fino al midollo, ma in termini musicali \u00e8 legato alla creativit\u00e0 espansa nel segnon dell&#8217;improvvisazione jazzistica e della classica da camera. Ma la classica cui si riferisce il RIO \u00e8 quella contemporanea novecentesca, non la classica dei secoli passati, le cui influenze risultano pi\u00f9 consone ad un&#8217;avanguardia musicale che vuole tradurre in musica la protesta politica. L&#8217;errore da non fare \u00e8 quello di non considerare il RIO come una deriva intellettualistica del rock. Esso mira ad un cataclisma musicale che mina certezze e abolisce circolarit\u00e0 schematiche. La creativit\u00e0 \u00e8 al centro del RIO e una vera creativit\u00e0 \u00e8 libera, senza essere confinata in schemi che possono essere gli steccati del rock convenzionale come le velleit\u00e0 intellettualistiche. Creativit\u00e0 va intesa come massima libert\u00e0 di espressione artistica che nel RIO \u00e8 combinata all&#8217;attivismo politico e alla ribellione alle regole del mercato discografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco che il RIO \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 devastanti tsunami del secolo appena trascorso, perch\u00e9 ha operato un&#8217;abolizione decisiva del concetto di conformismo. Quel conformismo demonizzato da Michel Foucault. Foucault definiva il conformismo una vera e propria malattia sociale dalla quale l&#8217;uomo deve guarire per ritrovare la sua autentica essenza. Se la societ\u00e0 \u00e8 malata di conformismo, l&#8217;unica medicina \u00e8 un&#8217;asportazione chirurgica delle logiche che stanno alla base di questo. E cio\u00e8 portare avanti una rivoluzione che rovescia uno dei fondamenti cui \u00e8 basata la societ\u00e0 occidentale da secoli: essere passati da un sistems politico, di pensiero e merceologico confortante ad un altro.<br \/>\nIl RIO applica la teoria di Foucault ponendosi come movimento musicale nemico del conformismo: non aspira ad un target di pensiero, n\u00e9 tantomeno ad un target musicale. Il rock convenzionale, tutto il rock, ivi compreso quello pi\u00f9 sovversivo e antagonista, crea un target conformante. Allo stesso modo anche gli intellettualismi e i virtuosismi (il virtuosismo \u00e8 un altro nemico del RIO) sono anch&#8217;essi forieri di target conformistici. Entrambi creano una popolazione tipizzata i cui membri sono simili fra loro. Il sistema capitalistico per la sua sopravvivenza ha bisogno di creare conformismo fra masse di cittadini degenerate a consumatori, proprio per poterli asservire meglio e per mutare sempre di pi\u00f9 il loro status di cittadino a quello di consumatore. Il progetto RIO \u00e8 la guarigione dalla malattia del conformismo mediante una creativit\u00e0 senza confini. \u00c8 un&#8217;operazione chirurgica che consiste in una resezione del male alla base. Ed \u00e8 stato l&#8217;unico progetto che non ha creato fenotipi: \u00e8 diventato popolare sia presso le frange rockettare pi\u00f9 alternative sia fra i seguaci della sperimentazione pi\u00f9 ricercata.<br \/>\nI Motor Totemist Guild perpetuano il RIO negli anni &#8217;80 e ne assimilano sia le componenti stilistiche sia le basi filosofiche legate all&#8217;impegno politico e alla filosofia di Foucault. Sono una compagine che ha scelto di aderire al principio anticonformista e lo fanno con una musica che solo per una classificazione generica possiamo definire art rock. La tecnica utilizzata \u00e8 quella di un collage sonoro mettendo a frutto le loro conoscenze musicali: lo studio della musica polifonica rinascimentale, dell&#8217;elettronica, della classica contemporanea, soprattutto le scuola dodecafonica di Anton Webern; poi il jazz d&#8217;avanguardia e l&#8217;etnica di diversi paesi, soprattutto asiatici. I Motor Totemist Guild creano una loro strada al RIO, una via che dirotta verso un versante ironico e sarcastico pregno di freakerie dadaiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli album ho scelto <strong>Shapuno Zoo<\/strong> in base a un criterio puramente logistico: \u00e8 l&#8217;unico che ho trovato per intero su una piattaforma streaming, Bandcamp, perch\u00e9 nemmeno su You tube c&#8217;\u00e8 il disco integrale. Non per una preferenza stilistica perch\u00e9 i dischi della band sono tutti di pari livello. Il disco \u00e8 uscito nel 1988 ed ha confermato il trend di ricerca della band con un approccio pi\u00f9 perfezionato nel mescolare abilmente suggestioni alla Residents, RIO, impro jazzistica e scampoli di etnica, musica da camera. Rispetto al suono pi\u00f9 grezzo dei primi album qui c&#8217;\u00e8 una maggiore cura formale che ha permesso alla band di raggiungere un pubblico un po&#8217; pi\u00f9 vasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9159\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Motor-Totemist-Guilt-3-228x300.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Motor-Totemist-Guilt-3-228x300.jpg 228w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Motor-Totemist-Guilt-3-114x150.jpg 114w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Motor-Totemist-Guilt-3.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/>Ora l&#8217;analisi per ogni singolo brano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Set Of Crayons<\/em><br \/>\nUna salmodia orientaleggiante evidente, una carovana di dromedari nella steppa prosegue con cadenza costante mentre la voce teatrale della cantante e flautista Emily Hay dona fini tinte di astratto misticismo. Poi si prende la piega verso un orientamento cameristico prettamente europeo che crea un&#8217;affascinante sintesi fra etnica orientale e &#8216;900 europeo. Ma guardando sotto il profilo di una profondit\u00e0 di campo pi\u00f9 ampia l&#8217;insieme comunica una positiva ipnosi lisergica. Verso la fine montano le percussioni e l&#8217;andamento calmo e ondulato di questa colonna di dromedari assume le sembianze della marcia militaresca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Do The Crawl<\/em><br \/>\nSi cambia registro per prendere la via di un trasognato ibrido fra un mistico jazz alla John Coltrane immerso in vapori RIO ed un simposio cameristico. Ma il brano \u00e8 ricco di colpi di scena che prendono la forma di inquietanti pause di tenebra fra saltellanti freakerie RIO, con un cantato femminile che ricorda Dagmar Krause e gli Slapp Happy. Tra pause e sussulti di caratteristico free music il pezzo svela le doti vocali della cantante e quelle contrappuntistiche dei musicisti in gioco. Ma il brano \u00e8 anche pervaso da un certo cangiantismo umorale che si esplica mediante singolari fughe cromatiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Familiar Philippic<\/em><br \/>\nIl brano dove l&#8217;elemento contrappuntistico risulta pi\u00f9 articolato. Ma anche quello che lascia intravedere le stravaganze bizzarrie residentsiane. \u00c8 un susseguirsi di contrappunti di flauto e violoncello in stile cameristico e contemporaneo novecentesco per tutta la sua durata. Ogni tanto interrotti da schizzi vocali che non seguono l&#8217;andamento strumentale. Quindi si articola in schizzi sonori pi\u00f9 complessi con libere divagazioni impro e ritmiche spezzate. Tra Stravinsky, musica dodecafonica, Residents tutto il brano rivela un impianto cameristico fatto di pause, divagazioni sognanti e disinteressati stop an go contrappuntistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Indian Bingo<\/em><br \/>\n\u00c8 il brano pi\u00f9 vicino ai Residents, che vengono dilavati in una lenta e sghemba sarabanda orientaleggiante. Mentre si elevano un doppio recitato, maschile e femminile, molto cinematografico. Nel complesso \u00e8 un bizzarro esperimento residentsiano che mira ad agganciarsi a certe derive alla Slapp Happy e vuole parodiare un circo ambulante circense i cui attori sono personaggi affetti da tare mentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Imperfections<\/em><br \/>\nL&#8217;ideale convergenza fra Slapp Happy, Henry Cow, Residents e improvvisazione jazzistica condensata in una bella estetica di musica da camera che sprigiona un forte senso della drammaticit\u00e0 teatrale. Come assistere ad una pi\u00e8ce del teatro dell&#8217;assurdo. Come vedere in codesta destrutturazione del suono la rappresentazione icastica del dramma esistenziale post moderno tra una pausa e l&#8217;altra. Tutti gli strumenti partecipano, per\u00f2 c&#8217;\u00e8 una separazione cromatica quasi puntillistica, qui come in altri episodi del disco, che rende definibile ogni singolo strumento. Il drama del recitato instaura un dialogo surreale con gli strumenti. Concludendo questo \u00e8 un brano teatrale fino al midollo che pare volesse celebrare una danza sulle macerie del mondo post moderno, ma non in direzione patafisica alla Pere Ubu, bens\u00ec in una astrattista-surrealista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Prisms Of Ribbon<\/em><br \/>\nIl pezzo forte del disco sono questo quasi 12 minuti di puro delirio improvvisativo e cameristico. \u00c8 qui che la band d\u00e0 sfoggio a tutte le sue conoscenze musicali. Costipazioni dadaiste residentsiane che incontrano contrappunti dodecafonici e rivedono alla base il concetto di RIO. Ma il culmine del brano \u00e8 l&#8217;assolo per sassofono, una delle pi\u00f9 folli e invasate scariche di impro jazz che porta John Coltrane e Albert Ayler davanti alla soglia di una clinica psichiatrica. Segue un&#8217;altra stralunata performance di violino, di quelle da brivido, poi una pioggia di piccole percussioni lignee ci conduce in una dimensione astratta tra freak e contemporanea, quasi al confine di certo minimalismo percussivo. Quindi il flauto a dipingere una fanciullesca melodia da surreale ambiente bucolico che guida con le sue leggeri volute a guisa di onomatopeici canti d&#8217;uccello verso spire celesti adagiate su un silenzio teatrale. Il finale \u00e8 a base di un&#8217;espansione liberatoria di impro jazz e musica da camera che si lascia andare a repentini e agitati colpi si scena. Edgar Varese dietro le quinte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Diamonds For Fishhooks<\/em><br \/>\nIl brano che conclude il disco \u00e8 molto enigmatico. Sullo sfondo di un muro di elettronica quasi cosmica si rilasciano nell&#8217;aria frammenti di improvvisazioni vicine a certa musica concreta, come una sorta di ambient popolata da presenze da un mondo lontano. Oppure una rielaborazione di certa musica industrial calata in una struttura pi\u00f9 legata alla contemporanea. Fino alla tempesta rumorista finale che si interrompe di botto. \u00c8 un finale di disco che fa trapelare apocalittiche inquietudini.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Marco Fanciulli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.allmusic.com\/artist\/motor-totemist-guild-mn0000501274\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Motor Totemist Guild<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/youtu.be\/H2Yl_qTjHsY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Set Of Crayons<\/a><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/qBy2IRdsxc8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Shapuno Zoo 35th Anniversary Edition<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UjFyKy0otp4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Prisms Of Ribbon live 1988<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si trovano su Spotify, mentre su Bandcamp va gi\u00e0 meglio perch\u00e9 almeno Shapuno Zoo e City Of Mirrors compaiono. 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