{"id":9225,"date":"2023-06-08T18:22:18","date_gmt":"2023-06-08T16:22:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=9225"},"modified":"2023-06-08T18:25:52","modified_gmt":"2023-06-08T16:25:52","slug":"i-ragazzi-del-massacro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=9225","title":{"rendered":"I RAGAZZI DEL MASSACRO<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Juvenile Street\"<br>(2022, Autoprodrodotto)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-9227\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/I-Ragazzi-Del-Massacro-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/I-Ragazzi-Del-Massacro-1.jpg 250w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/I-Ragazzi-Del-Massacro-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>Il diorama meneghino del post-punk quale parusia illuminata del nuovo millennio. Diorama. Insieme di vedute dipinte che, per effetto di prospettiva e giochi di luce, danno alla spettatore l&#8217;illusione di un panorama naturale nelle varie ore del giorno. Vetrina nella quale elementi appartenenti al regno vegetale o al regno animale sono presentati in una ricostruzione dell&#8217;ambiente naturale.<br \/>\n(dal vocabolario Oxford Languages).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di amarcord non \u00e8 soltanto un esercizio spirituale proustiano ma uno stadio dell&#8217;esistenza che si sublima in un film immaginario in cui scorrono diorami mentali in bianco e nero, che per effetto della luce del ricordo danno vita a immagini, le quali si susseguono a dissolvenza incrociata facendo riaffiorare la forza del ricordo. Ma il ricordo non si limita ad essere rievocato; c&#8217;\u00e8 un passaggio ulteriore che ne valorizza la sua potenza intrinseca: quella di dipingere una fenomenologia dell&#8217;anima, come se esso fosse il motore, un primo mobile dantesco capace di muovere un&#8217;estesa sintassi sentimentale, un passaggio aristotelico dallo stadio in potenza della rievocazione a quello in atto della sublimazione, e che produce i suoi aggraziati e romantici fiori di una decadenza metropolitana che per\u00f2 non \u00e8 una stanza buia ma un ambiente reso luminoso da claristori di luce sonora.<br \/>\nQuando tutto questo si traduce in note musicali ecco che dal pentagramma si sprigionano sonore emozioni che espandono nello spazio di un ambiente domestico questo diorama a dissolvenza incrociata che da memoria visiva muta in una fluorescenza sonora. Sono queste le prime sensazioni che mi vengono in mente all&#8217;ascolto di <strong>Juvenile Street<\/strong> (Aprile 2022, Autoproduzione) de I Ragazzi del Massacro, una compagine dell&#8217;underground milanese i cui componenti sono scafati ed esperti musicisti provenienti dalla Milano indie che hanno abilmente metabolizzato le esperienze musicali pregresse. E questa sensazione nasce dal trasporto interiore dell&#8217;ascolto di una band che ha saputo bypassare a mancina la trappola del citazionismo, cosa non facile al giorno d&#8217;oggi, con un panorama indie internazionale che non riesce ad andare oltre la carta carbone della riproposizione di stilemi del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 I Ragazzi Del Massacro hanno una marcia in pi\u00f9 perch\u00e9 alla devozione verso la felice stagione post-punk primi anni &#8217;80 aggiungono un ingrediente in pi\u00f9: la traduzione in sensazioni musicali del ricordo sia di una Berlino ancora divisa dal Muro sia di una Londra sconvolta e bruciata dalla rivoluzione punk nella Milano del terzo millennio, la quale per\u00f2 mantiene un legame con la sua Heimat noir del passato, figlia delle brume padane, fra un motivo di Gaber e un romanzo thriller di Scerbanenco. Ed ecco che nei Ragazzi Del Massacro il ricordo di un&#8217;epoca ormai lontana ritorna ad essere carne viva e pulsante nel cuore del cosmopolitismo metropolitano del terzo millennio. Note musicali che definiscono quello che \u00e8 il concetto summenzionato di diorama. I Ragazzi Del Massacro sono un diorama musicale post-punk. Sono un racconto per immagini che ha l&#8217;effetto di una successione temporale di fotogrammi che hanno la capacit\u00e0 di far riemergere con acuto realismo le atmosfere di quella Londra, di quella Berlino e di quella Milano, come se fosse la ricostruzione fedele al vero di quei ricordi in bianco e nero di strade londinesi bruciate dalla furia iconoclasta del punk o di sensazioni di solitudine in bianco e nero di una Berlino ancora divisa dal muro. E questo \u00e8 un diorama vivo, non un&#8217;asettica ricostruzione, perch\u00e9 quelle immagini in bianco e nero riaffiorano nella mente rendendo attuale quel passato e non una nostalgica od olografica cartolina. In fin dei conti questo \u00e8 il ruolo del diorama: ricostruire un ambiente come se fosse un film per immagini oppure un modellino in scala ridotta. Se bisogna creare il diorama post-punk i Ragazzi Del Massacro hanno fatto centro. Anche nei testi che rimandano a sensazioni cinematografiche: un cinema dioramico. Ho detto che \u00e8 un diorama vivo, nel senso che vive nel presente e ci cammina fianco a fianco. Non \u00e8 la ricostruzione di un&#8217;antologia di ricordi da musealizzare nella mente. \u00c8 quella che in storia della filosofia si chiama &#8220;parusia&#8221;, ovvero la presenza dell&#8217;idea nella realt\u00e0 sensibile secondo la concezione platonica. Il diorama espresso dalla poiesis musicale dei Ragazzi Del Massacro \u00e8 l&#8217;idea perfetta secondo il concetto di Platone del post-punk storico, e tale idea \u00e8 una parusia (parusia in greco antico significa &#8220;manifestazione di un fenomeno&#8221;) che si rivela nel mondo sensibile della realt\u00e0 del nuovo millennio. Si crea un trait-d-union tra post-punk storico e Zeitgeist attuale quale messaggio da tramandare alla posterit\u00e0. Ecco perch\u00e9 si parla di diorama vivo e non musealizzato: il passato vive nell&#8217;oggi, condiziona l&#8217;oggi e disegna una traiettoria del domani. \u00c8 un diorama che subisce una trasformazione alchemica a uno stadio superiore della materia, la quale assume l&#8217;aspetto della rivelazione dell&#8217;idea perfetta di post-punk cui eventuali forme imperfette della realt\u00e0 contemporanea fanno riferimento. Come insegna Platone nel suo mondo delle idee: esiste un&#8217;idea superiore e perfetta di &#8220;cavallo&#8221; verso la quale le forme imperfette di tutti i cavalli che esistono fanno riferimento. E sempre parafrasando Platone e il suo Mito della Caverna un altro aspetto che ho dedotto dall&#8217;ascolto dei Ragazzi Del Massacro \u00e8 anche un invito rivolto alle band indie contemporanee di uscire dalla caverna del loro imperfetto egotismo, la prigione dell&#8217;attorcigliamento attorno al proprio io, per riscoprire il senso autentico di quello che \u00e8 stato il post-punk e la new wave storici. \u00c8 una band che parla ai giovani d&#8217;oggi invitandoli ad uscire da questa caverna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-9228 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/I-Ragazzi-Del-Massacro-2-300x100.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"100\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/I-Ragazzi-Del-Massacro-2-300x100.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/I-Ragazzi-Del-Massacro-2-150x50.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/I-Ragazzi-Del-Massacro-2.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>I Ragazzi Del Massacro &#8211; titolo preso da un romanzo di Giorgio Scerbanenco &#8211; sono quattro musicisti con esperienze musicali pregresse di anni: Davide De Santis al canto, Danilo Carraccio alla chitarra solista, Carlo Ceccoli al basso e alle tastiere e Luca Divina alla batteria. Una formazione classica in fede al dettame post-punk europeo. Come ho ampiamente sottolineato sopra il loro sound non \u00e8 una calligrafia del post-punk riprodotta a puntino ma un suono vivo e calato nell&#8217;indice attuale, un suono capace di evocare la potenza del ricordo e tradurla in diorama musicale. Le loro influenze si rifanno a certo Nick Cave era Birthday Party, ai Madrugada, ma io fra le righe vi rinvengo anche dei rimandi ai Morphine, per l&#8217;utilizzo del sax e per la ricreazione di un suono noir e ai Giant Sand per certe elettricit\u00e0 chitarristiche desertiche. Essi perpetrano nel nuovo millennio le atmosfere scure di certo post-punk primi &#8217;80 e vi infondono un certo alone di decadenza romantica. Londra e Berlino che prendono tinteggiature di brume milanesi, il noir maudit di Nick Cave che si sposa al noir meneghino di Scerbanenco. Ed \u00e8 una mescolanza riuscita perch\u00e9 pare proprio di sentire un ibrido di nebbie londinesi e di nebbie milanesi, quei cieli plumbei inglesi sotto i quali i fuochi della generazione punk bruciavano ed incendiavano le strade e quei paesaggi umidi grevi di nebbie che sale dai navigli meneghini e che rende l&#8217;ambiente un mistero noir da decifrare, mentre in qualche osteria di periferia sta maturando il progetto di un delitto. Per\u00f2 vi \u00e8 anche il senso caveano del tormento, quello che si agita nelle viscere esistenziali dei Birthday Party, che per\u00f2 viene calmierato dallo spirito tutto noir milanese e insieme ad esso vive in una romantica simbiosi. Concludendo, e qui chiudo il circolo ermeneutico, i Ragazzi Del Massacro sono una parusia manifesta nel mondo sensibile del nuovo millennio, una manifestazione di un diorama musicale tutto milanese che stempera gli umori della Londra underground nel decadente laudano della Milano noir dei tempi andati. Il post-punk vive dentro di loro ed \u00e8 materia che accarezza l&#8217;anima con la potenza del ricordo e con il trasporto di romantiche melodie che ricostruiscono tale potenza. Il ricordo qui non \u00e8 solo un film di immagini che scorre nella mente ma un&#8217;esperienza da vivere sotto l&#8217;egida di note musicali di un&#8217;indie rock grandioso e lontano da qualunque cascame olografico o derivativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la recensione ho scelto l&#8217;ultimo disco da loro prodotto: <strong>Juvenile Street<\/strong>. \u00c8 un lavoro compiuto ed efficace che contiene tutti gli elementi descrittivi iconografici e iconologici della band che ho descritto sopra. Ed \u00e8 un disco valido, capace di suscitare nelle emozioni, note di post-punk che possiedono la forza evocativa di madeleine proustiane, le quali sono tasselli, tessere di mosaico per costruire il loro diorama musicale. Ma vi \u00e8 anche la tendenza in questo disco ad ampliare l&#8217;ambito new wave, con sconfinamenti in territori jazzati e bluesati (evitando cos\u00ec di cadere nel tranello della calligrafia del post-punk storico) per\u00f2 con l&#8217;aura noir sempre aleggiante. Noir che per\u00f2, secondo l&#8217;opinione di chi scrive, in questo disco non fa rima con gothic; qui di immaginario gothic legato a certe formazioni dark stile Sister Of Mercy non c&#8217;\u00e8 traccia (casomai il dark \u00e8 presente nei vecchi progetti del leader Davide De Santis). Qui il noir \u00e8 legato ad un&#8217;ambientazione metropolitana da romanzo thrilling, quell&#8217;atmosfera di suspense entro la quale pu\u00f2 maturare un delitto. \u00c8 qui siamo dalle parti dei Morphine. Oppure quel noir maudit alla Nick Cave, non affresco gotico ma tenebra di un tormento. Ma anche Madrugada e Giant Sand sono ingredienti presenti nel sound della band. Qui c&#8217;\u00e8 meno pulsione dark e pi\u00f9 umoralit\u00e0 rock, pi\u00f9 poetica della strada e pi\u00f9 aperture a classicit\u00e0 soul e blues. Ci sono elementi di cantautorato rock cos\u00ec come ruvidit\u00e0 garagistiche e stradaiole. Il disco possiede delle belle intuizioni dalle quali traspare che il protagonista non \u00e8 soltanto il perpetuare un ricordo di un&#8217;antica prassi indie nella contemporaneit\u00e0 (il prendere forma del diorama) ma \u00e8 anche la metropoli, con il suo greve e misterioso umore noir, mostrando cos\u00ec che le citt\u00e0 non sono bolle di finzione ma universi umorali perpetuamente cangianti. Dettaglio non di secondaria importanza. Tutti i dieci brani sono ben arrangiati e ben orchestrati, con un&#8217;esperta padronanza delle strutture armoniche e ritmiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9230\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/I-Ragazzi-Del-Massacro-3-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/I-Ragazzi-Del-Massacro-3-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/I-Ragazzi-Del-Massacro-3-150x100.jpg 150w, http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/I-Ragazzi-Del-Massacro-3.jpg 375w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ora l&#8217;analisi per ogni singolo brano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La copertina. Ragazzini che corrono e giocano con un aquilone, un gioco d&#8217;altri tempi relegato nella madia dei ricordi. Uno spaccato di ragazzi di periferia di tanti anni fa, diretto ed evocativo. Il contesto \u00e8 infatti quello di una suburbia, lo si intuisce dal condominio sullo sfondo. Ma la presenza di un muretto a secco e di montagne brulle sullo sfondo fa pensare ad un ambiente del nostro meridione. In basso la scritta a penna della ragione sociale e del titolo del disco, grafica ancora pi\u00f9 genuina dei ciclostili scritti a macchina dell&#8217;estetica punk.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Juvenile Street<\/em>. La title track \u00e8 fin dalle prime note una dichiarazione d&#8217;intenti: oscuro e fascinoso post-punk intriso di blues e di garage, dalle melodie di un romanticismo conturbante. Ecco il diorama: immagini che ricostruiscono ambienti metropolitani in bianco e nero popolato di presenze di periferia. Parole che esplicano l&#8217;humus esistenziale del concetto di giovent\u00f9 come fase della vita. Non solo una narrazione per immagini ma un&#8217;autentica visione filmica di ambienti. La musica \u00e8 legata al post-punk ma possiede una verve garage-blues con inflessioni noir e vi \u00e8 la presenza di una tromba. Il lirismo raggiunge il suo apice nel refrain, una gemma di emotivit\u00e0 ispirata che si trasforma in arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>New Kind Of Sex<\/em>. Un trottante quadretto di stradaiolo post-punk che prende certi Cure e li sposa con solarit\u00e0 mediterranee italo-wave. Pare trasportato da un volo di angeli direttamente dal periodo 1979-<br \/>\n1981. \u00c8 un gioco di accattivante e smaliziato cantato e saltellante ritmica sorretta da un poderoso basso wave. Ma quello che fa anche la sua bella parte sono le algide parti di chitarra. A un ascolto pi\u00f9 attento e approfondito si percepiscono rimandi al glam dei Roxy Music (nel cantato che ricorda il Bryan Ferry pi\u00f9 smaliziato) e a ritmiche robotiche su coordinate Devo-Bowie berlinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Big One<\/em>. Questa volta ci portiamo dalle parti di un cantautorato rock elegante e suadente. Un brano che nella struttura \u00e8 fedele alla forma canzone, con lo schema strofa-ritornello-bridge. Ma nella sostanza \u00e8 un raffinato amarcord new wave di stampo Cure-Japan che levita con grazia nell&#8217;aria grazie anche alle ariose partiture di tastiera. Il refrain \u00e8 pura luce che irradia raggi di calda e fascinosa luce mediterranea mentre il bridge \u00e8 un&#8217;appassionata melodia di chitarra dai toni morbidi. Per\u00f2 tutto il brano, compreso il ritmo di narrazione nella strofa, \u00e8 un coacervo di solarit\u00e0 e di perfezione wave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sand<\/em>. Brano da pelle d&#8217;oca! Sofferto come il titolo: &#8220;sabbia&#8221;. La sabbia del deserto come metafora della sofferenza del loser. \u00c8 una canzone che parte dal Gun Club e raggiunge il desert rock dei Giant Sand (per restare in tema di sabbia). Uno di quei brani capaci di evocare la loseness arcaica del country-blues nel post-punk, proprio alla maniera dei Gun Club, ma anche di portare fra le mura della periferia milanese le austerit\u00e0 desertiche dei Giant Sand. Note di chitarra riverberante che rievocano giornate roventi in mezzo al deserto del Nevada mentre si aspetta l&#8217;espresso di Santa Fe. Un cantato sofferto come Jeffry Lee Pierce. Deserto del sud ovest americano e solitarie domeniche d&#8217;estate della suburbia milanese. Umori metropolitani e profondo respiro delle solitudini di un deserto di roccia. Scoperta recente: questo brano \u00e8 tratto da una canzone del duo Nancy Sinatra e Lee Hazlewood.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Yvonne La Nuit<\/em>. Un altro capolavoro desertico su un drumming percussivo marmoreo e solido, in perpetua iterazione, e con un synth ad evocare il fischio del vento. Un cantato iggypoppiano a fare da io narrante ad una musica che prende i Giant Sand e li fa incontrare con i primi Bad Seeds. Una canzone notturna e sofferta che scema le atmosfere noir dei Morphine e le dilata in uno spazio desertico senza tempo. Brano dal fascino noir e misterioso che al pari del brano precedente annichilisce la dicotomia fra atmosfera urbana ed atmosfera desertica. Ma soprattutto fa strame della concezione del tempo proprio perch\u00e9 \u00e8 senza tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>She Doesn&#8217;t Wanna Come Back<\/em>. Si cambia registro con questo dinoccolato rock&#8217;n&#8217;roll-psychobilly che fa la posta ai Cramps, sia nel cantato alienato e ubriaco sia nelle malate partiture di chitarra. Ma dietro lo psychobilly crampsiano si cela uno spirito legato alla primordialit\u00e0 del blues rurale d&#8217;anteguerra cos\u00ec come filtrato dagli Stones di <strong>Exile On Main Street<\/strong> per poi puntare dritto all&#8217;essenzialit\u00e1 del punk. Primigenia energia rock&#8217;n&#8217;roll messa a nudo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Losing Game<\/em>. La presenza di una tromba \u00e8 uno squillo di sofferta lacrima jazz in questa canzone intrisa di una blueseness di quelle che strappano le corde dell&#8217;anima. Blueseness capace anche di incontrare il soul perch\u00e9 in questa perla vi \u00e8 anche un mood soul. Nick Cave e Madrugada, questa volta s\u00ec che vi scorgo molto forte l&#8217;Heimat dei Madrugada. \u00c8 una di quelle ballad capaci di scuotere i pi\u00f9 romantici sentimenti proprio per la capacit\u00e0 di rimandare all&#8217;interno e sofferto mondo dei Madrugada, diversamente rispetto alle chitarre dolenti e riverberate alla Giant Sand che si sentono in pezzi precedenti. Poi la presenza della tromba ad infondere un morbido mood notturno di sofferta amabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Noise Of The Bomb<\/em>. Si prosegue nel solco del brano precedente con i Madrugada dietro l&#8217;angolo. Ma se prima vi era una forte componente emotiva adesso il tono si fa pi\u00f9 riflessivo e meditativo. Un basso scuro e profondo \u00e8 la struttura portante; il cantato \u00e8 il primo attore; le chitarre sono l&#8217;elemento esornativo, il ricamo. Per poi montare alla fine verso un&#8217;elevata sommit\u00e0 melodica. Brano di una vigorosa energia con chitarre rocciose, quasi epico nel suo incedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>New York Blues<\/em>. Il testo \u00e8 tratto da una poesia di Allen Ginsberg. \u00c8 un&#8217;impetuosa ballad che corre come un treno nella prateria. Bell&#8217;esempio di indie rock genuino e brioso, in perfetto stile anni \u00ec80 ma con uno sguardo anche alla nostra contemporaneit\u00e0. Il cantato traduce la narrazione poetica in sentita e sofferta recitazione. Il gioco di basso e batteria \u00e8 una corsa senza ostacoli. Le chitarre sono echi di luminescenza. In una sola parola: perfetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>After Midnight<\/em>. Il brano finale \u00e8 anche quello pi\u00f9 vicino ai Rolling Stones di <strong>Exile On Main Street<\/strong>. Gli Stones che incontrano il post-punk dei Birthday Party e si asciugano in asperit\u00e0 Stooges. Qui si avverte la capacit\u00e0 di costruire belle canzoni con quello spirito stradaiolo che dovrebbe essere il dogma di ogni rock&#8217;n&#8217;roll band che si rispetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Marco Fanciulli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/iragazzidelmassacro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">I Ragazzi Del Massacro<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=VbNYYTZsZ5Q\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>New Kind Of Sex<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Kvq4zpm7UhI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Big One<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il diorama meneghino del post-punk quale parusia illuminata del nuovo millennio. Diorama. Insieme di vedute dipinte che, per effetto di prospettiva e giochi di luce, danno alla spettatore l&#8217;illusione di un panorama naturale nelle varie ore del giorno. Vetrina nella quale elementi appartenenti al regno vegetale o al regno animale sono presentati in una ricostruzione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9227,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[1042,1],"tags":[2614,3854,3814],"class_list":["post-9225","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-nuove-uscite","category-recensioni","tag-i-ragazzi-del-massacro","tag-juvenile-street","tag-marco-fanciulli"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9225","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9225"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9225\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9231,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9225\/revisions\/9231"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9227"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.frastuoni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}