{"id":972,"date":"2014-03-03T06:58:14","date_gmt":"2014-03-03T05:58:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=972"},"modified":"2015-12-18T11:48:42","modified_gmt":"2015-12-18T10:48:42","slug":"geometric-visiondreamswiss-dark-night-2012","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=972","title":{"rendered":"GEOMETRIC VISION<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Dream\"<br\/>(Swiss Dark Night, 2012)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Geometric-Vision.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-973\" alt=\"Geometric Vision\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Geometric-Vision.jpg\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a>Un suono chiaro\/scuro, bello e sconcertante che riesce ad appassionare. Anzi, a colpire. La Napoli oscura ha generato i\u00a0Geometric Vision, tre appassionati di musica, prima ancora che musicisti: elemento indispensabile se si vuole comporre ed eseguire musica di un certo livello qualitativo. Il trio ha creduto in un progetto che ricrea, in chiave ammodernata, quell0onda fredda e minimale che rimanda molto alla tradizione francese di un tempo o tedesca di oggi, ma che sa proporre risonanze &#8211; esteriormente classiche o vintage &#8211; con occhi, mente e cuore attuali.<\/p>\n<p>Nati nel 2012 da un&#8217;idea dell&#8217;infaticabile Ago Giordano, cantante e autore dei testi (ben noto nell&#8217;underground partenopeo per essere un organizzatore di eventi, disk-jockey e membro di altri progetti musicali), i Geometric Vision hanno dato alle stampe il loro primo disco dal titolo benaugurale <strong>Dream<\/strong>, prodotto dalla Swiss Dark Night, la lungimirante etichetta indipendente che, gi\u00e0 da qualche anno, si occupa di promuovere la rock-scene pi\u00f9 oscura, giovane e contemporanea e che, a ben vedere, ha creduto nel progetto Geometric Vision.\u00a0Il disco attinge a un&#8217;idea di fondo ben radicata nei gusti e nelle capacit\u00e0 musicali dei tre elementi della band che d\u00e0 vita a 10 tracce musicali sapientemente poste in sequenza e accomunate dalla plastica voce, sognante e a tratti sinistra, del vocalist in un\u00a0unicum\u00a0che ci lascia piacevolmente sorpresi. Come l&#8217;incedere rapido e deciso di una sorgente che crea diversi torrenti, ognuno in piena, il disco comincia con la felpata <i>Chant D&#8217;Automne<\/i>, tratta dall&#8217;omonima poesia di Baudelaire (che ben crea l&#8217;atmosfera di tutto il disco) e prosegue con la nerissima <i>Solitude Of The Trees<\/i>, brano riconducibile al migliore post-punk, per poi passare alla pi\u00f9 ravvivata ed elettrica <i>Never Stop The Dance<\/i>. Molto piacevole \u00e8 anche la pi\u00f9 morbida <i>We Have No Time<\/i>, dal suono neo-wave, mentre la successiva <i>Skies<\/i>\u00a0(finora la pi\u00f9 apprezzata anche dai fans in rete), sensuale e melodica, ma dal basso travolgente, \u00e8 pi\u00f9 riconducibile a un suono minimal sofisticato, di derivazione tedesca. Molto bella (personalmente la migliore) \u00e8 l&#8217;accurata <i>In My Cold Room<\/i>, dalle atmosfere romantiche create da una chitarra chiara e vivace, cui segue un&#8217;altra traccia pi\u00f9 ballabile ed eccitata come <i>Two Rums (I Miss You) Four Rums (I Lost You)<\/i>\u00a0per tornare, di nuovo, con <i>Stranger<\/i>\u00a0a una sonorit\u00e0 pi\u00f9 cupa e nostalgica, piuttosto &#8217;80s. Penultima \u00e8 la seriosa ma di amabile spessore elettronico <i>I\u2019m In Space<\/i>\u00a0e, per finire, l&#8217;esangue title-track <i>Dream<\/i>, con evidenti richiami alla darkwave pi\u00f9 cava e appassionante.<\/p>\n<p><strong>Dream<\/strong> \u00e8 un disco che non va solo ascoltato, ma soprattutto &#8220;sentito&#8221; per essere apprezzato e per comprenderne le tante vene sottopelle. Solo cos\u00ec, attraverso i bravissimi Geometric Vision, ci possiamo rendere conto di quanto la musica pi\u00f9 oscura e profonda esiste ed \u00e8 sempre ben valutata, lontana e mai contaminata dalle logiche di mercato. E ci\u00f2 a dimostrazione che il genere continua a evolversi con i tempi perch\u00e9 non vuole restare imbrigliato nelle sue stesse tenebre. Per chi non ha tempo, calma e passione a sufficienza da potervi dedicare, c&#8217;\u00e8 sempre l&#8217;ennesimo disco di Lady Gaga. Noi altri, invece, aspettiamo il prossimo dei Geometric Vision!<\/p>\n<p>Line up: Ago Giordano (voce, synth, drum-machine), Roberto Amato (chitarra), Gennaro Campanile (basso).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Gaetano Cuomo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un suono chiaro\/scuro, bello e sconcertante che riesce ad appassionare. Anzi, a colpire. 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