LA PIRAMIDE DI SANGUE
"Sette"
(Boring Machines / Sound Of Cobra, 2014)

La Piramide Di SangueCon questo Sette, su Boring Maschines, il progetto torinese La Piramide Di Sangue, nome preso in prestito dal titolo della prima tape del loro leader Stefano Isaia a nome Gianni Giublena Rosacroce, da un seguito all’esordio Tebe uscito nel 2012 per la tedesca Sound Of Cobra. Sette gli strumentali contenuti nell’album, sette i membri che compongono la band alle prese con due chitarre, due bassi, un clarinetto, un sintetizzatore, batteria e percussioni, niente affatto alle prime armi, visti i loro trascorsi nei vari Movie Star Junkies, Gianni Giublena Rosacroce, King Suffy Generator, Love Boat Six Mistakes, Vermillion Sands, Dirty Sanchez, Murderocks, Vermilion Sands, Licenza Di Collina. Il disco presenta una copertina misterica ed inquietante che rimanda subito la mente alla parte orientale del globo, vuoi “medio” vuoi “estremo”, con tanto di drago in fiamme tra le cui zanne mette in mostra una sorta di “universo parallelo” circondato da uno scenario quasi “circense” di mostri in acido, scheletri umani, draghi sputa-fuoco, pianeti vaganti, lune e navicelle spaziali.

I brani si dimenano tra, suggestioni “mediterranee” che si aprono a trame nostalgiche in Baciati Dall’Acido e ad esplosioni di violenza sonica in Jetem, movenze “sahariane” dal piglio tribale in Non È Mia È Di Dio e arabeggianti su tappeti dai forti richiami wave in Esoterica Porta Palazzo (Porta Palazzo è un quartiere del centro storico di Torino). Sentori orientaleggianti profondamente psichedelici, spesso rumoristici, evaporano tra macchie sparse di musiche popolari tipicamente meridionali (Aperti Alle Sette), visioni cosmiche che collidono con movenze Tuxedomoon (Reggio Galassia), marce visionarie e robotiche (La Guerra Non Finirà) e rimandi a suggestioni di pellicole nostrane ambientate nel profondo sud dalle trame malavitose anche. Sun Ra, Agitation Free e Neu spuntano un po’ ovunque durante l’ascolto ma anche aperture molto care ai Giardini di Mirò. Un piacevole viaggio da incubo!

Salvatore Lobosco