A.V.
"Italia New Wave"
(Spittle, 2012)

New Wave ItalianaLe gemme della New Wave italiana rivivono nei solchi di un vinile. Mi piace riproporre, a distanza di più di un anno dalla sua uscita (Giugno 2012), per la sempre “attenta” label italiana Spittle Records, un documento sonoro “made in Italy” di notevole spessore storico/artistico. Parliamo di Italia Wave 1980-1986, compilation di bands nostrane, curata da Simome Fringuelli e nata da un’idea di Fred Ventura, coordinatore del progetto, già leitmotiv d’altre interessanti compilation e figura di primo piano negli anni ’80 fino ad oggi, in ambito new wave, poi italo-disco e infine electro-dance. L’accattivante copertina in giallo e nero, rappresentante un suggestivo sintetizzatore (Il famoso WASP), fa da cornice a ben 13 bands che hanno contribuito, nell’arco di 6 anni, in maniera personale, al suono electro-wave dei primi anni ’80, influenzati in particolar modo da artisti anglosassoni, dagli Ultravox ai Joy Division fino a Gary Numan, Human Legume e D.A.F., senza dimenticare le innovazioni musicali dei maestri tedeschi Kraftwerk o la matrice funky della no wave americana.

NeonSi parte con i fiorentini Neon, che aprono le robotiche danze con la coinvolgente My Blues Is You, edita in formato 12″ nel 1983. È un classico dell’elettronica “fredda”, sound di cui la band è sempre stata capostipite, riscuotendo consensi sia in Italia che all’estero. La voce inconfondibile di Marcello Michelotti, profonda e decisa, s’intreccia alle misteriose tastiere di Piero Balleggi, creando pathos e tensione. Lodevoli.

Si passa ai Pankow, con il pezzo God’s Deneuve, datato 1984, un caposaldo della band, anche loro fiorentini. Già ad un primo ascolto sprofondiamo subito nel caos industrial-dance che da sempre caratterizza il loro suono, geniali nel miscelare sperimentazione sonora ed elettronica di matrice EBM. La voce potente e aggressiva di Alex Spalck ci spaventa e sconvolge. Unici.

Entriamo nel vivo della compilations con i milanesi Le Masque, band attiva nella capitale lombarda già dal 1979, che ci propone una piccola gemma di puro post-punk sintetizzato. Mother And Son è nervosa e accelerata, il nostro stato emotivo è coinvolto in un vortice di suoni davvero affascinanti.

Forbidden Planet è invece la song che ci propongono i N.O.I.A., un italo–disco avvolta da un’elettronica genuina e di buona composizione, la voce di Bruno Magnani si sposa perfettamente con il suono creato dalla band. Da riascoltare con grande attenzione.

E giungiamo ai milanesi State Of Art, la band capitanata da Fred Ventura, agitatori della scena New Wave lombarda sin dai primi anni ’80, propongono qui un brano davvero avvincente, Your Eyes, un ritmo sincopato fa da sfondo ad un sound tribale di matrice post-punk davvero coinvolgente, la voce di Fred è ispirata, la chitarra è tagliente, il basso pulsa, la batteria è un vortice. Bravissimi.

Chiudono il lato A i Jeunesse D’Ivoire che, con il pezzo Days, grazie all’affascinante e sognate voce di Patrizia Tranchino, ci trasportano come in un soave viaggio, dentro suoni avvolgenti, ritmi cadenzati da tastiere suonate con sentimento. Avvincenti.

Il lato B si apre con il sinth-pop dei torinesi Monuments, intriganti, Oblivious è un gran pezzo nel suo genere, Andrea Costa e Mauro Tavella, non hanno remore, perfetti alchimisti della “materia” elettronica. Molti ricorderanno questa song come brano d’apertura del loro splendido mini-album “Age” del 1984.

Ecco i Rats con la loro Ces’t Disco, brano simbolo di un suono post-punk sperimentale e originale, prodotto nel 1981 da Red Ronnie e Oderso Rubini, il brano è un viaggio allucinato nella psiche umana, una minimal sinth dance per claustrofobiche visioni. Ad ogni ascolto più bella. Storici.

Fockewulf 190Arriviamo ai milanesi Fokewulf 190, band di culto, già il nome fa paura, ancor di più vi lascerà scossi l’agghiacciante composizione qui proposta, We Are Colder del 1986, la voce di Dario Dell’Aere è fredda e romantica come un mistero che sta per svelarsi, il suono che nasce dagli strumenti elettronici del tastierista Victor Life è “iniziatico”, lo stato vibrazionale sale trasportandoci nei labirinti del nostro inconscio, turbando la nostra stessa essenza. Geniali.

Tocca ai Luc Orient, che, con la loro Night In Paris, ci propongono un bel sound articolato e dinamico, mai banali, la canzone si avvale di una composizione non facile, tra funky, no wave ed elettronica, sonorità incisive che vanno a chiudersi in maniera più emozionale. Da riscoprire.

Passiamo agli Illogico, forse la band italiana più influenzata dai suoni provenienti nei primi ’80 dall’America, quella più funky wave. Abilità Motoria è un brano funky-disco, nervoso e ballabile, che va ad aprirsi pian piano grazie ad una voce monocorde e un giro di chitarra tagliente. Ottimo brano.

Continua il viaggio sonoro con i 2+2=5, altro gruppo storico della wave milanese, nati nel 1981 grazie all’incontro tra Nino La Loggia e Giacomo Spazio. Sono creatori di una minimal sinth originale e dinamica. Il pezzo qui proposto è la strumentale Mathematic ‘N Logarythm, con reminiscenze quasi kraut rock, prende vita grazie ad uso personale del sinth, caratterizzata da una cadenza romantica e visionaria. Uno dei pezzi più belli della compilation.

Chiudono un’altra band milanese, i La Maison, con esattezza Livio Fogli e Luigi Mussi, con la loro 40 Secondi, un post-punk schizoide e velocissimo, che dura quanto il titolo della canzone stessa, il tempo di colpirci dentro l’anima. Ottimo finale.

Un buon lavoro, che rende senza dubbio giustizia ai tanti artisti che hanno gravitato nella prima metà degli anni ’80 in Italia, e che hanno proposto musica valida e originale, a volte vedendo il proprio lavoro apprezzato più all’estero che in Italia. Se pensate ancora che la New Wave sia stato solo un “fatto” esterofilo, andate ad acquistare questo vinile, cambierete del tutto idea!

Marco Pantaleone