A.V. 
“Dischi Da Buttare Vol. 2” 
(Intersezioni / MM&T Creative Lab, 2020)

L’etichetta techno milanese Intersezioni è una realtà indipendente autoprodotta e autofinanziata da un collettivo di giovani DJ e producer formatisi alla facoltà di elettronica del Conservatorio “Giuseppe Verdi”, che dal 2015 si sono fatti le ossa nella scena underground meneghina movimentando i dancefloor dei club dall’approccio più sperimentale – come Dude, Macao e Discosizer – e che oggi, in collaborazione con MM&T Creative Lab hanno dato alle stampe un doppio EP in vinile limited edition dal provocatorio titolo Dischi Da Buttare: 2 volumi, il primo pubblicato ad aprile 2019, il secondo solo lo scorso 14 febbraio, per un totale di 8 avvolgenti tracce – tutt’altro che da buttare – la cui energica impronta industrial non comporta necessariamente una rinuncia alla profondità e all’emozione dello spazio nel suono.

In entrambi i volumi – disponibili anche in streaming su youtube e bandcamp – sono quattro i producer coinvolti che si alternano al mixer: Lucretio, Domenico Cipriani, autoproclamato fanatico dell’analogico e del vinile noto per la sua impronta garage; Albanish People, nickname del polistrumentista e performer Jacopo Biffi; Dove Quiete, aka Guglielmo Prati, art director di MMT Creative Lab e parte del collettivo Mecenate Tribù, e Stic alias Jacopo Salvatore, quest’ultimo ospite di Frastuoni per un’intervista esclusiva in occasione della nuova release Dischi Da Buttare Volume 2.

L’EP si apre con la traccia di Lucretio Garbage Collector: ad un rapido e ossessivo riff di basso monotonale si accavallano texture metalliche di blip computerizzati alla Kraftwerk, mentre la pausa sospesa a metà brano sembra presagire uno stato di allarme: il risultato è tanto teso e sinistro quanto adrenalinico.

Il lato A prosegue sull’impronta industrial ma a tinte più cupe con il brano Radura firmato da Dove Quiete: incessanti frastuoni di inesorabili macchinari industriali tessono una base dal suono sporco, farraginoso, amaro e vibrante, fino a quando a metà traccia non si spalanca un oceano di avvolgenti ondate synth in 3d che sembra dare respiro ed aprire una via di fuga.

Col lato B ci si tuffa nel vortice a tinte acide di Nel Cielo prodotto da Albanish People: su un serrato beat rave in un crescendo tritacarne, mitragliate di scale armoniche si susseguono frenetiche raggiungendo picchi vertiginosi, mentre all’orizzonte una melodia in minore alla Vangelis pare annunciare tempi apocalittici.

L’EP si conclude con il pezzo di Stic Levita, forse il brano più melodico del disco, in cui morbidi e caldi synth sospesi danno all’atmosfera sonora un senso di leggerezza e luminosità: un deciso omaggio alla trance anni ’90 – Chemical Brothers su tutti – rivisitata in chiave rave contemporanea.

Livio Piantelli