{"id":10230,"date":"2023-12-21T18:58:52","date_gmt":"2023-12-21T17:58:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.frastuoni.it\/?p=10230"},"modified":"2023-12-21T18:58:52","modified_gmt":"2023-12-21T17:58:52","slug":"capolavori-musicali-senza-tempograteful-deadblues-for-allahgrateful-dead-records-1975","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.frastuoni.it\/?p=10230","title":{"rendered":"Capolavori musicali senza tempo<br>GRATEFUL DEAD<br>&#8220;Blues For Allah&#8221;<br>(Grateful Dead Records, 1975)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-10231\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Grateful-Dead-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Grateful-Dead-1.jpg 250w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Grateful-Dead-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>I Grateful Dead entrarono in uno stato di attivit\u00e0 latente nell&#8217;autunno del 1974 che dur\u00f2 fino alla primavera dell&#8217;anno successivo, quando la band si riun\u00ec nuovamente a Mill Valley California, presso gli Ace Studios di Bob Weir per registrare <strong>Blues For Allah<\/strong>, il terzo disco ad essere pubblicato dalla loro etichetta Grateful Dead Records. Quando l&#8217;album arriv\u00f2 sugli scaffali nel settembre del 1975, la band non era ancora ufficialmente in tourn\u00e9e, sebbene avesse suonato alcuni concerti a San Francisco. Ovviamente questa insolita pausa e tutto il tempo libero a loro disposizione, aveva portato beneficio ai Dead poich\u00e9 <strong>Blues For Allah<\/strong>, pi\u00f9 di qualsiasi altro loro lavoro in studio passato o futuro, li cattura nella loro forma pi\u00f9 naturale e ispirata: concentrati a lavorare sulla creazione di stili piuttosto che essere semplicemente eclettici o sintetizzarne altri gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;apertura con la combinazione di <em>Help On The Way<\/em>, <em>Slipknot!<\/em> e <em>Franklin&#8217;s Tower<\/em>, che nelle performance dal vivo sarebbe diventata uno dei loro migliori veicoli esplorativi, \u00e8 la salutare fotografia di una suite sfaccettata in debito tanto con il Miles Davis di <strong>E.S.P.<\/strong>\u00a0quanto con qualsiasi idea musicale i Grateful Dead avessero gi\u00e0 proposto in passato. Pezzi come <em>Slipknot!<\/em> e <em>Franklin&#8217;s Tower<\/em> contengono infatti cambi di accordi, progressioni e indicazioni di tempo che diventano intricati e allettanti enigmi musicali da risolvere per Jerry Garcia e soci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro pezzo altamente evoluto come <em>King Solomon&#8217;s Marbles<\/em> mette in luce, tra le altre cose, un lavoro sfrenato alla tastiera Fender Rhodes che mostra pi\u00f9 di una semplice sfumatura di ispirazione nei confronti di un illustre jazzista come Herbie Hancock. Queste tracce pi\u00f9 dirette contrastano con il delicato haiku musicale e lirico di <em>Crazy Fingers<\/em> contenente alcune delle immagini elegiache pi\u00f9 toccanti del paroliere Robert Hunter. L&#8217;assolo di chitarra di Bob Weir nello strumentale <em>Sage &amp; Spirit<\/em>, dove la leggera melodia acustica si tinge di un arrangiamento altrettanto affascinante, rimane l&#8217;ennesimo momento da incorniciare e rappresenta uno dei suoi apici pi\u00f9 ispirati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-10232 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Grateful-Dead-2-238x300.jpg\" alt=\"\" width=\"238\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Grateful-Dead-2-238x300.jpg 238w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Grateful-Dead-2-119x150.jpg 119w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Grateful-Dead-2.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 238px) 100vw, 238px\" \/>Una citazione tutta speciale merita la conclusiva title track, dove i tempi si fanno pi\u00f9 dilatati con lo scopo di ricreare l&#8217;atmosfera on stage di un loro concerto. Un pezzo arricchito da un canto ipnotico e rituale nel quale il contrasto fra tensione elettrica e rilassatezza acustica si sposa alla perfezione riallacciandosi al tradizionale mood psichedelico del gruppo. <strong>Blues For Allah<\/strong> codifica il suono della maturit\u00e0 dei Grateful Dead in un lucidissimo insieme di canzoni dai toni delicati, con qualche inserto elettrico che tuttavia non turba il suo pacifico incedere. Un episodio che abbandona ogni velleit\u00e0 sperimentale, riallacciandosi alla tradizione musicale statunitense gi\u00e0 proposta in capolavori pregevoli come <strong>Workingman&#8217;s Dead<\/strong> e <strong>American Beauty<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi solchi la proposta musicale dei Dead appare sostanzialmente lineare, di grande mestiere e caratterizzata dal cantato trasognato e dalla sempre brillante chitarra di Jerry Garcia, ottimamente sorretta dal resto del gruppo. Una sorta di musica meditativa e rilassante, sempre basata su melodie con un andamento svolazzante che frena il suo impatto commerciale ma che sembra scorrere nelle vene di chi riesce ad apprezzarla, immergendosi anima e corpo, come un magico liquido rigenerante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Blues For Allah<\/strong>, con la sua copertina che mostra un&#8217;illustrazione di Phillip Garris (The Fiddler) con l&#8217;iconica immagine di uno scheletro con i capelli bianchi scarmigliati che suona il violino seduto alla finestra di un tempio antico, rimane, nonostante alcune critiche negative al momento della sua pubblicazione, una delle opere pi\u00f9 ispirate e pi\u00f9 intense dei Grateful Dead di quel particolare frangente. Un piccolo classico da riscoprire senza alcun indugio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Marco Galvagni<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dead.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Grateful Dead<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/gratefuldead\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Social<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=55TOIJxKc74&amp;list=OLAK5uy_khc3g5i8poxKSR1IMY0epABITYMVgh_rg&amp;index=2&amp;ab_channel=GratefulDead-Topic\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Franklin&#8217;s Tower<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=R3nnKQ-mMYI&amp;list=OLAK5uy_khc3g5i8poxKSR1IMY0epABITYMVgh_rg&amp;ab_channel=GratefulDead-Topic\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>King Solomon&#8217;s Marbles<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=V7-LZbEMnk0&amp;list=OLAK5uy_khc3g5i8poxKSR1IMY0epABITYMVgh_rg&amp;index=6&amp;ab_channel=GratefulDead-Topic\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Sage &amp; Spirit<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Grateful Dead entrarono in uno stato di attivit\u00e0 latente nell&#8217;autunno del 1974 che dur\u00f2 fino alla primavera dell&#8217;anno successivo, quando la band si riun\u00ec nuovamente a Mill Valley California, presso gli Ace Studios di Bob Weir per registrare Blues For Allah, il terzo disco ad essere pubblicato dalla loro etichetta Grateful Dead Records. 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