{"id":13476,"date":"2024-05-07T17:18:34","date_gmt":"2024-05-07T15:18:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.frastuoni.it\/?p=13476"},"modified":"2024-05-07T17:22:44","modified_gmt":"2024-05-07T15:22:44","slug":"paul-auster-1947-2024nulla-e-reale-tranne-il-caso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.frastuoni.it\/?p=13476","title":{"rendered":"PAUL AUSTER: (1947-2024)<br>&#8220;Nulla \u00e8 reale tranne il caso&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-13478\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-1.jpg 250w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>&#8220;Cominci\u00f2 con un numero sbagliato, tre squilli di telefono nel cuore della notte e la voce all&#8217;apparecchio che chiedeva di qualcuno che non era lui. Molto tempo dopo, quando fu in grado di pensare a ci\u00f2 che gli era accaduto, avrebbe concluso che nulla era reale tranne il caso.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 l\u2019incipit di &#8220;Citt\u00e0 di vetro&#8221;, apparso come racconto nel 1985 e poi pubblicato due anni dopo come primo dei tre episodi che compongono &#8220;Trilogia di New York&#8221;, un&#8217;indagine che si rivela un viaggio iniziatico nei grovigli delle identit\u00e0, dove le copie si moltiplicano a dispetto dell&#8217;originale, come nei labirinti di specchi del luna park, diventato in poco tempo uno dei testi di riferimento della narrativa americana postmoderna; un incipit fulminante, che potrebbe, con una certa dose di azzardo, rappresentare anche il manifesto della letteratura di Paul Auster, scomparso dopo una lunga malattia il 30 aprile 2024 a Brooklyn all&#8217;et\u00e0 di 77 anni, al termine di una vita tribolata fatta di matrimoni avventurosi e divorzi, drammi personali, miseria e relativa agiatezza, mestieri pi\u00f9 vari e che infine lo ha visto paladino della nuova letteratura americana a fianco di Don De Lillo e Thomas Pynchon ma completamente diverso da loro, meno solipsista e misantropo Auster, pi\u00f9 propenso ad abbracciare le giuste cause, capace di creare un proprio mondo artificiale dove Jacques Lacan, Samuel Beckett ed Edgar Allan Poe si danno idealmente la mano e le storie vere si intrecciano con quelle fittizie. Una voce fantasma al telefono, dicevamo, e la &#8220;musica del caso&#8221; a dettare lo spartito di vite vissute spesso rasoterra, quasi per inerzia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come quella di Sid (&#8220;La notte dell&#8217;oracolo&#8221; 2004), uno scrittore che, dopo aver acquistato un taccuino, \u00e8 impegnato a scrivere un romanzo che ben presto si intreccia con la sua vita fino al punto dal rendere indistinguibile la finzione dalla realt\u00e0; o come quella di John Nash (&#8220;La musica del caso&#8221; 1990), che dopo aver incontrato un professionista del poker e perso una partita giocata nella magione di due eccentrici miliardari, Flower e Stone (la scelta dei nomi, in Auster, non \u00e8 mai lasciata al &#8230; caso), partita che aveva come posta la libert\u00e0, si vede costretto dai due proprietari a costruire un muro con le pietre di un vecchio castello. O come la vita dell&#8217;August Brill di &#8220;Uomo nel buio&#8221; (2008), un critico letterario in pensione che, per dimenticare le tragedie della vita e dopo aver letto per una vita i libri degli altri, si inventa un romanzo nella sua testa con protagonista uno sfortunato prestigiatore; o il Nathan Glass di &#8220;Follie di Brooklyn&#8221; (2005), impegnato a scrivere &#8220;il libro della follia umana&#8221;, peccato che il caso, sempre lui, abbia deciso diversamente. Il romanzo nel romanzo, quindi, che nella prosa di Auster sancisce, una volta per tutte, che il mondo \u00e8 governato dall&#8217;imprevedibile, sempre in agguato nel percorso che ci \u00e8 dato da compiere nella vita, in un gioco di ruolo aperto a infinite possibilit\u00e0 alternative, dove tutto sembra identico e fungibile. \u00c8 nella solitudine che i personaggi scoprono il doppio, in un eterno processo di scrittura e riscrittura della propria esistenza che \u00e8 anche ricerca dell&#8217;io pi\u00f9 profondo, celato dietro innumerevoli maschere quotidiane, perch\u00e9 poi &#8220;\u00e8 solo nel buio della solitudine, che inizia l&#8217;opera della memoria, e la memoria \u00e8 lo spazio in cui le cose accadono per la seconda volta&#8221; (da &#8220;L&#8217;invenzione della solitudine&#8221; 1982).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13479 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-2-201x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-2-201x300.jpeg 201w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-2-100x150.jpeg 100w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-2.jpeg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/>E allora non pu\u00f2 certo essere un caso se &#8220;4321&#8221; (2017) rappresenta il &#8220;libro&#8221; di Paul Auster, racconto dell&#8217;esistenza umana e delle sue innumerevoli possibilit\u00e0, e la combinazione delle vite dei quattro Ferguson, un cammino che non pu\u00f2 procedere in linea retta ma \u00e8 frutto di porte che si aprono e chiudono sulla spinta della forza imponderabile di accadimenti che non possono essere previsti n\u00e9 tantomeno controllati, \u00e8 l&#8217;ideale sintesi di quella del loro autore, laddove &#8220;&#8230; il mondo effettivo era solo una piccola parte di mondo, poich\u00e9 la realt\u00e0 consisteva anche in quello che sarebbe potuto succedere ma non era successo &#8230;&#8221;. E se, come direbbero i teorici del Gestalt, l&#8217;insieme che ne risulta \u00e8 diverso e maggiore della somma delle singole parti, la percezione combinatoria che ipnotizza il lettore sembra essere stata plasmata dall&#8217;opus di uno scrittore-demiurgo, l&#8217;ultimo sopravvissuto dopo la scomparsa dei suoi personaggi, abitante di una New York reale e allo stesso tempo fantastica, popolata da prosaici fantasmi di un passato nostalgico e magari non ancora irrimediabilmente corrotto dai cambiamenti di una gentrificazione selvaggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se il rischio dell&#8217;autocompiacimento, del mero giochino meta-letterario, \u00e8 dietro l&#8217;angolo, \u00e8 la stessa struttura della prosa di Auster a venire in soccorso dell&#8217;autore; una prosa che non accarezza mai il lettore con fare condiscendente; una prosa spesso colloquiale, strutturata in edifici sintattici che, anche quando assumono una forma extralarge, risultano al contempo leggeri, costruiti con paragrafi ritmati che paiono guidati da una musica ammaliante e sincopata di sottofondo. Gi\u00e0 malato, Paul Auster concepisce il suo ultimo romanzo nella sua amata Brooklyn. E, se nel corso della sua carriera letteraria i giochi di specchi narrativi sembrano in definitiva avere avuto lo scopo di rivelare frammenti di s\u00e9 attraverso i personaggi e le loro esistenze, allora &#8220;Baumgartner&#8221; (2023) non pu\u00f2 che rappresentare il bilancio di una intera vita, che chiude idealmente il percorso iniziato con &#8220;L&#8217;invenzione della solitudine&#8221;, e l&#8217;ironia e il fatalismo che fanno da sfondo alla vicenda umana del professore di filosofia Seymour Baumgartner, sono gli stessi del suo inventore, che in un letto d&#8217;ospedale, nell&#8217;attesa dell&#8217;inevitabile, non pu\u00f2 che specchiarsi in quella sorta di malattia che lo ha accompagnato negli anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-13480\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-3-198x300.png\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-3-198x300.png 198w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-3-99x150.png 99w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-3.png 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/>&#8220;Scrivere \u00e8 un&#8217;influenza, un&#8217;infezione dello spirito, e pu\u00f2 colpire chiunque in qualsiasi momento.&#8221; (Paul Auster). Qui l&#8217;autore sembra ritrovare la sua identit\u00e0 ebraica pi\u00f9 complessa e nascosta, in cui ironia e fatalismo fanno da sfondo alla vicenda umana del professore di filosofia Seymour Baumgartner, che da dieci anni, dal giorno in cui la moglie Anna \u2014 traduttrice e poetessa dal talento vibrante e pudico \u2014 \u00e8 morta in un banale incidente di mare, a Capo Cod, ha sostanzialmente smesso di vivere, e, nell&#8217;attesa dell&#8217;inevitabile, non pu\u00f2 che dedicarsi a quella sorta di malattia che \u00e8 la scrittura. Gi\u00e0, perch\u00e9 &#8220;Scrivere \u00e8 un&#8217;influenza, un&#8217;infezione dello spirito, e pu\u00f2 colpire chiunque in qualsiasi momento.\u201d (Paul Auster). I giochi di specchi narrativi di Auster sembrano avere lo scopo di rivelare se stesso e frammenti della propria vita attraverso i suoi personaggi e le loro esistenze e una prosa sempre originale e intensa anche e soprattutto in questo suo Baumgartner che condensa la sua tumultuosa esperienza di vita in cerca di nuove ispirazioni o della pace prima della fine. Compone periodi che toccano le 554 parole, riuscendo a non sbilanciare la frase, a strutturare edifici sintattici giganteschi ma leggeri, composti, cristallini. E poi lo stile vero e proprio, il registro. Raramente Auster sceglie di essere espressivo, quasi mai si permette parole forti o aforismi (e, nelle interviste, ha dimostrato che se volesse riempirci di belle frasi da isolare e citare sui social ne sarebbe capace). Il registro \u00e8 rigidamente medio, a un passo dalla banalit\u00e0 e da un grigiore che, tuttavia, nel ritmo complessivo dei paragrafi, vengono sempre scongiurati diventando musicalit\u00e0 e meraviglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13481 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-4.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-4.jpg 250w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Paul-Auster-4-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>August Brill \u00e8 un critico letterario in pensione e vive nel Vermont a casa della figlia per rimettersi da un incidente automobilistico che l&#8217;ha reso quasi invalido. Soffre di insonnia. Per tenere occupati i pensieri nelle ore in cui giace immerso nel buio, si inventa storie che lo conducano lontano dalla sua vita, lontano dalle storie vere che preferirebbe dimenticare: la morte recente della moglie Sonia e l&#8217;orribile assassinio, in Iraq, del ragazzo della nipote, Titus, che lavorava laggi\u00f9. Brill ha passato la vita a leggere i libri degli altri e adesso prova sollievo a inventare romanzi nella propria testa: immagina cos\u00ec un&#8217;America che si sfalda nel 2000, al momento della prima contestatissima elezione di George W. Bush. In questo paese parallelo, diviso tra stati che da quattro anni si combattono in una devastante guerra civile, non \u00e8 avvenuto l&#8217;attentato dell&#8217;11 settembre 2001 e il conflitto in Iraq non \u00e8 mai esistito. Nelle ore centrali della notte il percorso di Owen Brick, il protagonista di questa vicenda, un simpatico prestigiatore coinvolto, suo malgrado, in una trama alla quale non riesce a sottrarsi, si conclude tragicamente. E quando la nipote, Katya, anch&#8217;essa insonne, lo raggiunge nelle prime ore del mattino, Brill capisce che non pu\u00f2 pi\u00f9 sfuggire ai racconti veri, alla storia della sua vita. Il &#8220;romanzo nel romanzo&#8221; per me \u00e8 la cosa migliore del libro; sviluppa il tema secondo cui &#8220;il mondo \u00e8 governato dal caso. L&#8217;imprevedibile \u00e8 in agguato ogni giorno nella nostra vita, una vita che pu\u00f2 esserci sottratta in qualsiasi momento \u2013 e senza motivo&#8221; in un crescendo avvincente, in cui la vita di Nick improvvisamente deraglia (a un certo punto va in aeroporto e prende a caso il primo volo che parte, trovandosi a Kansas City) fino al punto di ficcarsi in un guaio tremendo. E qui Sid, non sapendo come andare avanti, ed entrato in crisi anche per altri motivi, si blocca ed anzi fa a pezzi il taccuino; nel che intravedo un certo autocompiacimento austeriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Maurizio Fierro<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Link<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/ilmestierediscrivere.com\/2015\/07\/31\/paul-auster-dentro-la-scrittura-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paul Auster<\/a> (Interviste, miscellanea)<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Paul_Auster\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bibliografia<\/a> (fonte: Wikipedia)<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/paul-auster.com\/?fbclid=IwAR3f6iukLLsRcBhu2IqUnXxOaIPTOoI8soNmjME5FEcZSQsOKem_3suzqE0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paul Auster<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/auster.paul\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Facebook<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cominci\u00f2 con un numero sbagliato, tre squilli di telefono nel cuore della notte e la voce all&#8217;apparecchio che chiedeva di qualcuno che non era lui. 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