{"id":13512,"date":"2024-05-13T10:49:00","date_gmt":"2024-05-13T08:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.frastuoni.it\/?p=13512"},"modified":"2024-05-13T10:49:55","modified_gmt":"2024-05-13T08:49:55","slug":"lothar-and-the-hand-peoplespace-hymnscapitol-records-1969","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.frastuoni.it\/?p=13512","title":{"rendered":"LOTHAR AND THE HAND PEOPLE<br>&#8220;Space Hymns&#8221;<br>(Capitol Records, 1969)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-13513\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-1.jpg 250w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>&#8220;\u00c8 country elettronico, una specie di musica divertente suonata da nani pazzi, ed \u00e8 davvero bello da ascoltare. Non c&#8217;\u00e8 tensione qui, no forze stridenti in guerra tra loro. Pu\u00f2 sembrare strano che New York, la citt\u00e0 che deifica la velocit\u00e0 e la follia, possa produrre questa musica, ma \u00e8 come se Lothar And The Hand People avessero attraversato questa follia e ne fossero usciti dall&#8217;altra parte, sorridendo.&#8221;. Cos\u00ec si espresse Lenny Kaye su Rolling Stone a proposito di questa stravagante formazione newyorkese. Le parole di Lenny Kaye sono garanzia di autenticit\u00e0. Stiamo parlando di uno dei principali filologi, produttori discografici e scrittori di letteratura rock mai esistiti. Collaboratore nei testi di Patti Smith e membro dello stesso Patti Smith Group. Collaboratore e produttore discografico per una rosa di nomi importanti della controcultura rock (Jim Carroll, REM, Suzanne Vega) e soprattutto curatore della celebre antologia <strong>Nuggets<\/strong>, la raccolta che rivel\u00f2 al mondo intero perle oscure dello psych-garage sixties, un&#8217;antologia di importanza basilare uscita nel 1972 che influenz\u00f2 anche la cultura punk a venire ed uno dei capisaldi di tutta la musica underground di ogni tempo. Lenny Kaye \u00e8 un mostro sacro della controcultura newyorkese e fu grazie a lui che potei arrivare ai Lothar And The Hand People. Quando ancora non c&#8217;era internet, recuperare informazioni su oscure informazioni di culto della fine degli anni &#8217;60 era un&#8217;impresa ardua in Italia. Bisognava conoscere l&#8217;inglese almeno a livello scolastico perch\u00e9 riferimenti in italiano se ne trovavano pochi e quei pochi erano per di pi\u00f9 approssimativi. C&#8217;erano autori illuminati come Matteo Guarnaccia che qualche dritta riuscivano a darla. C&#8217;erano riviste di settore come Rockerilla, che dedicavano uno spazio a oscure perle underground di quel periodo. E poi c&#8217;erano le fanzine, ciclostili di un manipolo di carbonari che nell&#8217;italietta provinciale e democristiana cercavano di portare avanti un discorso di archeologia psych di fine sixties, trattando numerose gemme oscure che altrimenti sarebbero rimaste sconosciute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo era il meglio che si poteva trovare in Italia. Altrimenti ci si doveva affidare alla competenza dei negozianti e dei venditori di vinli; non certo ai commessi dei megastore che ne sapevano meno del fattorino che consegnava a mio padre le bollette, ma ai titolari di piccoli negozi di nicchia che hanno sempre portato avanti con passione e sacrificio la loro attivit\u00e0 e che erano costantemente in prima linea nel documentarsi sulla materia. L&#8217;alternativa era conoscere l&#8217;inglese, non dico una conoscenza da letteratura shakespeariana ma una buona e solida base scolastica, e affidarsi alle riviste di settore come Ptolemaic Terrascope. Oppure alle ristampe in CD di questi lavori misconosciuti: uno dei grossi pregi delle ristampe in CD e in vinile di album culto della psichedelia di fine &#8217;60 e dell&#8217;heavy-psych dei primi &#8217;70 non \u00e8 stato soltanto la possibilit\u00e0 di poter accedere a dei dischi che altrimenti era praticamente impossibile (gli originali costano cifre da accendere un mutuo &#8230; ma prima di tutto trovarli era un&#8217;impresa ardua e difficoltosa) ma \u00e8 anche l&#8217;accurata messe di informazioni, precise, argomentate e circostanziate, che si potevano leggere sulle copertine o sui bugiardini delle edizioni in CD.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13514 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-2-183x300.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-2-183x300.jpg 183w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-2-91x150.jpg 91w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-2.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 183px) 100vw, 183px\" \/>Lothar And The Hand People provengono da Denver, Colorado, ma si trasferirono a New York. Gi\u00e0 questo la dice lunga, anzi, poco meno che tutto. New York alla fine degli anni &#8217;60 \u00e8 una metropoli che ha accolto il verbo psichedelico proveniente dalla California, per\u00f2 di riflesso e in una maniera che nulla aveva a che vedere con la West Cost. Nel DNA della Grande Mela \u00e8 sempre esistito un Giano bifronte. Il primo volto \u00e8 quello di un&#8217;avanguardia artistica che \u00e8 figlia dell&#8217;afflato europeo che da sempre contraddistingue la metropoli nordamericana (che trova il suo nadir nel MOMA e nel Guggenheim Museum), nel senso che \u00e8 la metropoli che meglio delle altre ha saputo accogliere le istanze avanguardistiche di tutte le forme d&#8217;arte provenienti dal vecchio continente e a farle sue. Il volto speculare a questa ricerca colta \u00e8 una controcultura che attinge dal marcio dei bassifondi &#8211; parliamo di una New York che poco o nulla aveva a che fare con l&#8217;attuale citt\u00e0 ripulita dalla storica zero tolerance del sindaco Giuliani &#8211; e la rende poesia, la poesia di un&#8217;aspra, perversa e sanguinolenta marginalit\u00e0. Una New York che parte dai Velvet Underground, passa per i Suicide e il movimento no-wave e termina con il sanguinoso canto del cigno degli Unsane negli anni &#8217;90. Lothar And The Hand People fanno parte della New York underground dell&#8217;ultimo scorcio degli anni &#8217;60. Da questa New York elaborano una loro personale visione della psichedelia. Completamente diversa da referenti californiani che sono legati ad un tipo di sperimentazione, sull&#8217;impianto armonico e melodico della creazione musicale, che rielabora, sotto una nuova luce, i canoni della tradizione americana che vanno dal country e blues al rock&#8217;n&#8217;roll. Invece Lothar And The Hand People partono da un discorso musicale grezzo e quasi lo-fi, lo rivestono di un abito psicotico e lo condiscono con elementi presi dall&#8217;avanguardia elettronica. Utilizzano il theremin nelle loro composizioni e prima ancora dell&#8217;avvento del prog fanno uso del sintetizzatore moog. Quest&#8217;ultimo venne loro procurato da Robert Margouleff della Tonto&#8217;s Expanding Head Band, un&#8217;altra compagine molto interessante di fine sixties che fa uso dell&#8217;elettronica. Il theremin \u00e8 uno strumento che prende il nome dallo scienziato russo che lo invent\u00f2: Lev Theremin. Consiste in un&#8217;antenna, posizionata su una cassa armonica, la quale produce delle oscillazioni che con il movimento della mano intorno all&#8217;antenna diventano note musicali amplificate dalla cassa. Uno dei primissimi strumenti elettronici della storia. Il moog \u00e8 un sintetizzatore a tastiera, inventato dall&#8217;ingegnere americano Robert Moog, capace di produrre un ampio spettro cromatico di suoni. \u00c8 lo strumento principe del prog inglese, quello che consacrer\u00e0 alla fama musicisti come Keith Emerson e Rick Wakeman.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Lothar And The Hand People sono molto vicini ad altre due compagini newyorkesi pi\u00f9 di quanto sembra. Parliamo dei Velvet Underground e dei Silver Apples, fatto che testimonia una comune Heimat sperimentale legata alla citt\u00e0 di New York. Con i Velvet Underground condividono l&#8217;incontro fra un suono pi\u00f9 grezzo del rock e la sperimentazione avanguardistica, la capacit\u00e0 di creare un ponte diretto fra queste due componenti senza ricorrere a elaborate alchimie e passaggi intermedi. Con i Silver Apples hanno in comune la produzione di un tipo di sound metropolitano, alienato e psicotico che nasce da istanza lisergica e utilizzo di elettronica pionieristica. Ma la band newyorkese ha anche dei punti in comune con Frank Zappa e Captain Beefheart. Da entrambi hanno assimilato l&#8217;espediente della decostruzione della materia sonora che non \u00e8 deroga di dissonanza ma edificazione di una nuova estetica formale sonora. Il brano viene destrutturato in una maniera che potremmo definire dadaista: nel senso di una decodifica concepita allo scopo di creare una nuova forma di arte e non una gratuita destrutturazione dei canoni della canzone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-13515\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-3-182x300.jpg\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-3-182x300.jpg 182w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-3-91x150.jpg 91w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-3.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 182px) 100vw, 182px\" \/>Quindi i Beatles. I quattro ragazzi di Liverpool che con le loro melodie pop hanno conquistato il mondo. Sono un altro punto di riferimento per Lothar And The Hand People, al punto che alcuni brani potrebbero essere scambiate per delle outtake degli Scarafaggi. Ma qui vado ancora oltre: e se Lothar And The Hand People avessero scoperto il segreto dei Beatles? Quello di avere inventato l&#8217;arty-pop? Si perch\u00e9, per uno strano processo di rivelazione, ascoltando i primi si perviene alla conclusione che i ben pi\u00f9 celebri secondi hanno inventato l&#8217;arty-pop e sempre i primi ne hanno valorizzato il nous intrinseco. Al punto che dell&#8217;arty-pop beatlesiano ne hanno fatto una loro propria variante in nome di un psych-arty-pop pregno di umori freak. Il freak \u00e8 un altro elemento. L&#8217;ontologica attitudine portata alla stravaganza del freak che contraddistingue questa formazione. Un modo di essere freak che non \u00e8 solo esteriorit\u00e0 anticonvenzionale ma prassi esistenziale di un modo di sentire la musica e la vita, anche con il dolcificante di una leggerezza pop, che pu\u00f2 essere pi\u00f9 efficace di tanti platealismi esibiti. Poi un essere freak portato avanti con ludica signorilit\u00e0, il messaggio espresso con quella dose di bon-ton ironico, tutt&#8217;altro che l&#8217;istrionismo graffiante. Anche nell&#8217;essere freak sono zappiani, per\u00f2 il lato pi\u00f9 galante della zappianeria. Anche l&#8217;utilizzo dell&#8217;elettronica va letto con il giusto approccio. Tutt&#8217;altro che un&#8217;elettronica povera di musicisti che non hanno le basi in fatto di avanguardia elettroniche e vogliono semplicemente creare un maquillage ludico. L&#8217;uso dell&#8217;elettronica \u00e8 sapiente, dimostra una certa conoscenza della materia. Non c&#8217;\u00e8 invasione di campo del mezzo elettronico ma la giusta calibratura per creare il necessario equilibrio di masse sonore, senza prevaricazione e senza disarmonia delle parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parla, pi\u00f9 che di eccentricit\u00e0, di un eclettismo. Per\u00f2 prima ancora che di eclettismo psichedelico sarebbe pi\u00f9 corretto associare l&#8217;attributo eclettico ad un ambito concettuale pop. Perch\u00e9 il sound dei Lothar And The Hand People \u00e8 una forma originale e poliedrica di musica pop. La psichedelia \u00e8 un discorso tangenziale (siamo a New York, citt\u00e0 che ha sempre accolto tangenzialmente la psichedelia californiana); non \u00e8 un elemento di costrutto se vediamo in essa la classica prassi di allargare l&#8217;area della coscienza e di imbarcarsi in viaggi allucinati in preda a stati allucinatori. Diciamo che qui assume il ruolo di una veste, un abito stilistico che arricchisce la bisogna solo sul piano formale. Non \u00e8 il fine ultimo: questo \u00e8 rappresentato dalla creazione di un pop obliquo che \u00e8 capace di sensazioni psicotiche ma rifugge da potenti slanci lisergici. E qui chiudiamo il cerchio con l&#8217;assunto espresso da Lenny Kaye: la band ha saputo metabolizzare i ritmi convulsi della Grande Mela e andare oltre alla follia collettiva della quale gli stessi sono fonte. Hanno varcato una soglia e sono passati dall&#8217;altra parte depurati e con uno strato di ironia freak. In un certo senso hanno ridicolizzato la frenesia della megalopoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13516 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-4-300x182.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-4-300x182.jpg 300w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-4-150x91.jpg 150w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lothar-And-The-Hand-People-4.jpg 412w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Quella dei Lothar And The Hand People \u00e8 avanguardia pop pura, immersa nella cultura di fine sixties, ma avulsa dalla prassi dominante di quella cultura, e cio\u00e8 la psichedelia di stampo westcoastiano. Loro riflettono l&#8217;humus artistico di New York di creare avanguardia, di inaugurare uno dei tanti capitoli del modo di concepire l&#8217;innovazione in arte che \u00e8 proprio di New York. E, per aprire detto nuovo capitolo, scelgono il pop e su questo impostano la loro idea di avanguardia musicale: la teoria dadaista e psicotica di un pop obliquo abbinato alla ricerca elettronica. <strong>Space Hymn<\/strong> esce nel 1969 ed \u00e8 il secondo album. Il primo disco, <strong>Presenting &#8230; Lothar And The Hand People<\/strong>, risale all&#8217;anno precedente: \u00e8 gi\u00e0 indicativo della singolare arte pop della band ma rispetto a questo secondo disco \u00e8 leggermente pi\u00f9 acerbo. Con <strong>Space Hymn<\/strong> il sound si fa pi\u00f9 compatto e definito e tutte le intuizioni gi\u00e0 presenti nel primo album si ritrovano qui meglio sedimentate. In pi\u00f9 c&#8217;\u00e8 un orientamento verso un&#8217;elettronica cosmica che gi\u00e0 anticipa di qualche anno i corrieri cosmici tedeschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora l&#8217;analisi per ogni singolo brano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Yes, I Love You<\/em><br \/>\nUna filastrocca-ninna nanna psych pop, che piglia un certo sapore di straniamento onirico, apre le danze. \u00c8 una morbida pop song lisergica che fa incontrare Beatles e Beach Boys mentre si fa un pic-nic sull&#8217;erba sotto un sole che manda raggi lisergici. Le melodie madrigalesche sono addolcite da una discreta presenza di fiati, i quali, con gli arabeschi barocchi e il soave e trasognato timbro vocale, fanno levitare la canzone pop sixties in una dimensione surreale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Today Is Only Yesterday&#8217;s Tomorrow<\/em><br \/>\nL&#8217;ostrica pop che nasconde la perla irregolare dell&#8217;elettronica cosmica. Sinusoidali volute di theremin, introducono un pop di stampo vittoriano britannico su sincopi di piano ragtime e musica bandistica. La parte centrale \u00e8 una divagazione che si esprime mediante una trotterellante danza delle spade tra perpetui tocchi di piano, che guidano il ritmo, e volute elettronico-cosmiche da immaginario sci-fi che creano uno straniante effetto psicotico. La sublimazione del concetto di arty-pop. Il finale \u00e8 una stellare visionariet\u00e0 di elettronica cosmica creata dal moog che anticipa gi\u00e0 certe sideralit\u00e0 del prog cosmico degli anni &#8217;70.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Midnight Ranger<\/em><br \/>\nIl fatto di trovare un brano di pura ortodossia westcoastiana, non \u00e8 sintomo di riempitivo dovuto a scarsit\u00e0 di idee ma dimostrazione dell&#8217;imprevedibilit\u00e0 e dell&#8217;eclettismo della band. \u00c8 una canzone che \u00e8 byrdsiana fino al midollo nelle sue melodie folk-west coast, con i coretti al punto giusto e le partiture di chitarra di puro e limpido sogno on the road westcoastiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sister Lonely<\/em><br \/>\nUno stravagante blues che pare preso da qualche polverosa contrada del sud dell&#8217;unione e da qui inurbato a New York con una mano di vernice di pop psichedelico. Brano che mantiene sotto la scorza la sua grezza impalcatura prewar blues e che per un effetto di straniamento possiede un quid surreale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Wedding Night For Those Who Love<\/em><br \/>\nUn pezzo che definire straordinario \u00e8 ancora poco! Non ci sono frasi adatte per rendere la bellezza di questa sonata per pianoforte e theremin. La prima cosa da sottolineare \u00e8 che, in questo brano, di americano non c&#8217;\u00e8 proprio nulla. \u00c8 un distillato di vecchia Europa fra i grattacieli di Manhattan che si esprime con una romantica vena di crepuscolarismo, soprattutto il theremin nel suo languido e contemplativo dialogare con un pianoforte che richiama l&#8217;atmosfera della <em>Sonata al Chiaro di Luna<\/em> di Beethoven trasportata dalla macchina nel tempo nell&#8217;immaginario cosmico sci-fi di fine anni &#8217;60. Romanticismo europeo capace anche di creare un alone di mistero notturno particolare, nel quale non c&#8217;\u00e8 il buio della notte come primo protagonista ma il fascino di un evasivo sogno irreale fra le spire dell&#8217;oscurit\u00e0 notturna. Perch\u00e9 questa \u00e8 musica per staccare la spina e sognare. In pi\u00f9, quale elemento di maggior straniamento, un effetto elettronico pari all&#8217;electric jug dei 13th Floor Elevator. Ma \u00e8 il theremin il vero protagonista, lo strumento che suona col movimento della mano, capace di creare sognanti e signorili volute melodiche senza tempo. Estetica vintage nel cuore di un sogno irreale notturno con lo stile preso dalla classica ottocentesca. Questo brano \u00e8 pi\u00f9 efficace nel creare quel connubio fra rock e musica classica di tanto pomposo prog a venire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Heat Wave<\/em><br \/>\nLa cover del classico soul di Martha Reeves &amp; The Vandellas viene eseguita con una bella grinta rock&#8217;n&#8217;roll tradotta in una scorribanda pianistica puramente anni &#8217;50, rivestita di umori pop sixties. Per\u00f2 quello che balza all&#8217;orecchio \u00e8 il bridge a base di chitarra fuzz, fulminante come un proiettile, ad accompagnare un piano impazzito. Ovvero come prendere un brano di estrazione Motown sound e renderlo pari a un avventuroso e avvincente cameo sixties pop&#8217;n&#8217;roll. La giusta deriva psych del blue eyed soul.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Say &#8220;I Do&#8221;<\/em><br \/>\nUna profumata e morbida pop ballad dal sapore agrodolce. Con un retrogusto country dato dalla presenza, dietro le quinte, di una steel guitar e discrete pennellate di psichedelia pop. Uno di quei brani posti nel cuore di un album come momento di pausa e rilassamento dei sensi. Un pezzo di struggente bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>What Grows On Your Head?<\/em><br \/>\nUn obliquo pop a base di fragorosi rullanti di batteria, chitarrine solari acid-pop, sprazzi di elettronica cosmica, un cantato quasi infantilesco. \u00c8 un brano dal sapore vagamente dissonante nella struttura dove non risulta corrispondenza fra le singole componenti. Per\u00f2 \u00e8 proprio questo il suo forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sdrawkcab<\/em><br \/>\nTitolo enigmatico che in realt\u00e0 enigmatico non \u00e8: \u00e8 solo il termine &#8220;backwards&#8221; scritto all&#8217;incontrario. Sono i Beatles di <em>Strawberry Fields Forever<\/em> che hanno preso un aroma pi\u00f9 freak e sottilmente demenziale. Se vogliamo trovare un brano che \u00e8 uno stigma della perfezione arty-pop questo \u00e8 il pezzo giusto. Stralunato pop beatlesiano che ora piglia di divagazione cosmica (soprattutto nel decollo spaziale finale a base di un muro di moog) ora piglia per una surreale song con un velo di sottile follia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Space Hymn<\/em><br \/>\nIl brano che chiude il disco \u00e8 un delirio cosmico di oltre 7 minuti. \u00c8 un viaggio spaziale che contiene un inno intonato da una voce recitante, la quale pare sia trasmessa da un&#8217;onda radio proveniente da una galassia lontana. Elettronica e sitar che insieme formano un muro ipnotico cosmico, lo stesso sitar subisce una mutazione e, da strumento principe della cultura hippie e del suo fascino per l&#8217;India, diventa veicolo di improbabili e surreali traiettorie cosmiche. \u00c8 come se ci trovassimo di fronte ad una metamorfosi, il raga lisergico indianeggiante viene sottoposto ad un processo di rallentamento e da qui lanciato nel cosmo: la deriva cosmica del raga indianeggiante che va oltre la soglia del tangibile e si trasforma in un poema epico dell&#8217;era spaziale, avulso dal reale e trasposto in una dimensione oltre la ionosfera. Verso la fine il parlato si trasforma in un cantato morbido e orante, con parole scandite sillabicamente a guisa di oracolo e un senso della melodia che rasenta la devozione: una preghiera rivolta alle meraviglie del cosmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Marco Fanciulli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le foto nell&#8217;articolo di Lothar and The Hand People sono tutte di Neil Morse<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Link<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.lotharandthehandpeople.com\/?fbclid=IwAR0v5tDOakP1LWT4CqTsq8ypTkvW_KUV7C1yk--7LsPcdFbo5Cis9ygcXug\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Official<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/handpeople\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Social<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ejeVcxsij2I?si=xSGVDVUwHPQbaCye\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ascolta Space Hymns<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;\u00c8 country elettronico, una specie di musica divertente suonata da nani pazzi, ed \u00e8 davvero bello da ascoltare. 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