{"id":13898,"date":"2024-08-04T12:06:53","date_gmt":"2024-08-04T10:06:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.frastuoni.it\/?p=13898"},"modified":"2024-08-09T15:43:17","modified_gmt":"2024-08-09T13:43:17","slug":"airmoon-safari25th-anniversary-editionparlophone-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.frastuoni.it\/?p=13898","title":{"rendered":"AIR<br>&#8220;Moon Safari&#8221;<br>25th Anniversary Edition<br>(Source, 1998 \/ Parlophone, 2024)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-13899\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-1.jpg 250w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>Nel 1998 avevo iniziato da pochi mesi a lavorare in una grande azienda e la nuova disponibilit\u00e0 economica mi permise di acquistare la mia prima auto ed essere finalmente indipendente anche negli spostamenti. Inoltre, con la mia ragazza, che poco dopo divent\u00f2 mia moglie, decidemmo di fare il grande passo ed andare a vivere insieme. A fine anni &#8217;90 il mondo mi sorrideva e sembrava sorridere a tanti giovani che si rendevano indipendenti e raccoglievano i primi successi della vita. Anche nello sport le cose andavano al meglio: il 1998 fu l&#8217;anno magico del grande Marco Pantani che entr\u00f2 nella leggenda vincendo Giro e Tour, la Virtus Bologna di Danilovic vinceva la sua prima Eurolega di basket, la Francia diventava campione del mondo nel calcio &#8230; e proprio in Francia si stava assistendo ad un periodo di nuova creativit\u00e0 e libert\u00e0 anche in ambito musicale. I Daft Punk si erano fatti conoscere con i primi singoli e l&#8217;album <strong>Homework<\/strong> e il french touch, il &#8220;tocco francese&#8221; che caratterizzava tanta musica d&#8217;oltralpe all&#8217;epoca che aveva come principali rappresentanti Etienne De Cr\u00e8cy, Laurent Garnier, Dimitri from Paris, Motorbass, Cassius era gi\u00e0 sulla bocca di tutti. Un&#8217;amica francese, che allora iniziava le superiori, mi ha recentemente detto che anche per lei tutte queste nuove band rappresentavano una incredibile ed eccitante novit\u00e0, qualcosa di mai visto e sentito prima in Francia, tanto che li ribattezz\u00f2 &#8220;les UFOs&#8221;, dei veri e propri UFO musicali. Nel 1998 non avevo una grande conoscenza della musica francese del passato, l&#8217;unico artista che conoscevo un po&#8217; era Serge Gainsbourg, di cui avevo preso le tre raccolte retrospettive pubblicate a met\u00e0 degli anni &#8217;90 e poi recuperato i due album reggae degli anni &#8217;70. Per questo fui abbastanza sorpreso quando, recandomi nel negozio di dischi che frequentavo in Val Camonica, la commessa mi avvert\u00ec che era uscito il singolo di un nuovo gruppo francese chiamato Air. &#8220;Secondo me ti piace.&#8221; mi disse mentre metteva sullo stereo <em>Sexy Boy<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-13900 size-medium\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-2-300x190.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-2-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-2-150x95.jpg 150w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-2.jpg 394w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante quel primo ascolto non ne fui particolarmente impressionato, forse mi aspettavo un pezzo alla Daft Punk, invece sentii quello che mi sembr\u00f2 un buon pezzo synth pop e nulla pi\u00f9, anche se l&#8217;arrangiamento era intrigante, con quei &#8220;pum&#8221; che ricordavano la vecchia disco music. Espressi le mie perplessit\u00e0 alla ragazza, che era invece entusiasta della canzone, e mi disse delusa: &#8220;Settimana prossima ci arriver\u00e0 l&#8217;album.&#8221;. Album che non comprai subito, ma lo compr\u00f2 una cara amica e me lo duplic\u00f2 su CD: inutile dire che in poco tempo la mia idea sulla band cambi\u00f2 radicalmente e per settimane quel CD-R fu in sempiterna rotazione nel mio lettore. Gli Air non erano sbucati fuori dal nulla: i due componenti, lo studente di architettura Nicolas Godin e il professore di matematica e amante dell&#8217;astrofisica (con moglie e figlia piccola da mantenere) Jean-Beno\u00eet Dunckel si conoscevano sin dalle scuole superiori ed avevano fatto parte di un gruppo indie rock chiamato Orange, che non aveva riscosso grande interesse in patria. La nuova onda elettronica per\u00f2 aveva colpito anche loro, ma intelligentemente seguirono una via molto diversa da quella dance di Daft Punk e compagnia. Chiusi in un garage del diciottesimo arrondissement di Parigi, con solo un campionatore, un registratore ad otto piste, tastiere e microfoni, ma &#8220;sognando di essere negli studi della Capitol Records, circondato dai migliori musicisti, sentendosi come Burt Bacharach&#8221; (dice Nicolas Godin nelle note di questa edizione dell&#8217;album), i due avevano gi\u00e0 nel 1995 registrato il primo brano, <em>Modulor Mix<\/em>, che venne pubblicato su 12&#8243; in UK dall&#8217;etichetta Mo&#8217; Wax, allora l&#8217;etichetta pi\u00f9 \u00e0 la page del trip hop. Seguirono poi altri due singoli, raccolti successivamente nell&#8217;EP <strong>Premiers Sympt\u00f4mes<\/strong>. Queste prime prove ebbero una buona accoglienza presso la stampa anglosassone, mentre in Francia la stampa locale si chiedeva se gli Air fossero inglesi. Da ci\u00f2 che mi ricordo, in Italia non ne avevo ancora letto sulla stampa specializzata, quindi quello che potevo ascoltare in quei primi giorni del 1998 rappresentava per me una completa novit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-13901\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-3-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-3-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-3.jpg 375w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il 16 gennaio 1998 <strong>Moon Safari<\/strong> arrivava nei negozi e in un poco pi\u00f9 di un mese era gi\u00e0 un successo mondiale. &#8220;Il successo fu un&#8217;esperienza violenta.&#8221;, ricorda Jean-Beno\u00eet Dunckel 25 anni dopo nelle note dell&#8217;album, &#8220;La musica degli Air non \u00e8 cos\u00ec facile da comprendere. Il format \u00e8 strano, le voci sono strane, gli argomenti dei testi sono strani. Persino Sexy Boy suona strana. Eravamo un duo con una specie di progetto elettronico, che sognava di vendere diecimila copie ed essere riconosciuto come figo dagli altri musicisti. Poi improvvisamente incontrammo il mondo.&#8221;. L&#8217;album proietta l&#8217;ascoltatore in un&#8217;orbita retrofuturista, attraverso l&#8217;uso di un&#8217;elettronica analogica vintage fatta di Moog e altre diavolerie elettroniche comprate al mercato dell&#8217;usato, corroborata da strumenti elettrici per una musica che \u00e8 memore delle colonne sonore di Morricone e Piero Umiliani, dei film di fantascienza, di Burt Bacharach, degli album incisi negli anni &#8217;70 da Serge Gainsbourg, come anche dei Kraftwerk, di Jean-Jacques Perrey, di certa fusion e ambient, della new wave, ma anche di Stereolab e Portishead, per citare artisti a loro contemporanei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artwork della copertina, opera dell&#8217;artista visuale newyorkese Mike Mills (no, non \u00e8 il bassista\/tastierista dei REM, solo un omonimo), raffigura il duo parigino come esploratori del cosmo, con tanto di cappello da safari e la loro astronave \u00e8 un pulmino Volkswagen a cui sono state montate delle ali. Accanto al logo con il nome della band \u00e8 stata posta la dicitura &#8220;french band&#8221;, per evitare fraintendimenti. La prima canzone, <em>La Femme d&#8217;Argent<\/em>, uno strumentale lungo 7 minuti, ci fa subito precipitare nell&#8217;atmosfera sognante dell&#8217;album, a partire dal suono del basso elettrico, quel suono che sembra tolto di peso da <strong>Histoire De Melody Nelson<\/strong> di Gainsbourg (e che a mio parere \u00e8 il miglior suono di basso della storia), alle fluide percussioni (un campione preso da <em>Runnin&#8217;<\/em>, brano di Edwin Starr del 1974, uno dei due soli campionamenti usati nell&#8217;album), al fido Fender Rhodes di JB Dunckel. Il suono del Moog, di Korg, mellotron e wurlitzer aiuta poi a prendere posto in quel vecchio Volkswagen che \u00e8 l&#8217;astronave Air e partire per un viaggio intergalattico. E poi ancora battiti di mani, cori monacali, lo stop a met\u00e0 brano con l&#8217;ingresso del pianoforte: ci sono pi\u00f9 idee in questi 7 minuti che in intere discografie di tante band. Proseguiamo poi nell&#8217;ascolto e ritroviamo <em>Sexy Boy<\/em>, uscita come singolo di grande successo e che abbiamo citato prima, cantata da Nicolas e JB con un testo ironico in francese, vede la presenza della batteria acustica, chitarre elettriche e delle onnipresenti tastiere. Il terzo brano, <em>All I Need<\/em>, \u00e8 la prima collaborazione con la cantautrice americana Beth Hirsch, che firma anche il testo. Hirsch era giunta a Parigi qualche anno prima come ragazza alla pari e si era ben presto fatta conoscere cantando nei club e nei party sulla Senna che la portarono poi ad incidere un EP. Godin e Dunckel la conobbero tramite un produttore amico comune e le proposero di collaborare alla scrittura e ad interpretare due brani del disco, una collaborazione davvero fruttuosa, non solo per il successo del singolo ma perch\u00e9 porter\u00e0 poi Beth Hirsch ad incidere due album solisti, all\u2019inizio degli anni Zero. In <em>All I Need<\/em>, Beth descrive a brevi flash la sua esperienza parigina, cantando con un originale fraseggio sopra un tappeto di chitarra acustica e Rhodes con inserti di synth, un vero e proprio capolavoro. Nell&#8217;altra canzone da lei interpretata, <em>You Make It Easy<\/em>, \u00e8 ancora la chitarra acustica a menare le danze mentre il testo ci trasporta in un\u2019atmosfera romantica, con i synth, gli arrangiamenti orchestrali di David Whitaker e un glockenspiel a puntellare il tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13902 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-4-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-4-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-4-150x99.jpg 150w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-4.jpg 378w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Kelly Watch The Stars<\/em>, terzo singolo tratto dall&#8217;album e altro successone, con riff insistente ed accattivante suonato al Moog basso, voce vocoderizzata di Godin che ripete ad libitum il titolo della canzone, ancora il glockenspiel ad enfatizzare ed un piano svolazzante sul ponte del brano. La canzone \u00e8 dedicata a Jaclyn Smith, la Kelly delle Charlie&#8217;s Angels, che Godin considerava la donna pi\u00f9 bella del mondo. <em>Talisman<\/em> invece \u00e8 un altro strumentale, con il Rhodes a svolgere il tema del brano ed ancora il basso caldo alla Gainsbourg, con favolosi inserti orchestrali che ci trasportano oltre l&#8217;esosfera. In <em>Remember<\/em> la voce al vocoder di Godin viene esasperata e qui viene utilizzato l&#8217;unico altro campione del disco, la batteria compressa di <em>Do It Again<\/em> dei Beach Boys, per una canzone che starebbe benissimo nei titoli di coda di un film di fantascienza. Ed arriviamo poi ad un altro dei brani iconici degli Air, lo strumentale <em>Ce Matin-L\u00e0<\/em>. Un brano la cui atmosfera a me ha sempre ricordato quella di <em>Everybody&#8217;s Talkin&#8217;<\/em> dalla colonna sonora del film &#8220;Un Uomo Da Marciapiede&#8221;, con l&#8217;arpeggio di chitarra acustica, il crescendo orchestrale e l&#8217;inserto dell&#8217;armonica a bocca. Il tema del pezzo \u00e8 svolto dalla tuba suonata da P. Woodcock, accreditato come coautore, che ricorda con nostalgia proprio quella mattina, facendocela rivivere di nuovo con commovente bravura. <em>New Star In The Sky<\/em> \u00e8 un omaggio all&#8217;astrofisica, passione di Dunckel: &#8220;la mia nana blu \u00e8 una nuova stella nel cielo&#8221; canta Godin dentro il vocoder, un altro viaggio in uno spazio di infinite possibilit\u00e0, con un finale che mi ricorda i Kraftwerk di album come <strong>Ralf + Florian<\/strong> o <strong>Autobahn<\/strong>. Chiude infine il disco <em>Le Voyage De P\u00e9n\u00e9lope<\/em>, uno strumentale molto rilassato, dalle tinte jazz fusion, con dei fiati sintetici che ci guidano verso la fine del viaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-13903\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-5-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-5-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-5-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-5.jpg 374w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nell&#8217;edizione per il venticinquennale dell&#8217;album (uscita con un anno di ritardo, a marzo 2024) c&#8217;\u00e8 un bonus CD con brani molto interessanti che ci fanno capire cosa \u00e8 successo prima e dopo <strong>Moon Safari<\/strong>. Ci troviamo due remix fatti per altri artisti, Kootchi di Neneh Cherry e Purple di Crustation, in cui entrambe le canzoni subiscono il trattamento spaziale del suono Air. Poi una outtake, la struggente <em>Dirty Hiroshima<\/em>, le versioni demo di <em>New Star In The Sky<\/em> e <em>Ce Matin-L\u00e0<\/em>, con <em>New Star<\/em> che sembra quasi un&#8217;altra canzone, dal ritmo molto pi\u00f9 spedito e prossimo alla dance, con voci di bambini in sottofondo, mentre <em>Ce Matin-L\u00e0<\/em> \u00e8 molto simile alla versione dell&#8217;album. Abbiamo poi la favolosa cover di <em>Maggot Brain<\/em> dei Funkadelic, registrata dal vivo nel 1998, dove il lungo assolo di chitarra dell&#8217;originale \u00e8 sostituito da synth siderali. E ancora, tre brani da una live session registrata alla BBC il 20 maggio 1998, con i Phoenix come backing band: &#8220;rovinammo abbastanza gli Air, distruggemmo il loro sound&#8221; ricord\u00f2 poi il leader dei Phoenix, Thomas Mars (ma le due band sono tuttora in ottimi rapporti di amicizia). <em>J&#8217;ai Dormi Sous L&#8217;Eau<\/em> \u00e8 uno strumentale tratto da <strong>Premiers Sympt\u00f4mes<\/strong>\u00a0in una versione indie-pop, <em>Sexy Boy<\/em> viene completamente destrutturata e rimontata alla maniera dei Daft Punk (e dei Phoenix), mentre <em>Kelly Watch The Stars<\/em> diventa un punk rock&#8217;n&#8217;roll con chitarre distorte. Completano il CD la versione estesa di <em>Kelly<\/em> prodotta da Etienne De Crecy e la versione puramente orchestrale di <em>Remember<\/em> arrangiata da David Whitaker. Il CD bonus si conclude qui, ma nei servizi di streaming si possono trovare altri brani come il funkettoso <em>Moog Cookbook<\/em> remix di <em>Kelly Watch The Stars<\/em>, il <em>Sex Kino Mix<\/em> di <em>Sexy Boy<\/em> fatto da Beck, due brani registrati live nel 1998 con i Phoenix presso l&#8217;emittente americana KCRW, lo strumentale <em>Trente Millions D&#8217;amis<\/em> e <em>You Make It Easy<\/em> (con Beth Hirsch), e il demo <em>Bossa 96<\/em>, quasi una primitiva versione della stessa <em>You Make It Easy<\/em>. Completa questa nuova edizione un blue ray in cui, oltre alle versioni Dolby Atmos e Stereo HD dell&#8217;album originale, si trova &#8220;Eating, Sleeping, Waiting And Playing&#8221; un documentario di un&#8217;ora girato da Mike Mills a New York, Londra e Parigi durante il tour mondiale nel 1998. Per finire sempre, sul blue ray, troviamo I 4video girati da Mike Mills: in <em>Sexy Boy<\/em>, Dunckel e Godin, vestiti da esploratori, inseguono un pupazzo scimmia lungo le strade di New York e nel cosmo a bordo dell&#8217;astronave Volkswagen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13904 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-6-300x197.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-6-300x197.jpeg 300w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-6-150x98.jpeg 150w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Air-6.jpeg 381w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>In <em>Kelly Watch The Stars<\/em>, una partita al videogioco Pong si trasforma in una accanita partita di tennis da tavolo tra due ragazze, con tanto di allucinazioni spaziali. In <em>All I Need<\/em> la canzone diventa un pretesto per raccontare la storia d&#8217;amore tra un ragazzo e una ragazza (con tanto di intervista ai protagonisti) sullo sfondo di una periferia residenziale americana. In <em>Le Soleil Est Pres De Moi<\/em>, da <strong>Premiers Sympt\u00f4mes<\/strong>, vengono invece semplicemente rimontate sequenze dal documentario del tour del 1998.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Moon Safari<\/strong> \u00e8 un capolavoro, uno dei dischi pi\u00f9 importanti della fine del secolo scorso, recupera suoni e atmosfere del passato proiettandoli nel futuro attraverso una sapiente miscela di elettronica, strumenti elettrici ed acustici. Un album che ha retto benissimo alla prova del tempo, la sua atmosfera magica e spaziale risulta pi\u00f9 che mai attuale, anche dopo centinaia di ascolti rimane uno splendido UFO, che sorprende sempre per un dettaglio, un arrangiamento o un particolare strumento di cui prima non c&#8217;eravamo accorti. Un disco a volte malinconico ma spesso solare, testimone dell&#8217;ottimismo che permeava l&#8217;Europa e il mondo occidentale alla fine degli anni &#8217;90. Chiuderei citando le parole scritte e cantate da Beth Hirsch in <em>All I Need<\/em>, che rispecchiano perfettamente lo spirito che avvolge tutto l&#8217;album: &#8220;All in all there&#8217;s something to give, All in all there&#8217;s something to do \/ All in all there&#8217;s something to live \/ With you &#8230;&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Mario Clerici<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Link<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/youtube.com\/playlist?list=PLSf4nhQYhfbB6H0PRRcnLao3QI_7Kvy7V&amp;si=i2m85fxIOq4p2Y6e\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ascolta l&#8217;album completo<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/airfrenchband.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Official<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1998 avevo iniziato da pochi mesi a lavorare in una grande azienda e la nuova disponibilit\u00e0 economica mi permise di acquistare la mia prima auto ed essere finalmente indipendente anche negli spostamenti. 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