{"id":7181,"date":"2020-02-27T05:37:20","date_gmt":"2020-02-27T04:37:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frastuoni.it\/?p=7181"},"modified":"2020-02-27T09:15:15","modified_gmt":"2020-02-27T08:15:15","slug":"kvelertak-splid-petroleum-rise-world-201209","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.frastuoni.it\/?p=7181","title":{"rendered":"KVELERTAK&nbsp;<br>&#8220;Splid&#8221;&nbsp;<br>(Petroleum\/Rise\/W\u00f8rld, 2020)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7182 alignleft\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Kvelertak.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Kvelertak.jpg 200w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Kvelertak-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Kvelertak: stretta alla gola. Splid: discordia. Ecco le traduzioni di nome del gruppo e del disco. I soloni dell&#8217;indie e del black norvegese li insulteranno senza requie: bene, vuol dire che qui c&#8217;\u00e8 odore di qualit\u00e0. I Kvelertak sono un gruppo nato per unire ma che finora ha diviso un pubblico intontito da decenni di musica depressa e mal prodotta, che non voleva sentire connubi empi per i miopi paladini del metal come sola violenza, al punto che il sito Metal Archives non li ha inseriti nella sua infinita enciclopedia;<br \/>\ne questo, perch\u00e8 i norvegesi hanno osato. <strong>Splid<\/strong> \u00e8 un necessario assalto al grigio maniero della modernit\u00e0. Avevan fatto parlare di s\u00e9 per tre uscite fra punk, AC\/DC e black metal, ma gi\u00e0 in <strong>Nattesferd<\/strong> qualcosa volava verso la melodia e la parola aborrita: classicit\u00e0. Attirato alla produzione Kurt Ballou dei Converge, storico gruppo statunitense thrashcore, ha donato stratificazione e impatto cercati nel segno dell&#8217;anticonformismo. Kvelertak \u00e8 un sestetto di 3 chitarre, dai suoni taglienti, dai testi in lingua natia. Le idee c&#8217;erano ma compromesse al ribasso, finch\u00e8 il cambio di batterista e cantante han fonato la giusta visione. Nella miscela del gruppo si sono inseriti i Wishbone Ash via Iron Maiden e i Voivod via Enslaved, pi\u00f9 i frutti d&#8217;un esperimento di 3 lustri fa: il compatriota Abbath aveva creato gli I, con un disco che immetteva nel black elementi dell&#8217;heavy. Di ci\u00f2 c&#8217;\u00e8 molto in <strong>Splid<\/strong> e grazie a tutti questi richiami l&#8217;animo eversivo dei norvegesi lancia una rivoluzione. Vocalmente pi\u00f9 dotato del predecessore, ogni tanto Nikolaisen approda in territori degni di Marilyn Manson, ma su che brani &#8230; Grandi composizioni, arrangiamenti, produzione. Che altro dovrebbe essere la musica?<\/p>\n<p>Rogaland dimostra dai suoi riff, dall&#8217;intarsio sonoro delle armonie, dalla foga del cantato, le nozze fra melodie classiche e irruenza estrema, <em>Crack Of Doom<\/em> ribadisce con un brano secco, <em>Br\u00e5tebrann<\/em> porta il tutto su un piano che nella strofa portante fa a pezzi tutti gli imitatori dei Motorhead e nel ritornello cita con gusto sopraffino Kashmir, come mai i Greta Van Fleet sapran fare &#8230; quando si dice il coraggio della ragione. <em>Fanden Ta Dette Hull!<\/em> spinge tutto oltre i limiti: nella prima parte seppellisce tutto il retro rock con un cesello magico di rifferama e melodie che s&#8217;incrociano sotto la stella di Argus, nella seconda sfonda come un castello di carte la pletora di pallidi imitatori di Testament e\/o Kreator dimostrando cos&#8217;\u00e8 il thrash, senza contare la citazione di <em>The Trooper<\/em> nel finale. In <em>Tevling<\/em> l&#8217;esperimento \u00e8 pi\u00f9 ardito: via Marylin Manson, il punk melodico mescolato con i Voivod di <strong>Angel Rat<\/strong> e sprazzi di new wave. I richiami ai Wishbone Ash si fanno evidentissimi <em>Delirium Tremens<\/em>, lunga cavalcata dove il finale sfida l&#8217;effereatezza dei conterranei. Il metodo Enslaved \u00e8 totale in <em>Ved Breden Av Nihil<\/em>: inizia come ballata e fra le capriole melodiche degli arrangiamenti, finisce in territorio Immortal.<\/p>\n<p><strong>Splid<\/strong> \u00e8 un disco con dei nei: i brani solo punk sono banali di fronte al maestoso gioco delle parti che lanciano in faccia all&#8217;ammuffita comunit\u00e0 di Poser che credono d&#8217;esser True, ai depressoni che vogliono che la musica non sia energia vitale, alla modernit\u00e0 asfissiante che nega la dignit\u00e0 a tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere armonioso. <strong>Splid<\/strong> \u00e8 l&#8217;inizio del nuovo decennio, speriamo sia un disco di transito per nuovi mondi nel rispetto della migliore tradizione: quella che eleva pubblico e artista verso il meglio, attraverso il meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Luca Volpe<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kvelertak: stretta alla gola. Splid: discordia. 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