{"id":9496,"date":"2023-10-26T18:51:49","date_gmt":"2023-10-26T16:51:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.frastuoni.it\/?p=9496"},"modified":"2023-10-28T11:53:56","modified_gmt":"2023-10-28T09:53:56","slug":"the-rolling-stones-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.frastuoni.it\/?p=9496","title":{"rendered":"ROLLING STONES<br\/><span style='font-size:20px;'>\"Hackney Diamonds\"<br>(Polydor Records, 2023)<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-9497\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-1.jpg 250w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>L&#8217;ULTIMO ROLLING STONES: OVVERO LA MITOPOIESI DEL ROCK&#8217;N&#8217;ROLL<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo album dei Rolling Stones, <strong>Hackney Diamonds<\/strong> \u00e8 andato oltre le mie aspettative ed \u00e8 un portento di disco. Se consideriamo che parliamo di una band cui i membri hanno sforato l&#8217;ottantina e che ha subito il trauma della scomparsa di Charlie Watts non \u00e8 poco. Mi hanno riferito che \u00e8 AOR, ma dell&#8217;estetica AOR ci vedo ben poco a mio parere personale. Forse la batteria ma non pi\u00f9 di tanto (a parte che certo AOR \u00e8 tutt&#8217;altro che da buttare, vedi Journey). Anche sulla produzione di Andrew Watt qualcuno ha sollevato dubbi, ma parlando di una band come gli Stones la produzione pi\u00f9 curata del solito ci pu\u00f2 stare. Il precedente <strong>Blue &amp; Lonesome<\/strong>\u00a0era pi\u00f9 ruvido, ma l\u00ec c&#8217;era un motivo ben preciso: quel disco \u00e8 un omaggio al prewar blues e alle loro radici musicali. Questo \u00e8 un fresco album di rock&#8217;n&#8217;roll. Niente \u00e8 lasciato al caso. E se ci limitassimo a dire che \u00e8 un disco di sano e genuino rock&#8217;n&#8217;roll? Quello immarcescibile, quello immortale, quello di cui tutti abbiamo bisogno, come diceva Lemmy. Altro che miliardari col piede nella fossa come mi \u00e8 capitato di leggere tempo fa da chi \u00e8 cattivo e invidioso dentro. Questa \u00e8 una band che ha ancora una sana voglia di vivere e di fare musica, anzich\u00e9 ritirarsi a fare gli elefanti in qualche enclave di lusso aspettando la fine dei propri giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Loro se ne fanno un baffo della fine dei giorni, prendono in mano il volante della vita e spingono l&#8217;acceleratore al massimo. \u00c8 anche un insegnamento per chi il piede nella fossa ce l&#8217;ha prima di tutto nella testa, e potrebbe avere anche solo 20-30 anni. Questo \u00e8 il sano rock&#8217;n&#8217;roll di sempre, quello che non potr\u00e0 mai invecchiare perch\u00e9 la sua comunicativa \u00e8 antica e attualissima, finch\u00e9 ci sar\u00e0 sempre qualcuno, giovane o diversamente giovane, altra dicotomia che aborrisco, che sar\u00e0 pronto a immolarsi per esso. Certo, un album come questo \u00e8 rock&#8217;n&#8217;roll iconizzato, direi stigmatizzato nella sua intrinseca ontologia, ma non si pu\u00f2 pretendere altrimenti; per\u00f2 iconizzato non vuol dire olografico, non \u00e8 un&#8217;intonsa cartolina dei tempi andati profumata di stampa fresca, ma possiede la vitalit\u00e0 delle cose vive e non l&#8217;inerzia di quelle musealizzate. Credo che <strong>Hackney Diamonds<\/strong> sia un atto d&#8217;amore al classico rock&#8217;n&#8217;roll immortale e leggendario fatti da una band che dimostra che il concetto di invecchiare esiste solo nella mente di chi vuole essere vecchio, di chi ha preferito gettare la spugna e ritirarsi coi remi in barca a lasciarsi trasportare dalla corrente. Gli Stones la corrente non la subiscono passivamente a seconda di dove essa la portano, loro fanno partire i motori delle barche e la cavalcano, la dirigono nella direzione che vogliono darle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-9498 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-2-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-2-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-2-150x90.jpg 150w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-2.jpg 417w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Queste sono 12 canzoni che potrebbero essere uscite dalla penna di un ventenne: ma cos\u00ec \u00e8 infatti; l&#8217;anagrafe ha solo aggiunto un moltiplicatore che ha quadruplicato il numero 20 ma finisce tutto qui: in tutto il resto sono ragazzi di vent&#8217;anni con l&#8217;esperienza di vita di qualche primavera in pi\u00f9. Io trovo pi\u00f9 vecchi e stantii parecchi album indipendenti che escono tuttora, realizzati da ventenni che non hanno idee se non copiare a macchinetta e senza alcun trasporto personale un passato che ormai non \u00e8 pi\u00f9 tanto prossimo. L&#8217;unico risultato per me \u00e8 infilare una sequenza di &#8220;delete&#8221; uno dietro l&#8217;altro. Perch\u00e9 li trovo dei vuoti a perdere, adatti per una prassi che si chiama vivere a caso. Invece gli Stones con questo nuovo disco dimostrano che il rock&#8217;n&#8217;roll non ha et\u00e0, non concepisce nemmeno l&#8217;et\u00e0 anagrafica, perch\u00e9 ipso facto \u00e8 un linguaggio letterario che descrive e permea uno stile di vita. Chi scrive \u00e8 un comune mortale che si \u00e8 immolato in nome del rock&#8217;n&#8217;roll e quando ascolta <strong>Hackney Diamonds<\/strong> &#8211; e tra poco anche sul piatto dato che aspetto la mia copia in vinile &#8211; ripercorre un rito che si perpetua immutabile da anni, sempre nuovo ad ogni ascolto. Qualcuno dir\u00e0: ma non \u00e8 un disco originale, \u00e8 sempre il solito suono uguale e ripetuto da decenni. \u00c8 vero, ma la sua forza consiste proprio in questo: nell&#8217;aver saputo rendere in maniera vibrante e potente un suono gi\u00e0 ampiamente collaudato. Pensate che sia da tutti saperlo fare? Pensate che da una band che ha una vita artistica di sessant&#8217;anni in nome del rock&#8217;n&#8217;roll (e del rhythm&amp;blues) si possa pretendere un lavoro alla Klaus Schulze o alla Pere Ubu? Ovviamente no, ma la forza consiste proprio nell&#8217;aver saputo rendere egregiamente questo linguaggio antico, dimostrando quanto il tempo e gli anni che passano e quanto il cosiddetto &#8220;invecchiamento&#8221; siano solo delle condizioni della mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9499\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-3-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-3-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-3-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-3.jpg 444w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Io ho una massima: si diventa vecchi solo dopo che si \u00e8 passati a miglior vita. Questo solo perch\u00e9 chi passa a miglior vita non pu\u00f2 pi\u00f9 rigenerarsi perpetuamente ed \u00e8 il suo ricordo che si allontana a farlo diventare vecchio. Gli Stones sono qui a dimostrarcelo: finch\u00e9 si \u00e8 vivi non si invecchia e solo l&#8217;anagrafe aggiunge quel numero di anni in pi\u00f9, ma \u00e8 solo matematica. Per\u00f2, ascoltando queste 12 canzoni, gi\u00e0 al primo ascolto, io sono ora al terzo, il numeratore degli anni sulle spalle si annulla e ci si abbevera ad un suono senza et\u00e0, perch\u00e9 per assioma non conosce nemmeno il significato ontologico di et\u00e0 anagrafica, ma conosce invece quello filosofico di et\u00e0 eterna. Poi ovvio che c&#8217;\u00e8 anche il realismo: lo spirito resta giovane ma il corpo invecchia. Spero che Jagger e Richards possano regalarci emozioni ancora per tanti anni, tutti lo vorremmo, ma sarebbe anche egoistico: la vita ha il suo corso e il deperimento e l&#8217;ultima fermata fanno parte della vita stessa, non possiamo nemmeno avere la presunzione di eclissarli. Ma anche quando fisicamente gli Stones non ci saranno pi\u00f9 rimarr\u00e0 un suono consegnato all&#8217;eterno nei secoli a venire. Del resto ancora oggi ascoltiamo Mozart e Beethoven. Questo disco possiede le stimmate dell&#8217;eterno, di un lessico che non potr\u00e0 mai invecchiare n\u00e9 tantomeno morire. In fondo i Maneskin, progetto alquanto discutibile, hanno il pregio di far rivivere quel linguaggio presso le generazione dei millennials e dei post-millennials. Ma quando entrano in ballo gli Stones i Maneskin si dissolvono nell&#8217;etere e diventano antimateria, perch\u00e9 gli Stones incarnano l&#8217;immortalit\u00e0 prima ancora che la storia. La storia \u00e8 una successione di eventi, un fiume che pi\u00f9 scorre pi\u00f9 attinge nuove acque, e, per dirla con Hegel, \u00e8 l&#8217;evoluzione dello spirito del tempo. Per\u00f2 quando la storia entra nell&#8217;immortalit\u00e0 allora interviene un&#8217;entit\u00e0 superiore che entra in simbiosi col sentimento. Tale entit\u00e0 attua un processo di astrazione dalla storia stessa e le fa assumere i contorni sfumato del mito. Qual \u00e8 il nome di quest&#8217;entit\u00e0? Si chiama eterno, e va oltre la contingenza cronologica della storia. L&#8217;eterno \u00e8 parte del mito. Gli Stones sono l&#8217;eterno e il mito, non l&#8217;astoricit\u00e0 ma il superamento della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-9500 alignright\" src=\"http:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-4-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-4-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-4-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.frastuoni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Rolling-Stones-4.jpg 375w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Con quest&#8217;album \u00e8 un&#8217;elisione parlare di band storica, come lo \u00e8 anche parlare di band storicizzata. Questa \u00e8 una band che vive nel mito senza tempo, e il disco materiale non ha importanza se \u00e8 uscito nel 2023, perch\u00e9 l&#8217;anno cronologico \u00e8 solo un fatto puramente incidentale. Una band che vive nel mito non ha bisogno di fare i conti con un anno che \u00e8 solo un numero su un calendario. Il Mito \u00e8 oltre la Storia, e abbatte calendari ed et\u00e0 anagrafiche. Tirando le somme a un disco come questo attribuisco il termine pi\u00f9 consono: mitopoiesi del rock&#8217;n&#8217;roll. Con mitopoiesi si intende la tendenza dell&#8217;uomo ad attribuire a fatti contingenti, alla realt\u00e0 tangibile, (il rock&#8217;n&#8217;roll in questo caso) attributi mitologici astraendo dai fatti stessi: in sintesi fare poesia creando il mito, come dice la parola stessa, attingendo dal dato reale. Si estrae un evento dalla realt\u00e0 e su di esso si elabora il mito. Nel caso degli Stones il fatto reale rock&#8217;n&#8217;roll non l&#8217;hanno certo vissuto di riflesso: l&#8217;hanno cavalcato e l&#8217;hanno codificato da dentro, ne sono stati demiurghi del rinnovamento, dalle radici blues e rhythm&amp;blues, passando attraverso gli anni &#8217;50. Per\u00f2 con l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0 anagrafica, e sottolineo anagrafica, sono arrivati al 2023 concependo un album che prende la dimensione storicizzata del rock&#8217;n&#8217;roll e la traghetta in una dimensione ulteriore che si chiama mito. Gli Stones non solo hanno riformulato il rock&#8217;n&#8217;roll dalle fondamenta ma, senza cadere nella trappola dell&#8217;olografia, sono stati capaci di creare la mitopoiesi del rock&#8217;n&#8217;roll, l&#8217;eterna poesia-mito di un linguaggio antico e attualissimo. Essi sono stati dei nuovi demiurghi in passato ed ora assurgono loro stessi al rango di letterati mitopoietici della propaganda fideistica del rock&#8217;n&#8217;roll. Quindi concludendo: \u00e8 l&#8217;album di un gruppo di ventenni o di ottantenni? \u00c8 un disco di eterni ventenni, il resto \u00e8 solo un moltiplicatore che ha quadruplicato il dato numerico solo per una questione burocratica. \u00c8 la dimostrazione che il rock&#8217;n&#8217;roll non \u00e8 solo un linguaggio di popolo ma \u00e8 patrimonio di popolo, riconosciuto antropologicamente e iscritto negli annali mitologici e mitopoietici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le canzoni sono tutte belle. La splendida blues-ballad <em>Sweet Sound of Heaven<\/em>, ospiti Stevie Wonder e Lady Gaga, \u00e8 di quelle immortali che toccano le corde nel profondo dell&#8217;anima. <em>Angry<\/em> \u00e8 puro Stones-style, energica ed elettrica quanto classica (anche nel video con succinta vamp da ormoni in subbuglio). <em>Whole Wide World<\/em> \u00e8 un rock radiofonico deciso e senza fronzoli. <em>Mess It Up<\/em> \u00e8 distillato sixty Stones sound con un refrain di puro rhythm&amp;blues. <em>Live By The Sword<\/em> \u00e8 un rock&#8217;n&#8217;roll tirato con un Elton John che si lancia in un pianismo honky tonk-boogie New Orleans, di quelli che risvegliano lo zenzero sotto la pelle. Non mancano le ballatone: <em>Depending On You<\/em> \u00e8 la prova intramontabile della potenza del rock&#8217;n&#8217;roll di imbastire romantiche loser ballad, mentre <em>Dreamy Skies<\/em> \u00e8 una country ballad con una steel guitar da solarit\u00e0 desertiche texane, e <em>Driving Me Too Hard<\/em> \u00e8 un&#8217;altra ballad elettrica e solare adatta per guidare all&#8217;ombra delle Rocky Mountains. <em>Bite My Head Off<\/em>, con Paul McCartney al basso, \u00e8 pura energia rock&#8217;n&#8217;roll col pedale spinto a mille all&#8217;ora. <em>Tell Me Straight<\/em>, con Keith Richards, \u00e8 una sognante song pregna di umori autunnali. <em>Get Close<\/em> \u00e8 una soul-rock song in cui i proverbiali riff rollingstoniani si vestono di una romantica verve. Infine non manca l&#8217;omaggio alle radici: la ripresa della <em>Rolling Stones Blues<\/em> di Muddy Waters, il brano che diede il nome alla band, qui resa in una primordiale versione Delta blues.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Marco Fanciulli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/rollingstones.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>The Rolling Stones<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/therollingstones\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Social<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtube.com\/playlist?list=PLxA687tYuMWjj8CPAs5noVE8LFXEMKabs&amp;si=5QU68ty_qBwx5UXn\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Hackney Diamonds<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ULTIMO ROLLING STONES: OVVERO LA MITOPOIESI DEL ROCK&#8217;N&#8217;ROLL Il nuovo album dei Rolling Stones, Hackney Diamonds \u00e8 andato oltre le mie aspettative ed \u00e8 un portento di disco. 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