Astral WeekRiuniti sotto un comune logos anni e anni di ascolti mirati verso i ’70/’80, quelli di una certa psichedelica battuta a rock, prog, blues, che ora si danno convegno in un disco straordinario, divinamente “fuori tempo e dal tempo”, Get Behind degli Astral Week, cibo proteico in dieci brani che per la loro insaziabile chimica sonora portano l’ascolto a mille, tra delicatessen progressive ed allunaggi altamente alcaloidi.

Un disco che (ri)mette in avanti le lancette di una musica depositaria di tutto, fasti, memorie e colori di una lisergìa multistrato che si fa eco, melodia, rimbombo, esplosione dentro e fuori lo stereo. La formazione mette in campo una ottima sollecitazione sonora ibrida, contaminazioni e sperimentazioni a braccetto con una “acidità basica” che, anche per una massiva attrazione per l’elettricità, diventa opus magico per ascolti ripetuti e a raffica.

Traiettorie e “viaggi” immaginifici, verticali e planate che nella tirata alla T.Rex Teenage Crocodile, tra le distorsioni shuffle di H.A.Z.Y. o nelle nuvole rarefatte di Child Of Love sganciano alcuni dei momenti vibranti di un ascolto primario, poi tutto il resto deflagra nella sua elegia ascensionale.

Max Sannella