Alessandro ParisiAlessandro Parisi è alchimista della materia elettronica, l’intensa sensibilità apocalittico-emotiva scavalca i confini della costruzione del suono, portandoci in universi paralleli sconosciuti e sconfinati. Granitico e maestoso, quanto misterioso ed esoterico, è l’inizio con Ancient Of Days, brano dal quale è subito chiaro il sound di Parisi, un’elettronica evoluta in chiave “noir” di forte impatto sensoriale. Ma il pathos è da subito archiviato, Crocea Mors si dipana minacciosa e inflessibile, drammi psycho-synth si evolvono in un vortice “dance” in crescendo che prende forma in maniera spontanea e avvincente. L’utilizzo delle tastiere e dei synths è calcolato ma mai scontato, veicolo per la raffigurazione in musica delle sue visioni, La Guerra Di Namtar continua il suo percorso in territori “altrove”, oscuri e dimenticati, sequencer ipnotici fanno da sfondo ad una colonna sonora da ultima battaglia tra titani, pregevole. Sundara Spirit Flight ci porta nel cuore del disco, l’aria si tinge lentamente di nero, ritmi ansio-cerebrali e battiti dark-dance creano un suono originale e riconoscibile, con un finale dal sapore omicida. Ed ecco arrivare la title-track, Hic Sunt Leones, sintetizzatori e drum machine convergono spettrali per la creazione di un suono “drone” catartico e allucinato, più lenta nelle sue trame rispetto alle precedenti, ma non meno suggestiva. Parisi vuole catturarci, spaventarci e ipnotizzarci, e riesce a farlo, Gold Covenant Energy accarezza di nuovo le nostre paure con un battito marziale onirico e sognante, che non perde mai per un istante la sua matrice di mistero, ma che poi riesce a sconfinare in territori di più ampio respiro. Parisi crea, osa, unisce il suo credo in musica, con una spontaneità compositiva di grande versatilità. Fantascientifiche visioni in Position Glaudio con infuenze Clock DVA, accelerano il colpo creando nuovi scenari apocalyptic-dance. Conclude la preziosa Gabriel’s Horn, con la voce onirica e dream di Andrea Noce che vibra e sussurra irreale, come da trade-union alchemico con gli strumenti di Alessandro. Gioiello sonoro che ci regala un bagliore di luce e apre a nuove possibilità compositive.

Parisi è creatore di una musica personale e strutturata, capace di colpirci e incuriosirci, elevarci e scuoterci, grazie ad un utilizzo sapiente degli strumenti Hinc Sunt Leones risulta un disco personale, maturo e interessante. Parisi, con la sua ricerca sonora ci stupisce, perchè apre una porta verso un immaginario “mistico” ed emotivamente coinvolgente. Da seguire senza indugio.

Marco Pantaleone