Rip Rig + Panic 2I Rip Rig + Panic si formano a Londra nel 1980 da una costola del Pop Group per mano di due suoi ex componenti, Gareth Sager (chitarra, sax, tastiere, voce) e Bruce Smith (batteria, percussioni) … a completare l’ensemble, il pianista Mark Springer, il bassista Sean Oliver proveniente dagli Essential Logic e la cantante Neneh Cherry, moglie di Smith e figlioccia del famoso trombettista jazz Don Cherry. I cinque cominciano ad esibirsi per le strade della capitale inglese proponendo una soluzione sonora d’impatto, violenta, eclettica e moderna. Il suono della band è figlio di un certa new wave avanguardistica dove il post-punk si mescola alla perfezione con le asperità del free-funk e con certe atmosfere colte del free-jazz. L’attitudine libera, nichilista, punk, porta avanti il discorso che il Pop Group aveva intrapreso appena due anni prima.

Un primo singolo, Go Go Go (This Is It) anticipa il loro album d’esordio, God, un doppio vinile in formato 12″ composto da due dischi suonati sul piatto a 45giri rpm distribuito dalla Virgin Records. Le quattro facciate di diverso colore ed il formato dell’uscita denotano fin da subito una certa forma di originalità. I Rip Rig + Panic lanciano schegge sonore impazzite, musicalmente apolidi. Ritmi ossessivi e tribali dove il patrimonio nero vive perfettamente in simbiosi con le originali dissonanze elaborate dai musicisti che compongono il gruppo. La voce di Neneh Cherry, ora isterica, ora pacata si alterna alla perfezione al pianismo sincopato da lirismi accurati e da torbide frenesie di Mark Springer. La sezione ritmica di Smith e Oliver non sbaglia un colpo e Gareth Sager alterna magistralmente parti di sax, chitarra elettrica e tastiere con una intelligente improvvisazione dove il funk classico assume con grande perizia una reinterpretazione bianca e post-punk. Un album in anticipo di almeno 10/15 anni sui tempi. Constant Drudgery Is Harmful To Soul Spirit & Health, Knee Deep In Shit, Try Box Out Of This Box sono suoni provenienti dalla strada; ritmi urbani, trascinanti e deraglianti. A meno di un anno, nel 1982, esce il loro secondo lavoro, I Am Cold. Anche in questo caso il formato scelto è un doppio EP in formato 12”, ottimo in ogni sua parte, dal dandy di Picasso in copertina al contenuto musicale, più jazz rispetto a God. Il disco si avvale della collaborazione di Sarah Sarahandi alla viola, Jez Parfitt al sax, Alph Wait al trombone e sua eminenza Don Cherry alla tromba. I Am Cold dimostra una maturità tecnica e compositiva del gruppo senza rinunciare al dinamismo febbrile del loro inconfutabile stile. Il singolo Storm The Reality Asylum vende benissimo e la Virgin cura ottimamente anche la diffusione del videoclip. Nel 1983 viene pubblicato il loro terzo ed ultimo lavoro, Attitude, questa volta edito nel più classico formato singolo 33rpm. L’album ribadisce l’originale e spontanea creatività del gruppo delineata fin dal loro esordio. Raggiunto l’apice, i Rip Rig + Panic, fedeli ad una certa instabilità che fu già del Pop Group, si sciolgono nel 1984.

Bruce Smith prima di unirsi in pianta stabile ai P.I.L. di John Lydon, si ricongiunge con parte del gruppo sotto la sigla di Float Up CP, pubblicando nel 1985 il poco convincente album Kill Me In The Morning su Rough Trade. Gareth Sager forma nel 1986, con l’ex Clash Nick Sheppard, gli Head, gruppo eclettico che però rinnova l’eredità del Bristol sound di fine anni ’70. Mark Springer mette in evidenza le sue origini di musicista colto e d’avanguardia e nel 1984 incide l’ottimo album Piano. Neneh Cherry dopo la collaborazione con The The nell’album Infected (1986) e la pubblicazione di una canzone di protesta contro la guerra nelle Falkland, Stop The War, debutta nel 1989 con l’album Raw Like Sushi, dando il via ad una fortunosa quanto meritata carriera. Sean Oliver morirà nel 1990.

Luca Sponzilli