Milano 2019. Sigaretta in bocca. Quattro loschi figuri entrano in sala di registrazione con le idee chiare, dare vita ad un album che, oltre a mettere in campo le loro doti artistiche e sfoderare senza remore il loro tormento esistenziale, deve essere summa ed elogio alla più viscerale tradizione art-punk, dai leggendari Cramps, passando per Bauhaus, Birthday Party e Crime And The City solution (solo per citarne alcuni). L’iniziativa parte dall’implacabile Davide “Kobra” De Santis, già voce dei disturbatori Cineteca Meccanica, a cui si uniscono in seguito Danilo Carraccio (chitarra e basso), Luca Divina (batteria) e Paolo Codega (basso).

L’album si struttura su 11 traccie, caratterizzate da una verve dalla forte attitudine rock, mai da intendersi in senso classico sia chiaro, infatti la band vuole unire, come in un micidiale cocktail, i suoni più sentiti, partendo dal blues e dal garage fino al punk e al post-punk. Il risultato è una scaletta di brani avvincenti, devoti alla più genuina cultura del decadentismo metropolitano degli ultimi decenni, che sia New York, Londra, Berlino o Milano, poca importa. Dalla disillusa If You Got To Be Free, si passa alla crampsiana The Queen Of Planet Fog, dove Davide ha la possibilità di esternare il suo estro vocale. Kids Don’t Try This At Home e Partners In Crime sono due bellissime ballads in perfetto stile Nick Cave, evocative e romantiche. A dividerle è la morfinica Yunkyard, un epilettico post punk che non lascia scampo. Proseguono riminiscenze Bauhaus in Kreuzberg Casinò ed echi Bad Seeds in Bebop Junkie, dove le chitarre di Danilo risaltano in primo piano; uno dei brani più riusciti dell’album. Puro romanticismo nella stralunata State Trooper. Chiudono le melodie nostalgiche e irriverenti di Thirsty Dog, Heaven e The Hole, quest’ultima irrefrenabile nei suoi intrecci di voce/basso/chitarra, giusto epilogo di un disco davvero riuscito.

“I Ragazzi Del Massacro” è il titolo del film, primo di una trilogia, ispirata ai quattro romanzi di Giorgio Scerbanenco con protagonista Duca Lamberti e Livia Ussaro, che si concentra sul brutale omicidio di una maestra nella città di Milano alla fine degli anni ’60, da parte di un gruppo di studenti criminali, dediti a violenze varie e contrabbando di sostanze stupefacenti. Un nome non scelto a caso, che ben si addice ad una band che fa colpo al primo sparo, nei suoni e nelle parole, poetica dell’essere e dell’iperrealismo senza compromessi.

Alziamo le mani!

Marco Frastuoni