Non c’è che una sottile linea a dividere la sublime arte della poesia dalle profondità dell’anima e questo pensiero pervade nella musica di Rebecca Foon, Valentina Maurino e Brigitte Handley. Diverse nelle sonorità proposte, le tre artiste di cui andremo a parlare trovano nella malinconia, nelle profondità delle composizioni e delle liriche il punto d’incontro tra luce ed oscurità, rendendole simili.

Rebecca Foon è una violoncellista canadese conosciuta per le sue precedenti esperienze come componente dei Silver Mt. Sion e Saltland. In “Waxing Moon” primo album solista le atmosfere sono completamente diverse, più introspettive ed intimiste. La sua musica ha l’odore della pioggia ma i colori del tramonto; profondità rarefatte che sorvolano gli oceani nelle dieci composizioni del disco che vede come ospiti Richard Reed Parry (Arcade Fire), Sophie Trudeau (Godspeed You Black Emperor), Jace Lasek (The Besnard Lakes), Mishka Stein (Patrick Watson) e lo stesso Patrick Watson duettare in Vessels. I bagliori elettrici sono degli interludi coinvolgenti ma delicati e l’intero lavoro valutato nelle parti strumentali sfiora l’eccellenza. Le canzoni sono incredibilmente belle ma Ocean Song e Dreams To Be Born, che hanno anticipato la release, si elevano su tutte liberando la mente nei paesaggi descritti.

Valentina Maurino è una giovane polistrumentista argentina proveniente dalla città di Rosario; anche per lei l’album “Leyendas De Las Almas Perdidas” rappresenta il disco d’esordio dove l’eclettica artista presenta le sette composizioni attraversando uno scenario senza tempo popolato da esseri eterni dove lei stessa è l’attrice protagonista. Il suo alter-ego ha il nome di Endàley ed è una fata che immortala queste anime in leggende. Le canzoni ricche di fascino sono toccanti, inquiete e le liriche si appropriano di quest’aere infinito, cupo, sospeso in un’irreale realtà. “Leyendas De Las Almas Perdidas” è un lavoro ottimamente riuscito nella sua forma e la parte elettrica ben si adatta al piano ed ai violini della Maurino.

Torniamo a parlare su queste pagine di Brigitte Handley, song-writer australiana residente nella città di Colonia. L’artista ha rilasciato un 7″ in tiratura limitata picture pubblicato come i due lavori precedenti solisti dalla Select-A-Vision Records e registrato negli studi di Melbourne dei Matahari Gardens. L’A-Side Lament Of A Lost Soul … è il remix di un brano incluso nel suo album d’esordio “The Edge Of Silence” dove la melanconia, principale ispirazione delle sonorità, si sviluppa languidamente in immagini chiaroscurali; c’è luce ma non è giorno. La seconda facciata (in realtà il 45 giri è strutturato come double-side) è il singolo After Dark, canzone romantica già edita in formato digitale e seguita da un malioso video agitato da soave sensazioni ricche di pathos. Il testo notturno è destinato a colmare i vuoti presenti, o futuri, dove le speranze assumono la fattezza di una promessa.

Luca Sponzilli