Dopo una serie di singoli accompagnati da altrettanti video ed un EP, Identità, pubblicato nel 2018, fanno l’esordio su album i capitolini Blocco 24, gruppo formatosi nel 2016 composto da Carlo Marzari (voce, synth), Stefano Moroni (basso), Luca Puliti (chitarra) e Roberto Nosseri (batteria, percussioni) ai quali, ultimamente, si è aggiunto un secondo chitarrista, Andrea Giuliani. Con la rivalutazione del suono-chitarra e di un certo cantautorato che abbraccia il verbo tecnologico, il Blocco 24 può considerarsi a tutti gli effetti una band-culto di questo nuovo fronte retroavant-guardistico (scusate il gioco di parole) tanto che a dividere la periferia di Roma dagli scenari industriali della grigia e tufacea Sheffield non vi è che una strada da attraversare. La musica proposta dai cinque è un’affascinante show di movimenti fisico-celebrali, talvolta dall’incedere tribale, capace di ruotare tra danze atmosferiche ed intellettuali e caratterizzata da tonalità avvolgenti che riconducono a certe intuizioni di menti quali Adi Newton e Phil Oakey (ancora Sheffield!).

Non Mi Muovo e Difendimi sono delle precise sequenze armoniche che irrompono con vigore, le malinconiche Berlino e Canzone Per Mark si alternano tra ombre romantico-decadenti anticipando le polarizzazioni tra passato (Ghiaccio,Stringimi e Barriere) e presente (Lenti E Confusi, Elettrica e Sono Ancora Vivo) in un gioco di mediazione tra ritmo e melodia, mentre il lento scandire del piano in Sintesi contribuisce alla formula sonora finale da definirsi nel suo complesso ben congeniata. Bravi Blocco 24, un altro passo verso gli spazi dell’evoluzione è stato fatto e non c’è da stupirsi se questi progressi portino a nuovi sviluppi. Nel frattempo lasciamoci conquistare da queste nuove conoscenze del piacere.

Luca Sponzilli