Giorno: 13 Marzo 2022

THE COLD FIELD
"Hollows"
(Shipwreck, 2021)

Come tante band i Cold Field nascono quale duo che desidera comporre musica dark elettronica rielaborando suoni tetri e a tratti freddi che ricordano Joy Division, Sisters Of Mercy o anche Cure filtrati con il sound odierno di realtà come Soft Moon o Lebanon Hanover. Eleganti, sfornano ottimi brani con una spiccata voglia di riprendere il passato: il risultato è eccellente! La band australiana, nata nel 2019, ha pubblicato 2 dischi, Black River nel 2020 in digitale e poi nel 2021 in CD, e Hollows nel 2021 anche in vinile. Il debutto ci regala emozioni strabilianti, suoni cupi ed echeggianti. Il brano Hunters ne è esempio emblematico come d’altronde tutto l’album.

Ma il capolavoro è il secondo, Hollows, pubblicato nel 2021: ancora più scuro del precedente e con toni d’avanguardia. Brani come Endless Ending, Floating Above The Wasteland, Beauty Expired o Reaching For Things You Cannot Hold fanno assaporare quella adrenalina dark voluta fortemente sia dalla band che dal pubblico che va alla ricerca di sensazioni ed ascolti di culto. Con le loro capacità sapranno probabilmente regalare altre perle, ma la musica a volte in prospettiva può dare anche delusioni: incrociamo le dita!

Angelo Demonte

Cold Field Istagram

Cold Field Bandcamp

TIM BERNE – GREGG BELISLE-CHI
"Mars"
(Intakt, 2022)

Ennesimo album di Tim Berne, uno dei tanti pubblicati dalla favolosa etichetta svizzera Intakt Records. L’altosassofonista dell’avanguardia newyorkese stavolta però, con questo Mars, si presenta in duo con un chitarrista, un giovane e suo grande estimatore, Gregg Belisle-Chi, che solo l’anno scorso, anzi pochi mesi fa, verso la fine del 2021, aveva dedicato proprio a Berne un intero progetto, dal titolo Koi: Performing The Music Of Tim Berne, in cui ha suonato, in solo con chitarra acustica, le sue composizioni. Anche in questo Mars le composizioni sono tutte a firma di Berne, ma l’approccio negli arrangiamenti è quello di una condivisione col suo sodale chitarrista le cui armonie sostengono notevolmente le intricate e sinuose linee melodiche del sassofono. Forse era dai tempi del duo sperimentale con Bill Frisell degli anni ’80, che Berne non compariva soltanto assieme ad un chitarrista; nel 2021 aveva dedicato un intero progetto ad Ornette Coleman, dal titolo Broken Shadows, pubblicato sempre dalla Intakt, che riproponeva lo stile colemaniano nell’intersezione di due sax, l’alto di Berne appunto e il tenore di Chris Speed che sostituisce la tromba di Don Cherry. Lo stile di Coleman ritorna con evidenza anche in Mars nella penultima traccia, Middle Seat Blues, ma in tutto l’album Berne segue una linea propria, uno stile sempre autentico ed un suono di grande potenza, sotto il cui spessore si allargano le maglie delle tessiture armoniche costruite da Belisle-Chi, che nell’esposizione dei temi diventa invece una formidabile eco cameristica del sax. Altro elemento di forza è la supervisione dell’amico chitarrista David Torn, che ne ha curato missaggio e mastering. Un album di ascolto non semplice perché potrebbe sembrare un po’ ridondante di primo acchito, ma che è in verità un momento musicale di grande intensità.

Sergio Spampinato

Mars

Winterjazz

Intakt Records