Giorno: 28 Ottobre 2023

SUFJAN STEVENS
"Javelin"
(Asthmatic Kitty Records, 2023)

È difficile dire dove sarebbe la musica se non fosse per le canzoni d’amore: l’amore è stato per secoli l’argomento preferito dalla maggior parte dei cantautori, ma al di là del fatto che quasi tutti vogliono essere innamorati e sono tristi quando non lo sono, ci sono solo un certo numero di cose da esprimere sull’argomento. Javelin, il nuovo album di Sufjan Stevens uscito il 6 ottobre 2023, è una di quelle rarità. Una raccolta di canzoni sull’amore che appare come qualcosa che non si è mai sentito prima, sia nella sua profondità e complessità, sia nel modo in cui esplora questo sentimento nelle sue complesse forme umane e divine. Temi spirituali sono spesso emersi nella scrittura di questo artista unico da quando ha iniziato ad essere apprezzato con Greetings From Michigan: The Great Lake State del 2003 e i successivi brillanti Seven Swans e Illinois. In Javelin comunica spiritualmente della necessità di aiuto con un desiderio silenzioso ma feroce che rispecchia l’urgenza con cui canta e che appare come un grido di affetto da parte di qualsiasi altro essere umano. Stevens non sta cantando di semplice angoscia in Javelin ma tratta di una condizione universale che cela il bisogno di amore che è tanto necessaria per la nostra esistenza quanto il nutrimento quotidiano.

Il forte e penetrante sussurro scenico della sua interpretazione rende le sue riflessioni ancora più potenti, così come le bellissime armonie arrangiate che aggiungono profondità alle singole tracce. Come spesso accade nei suoi imperdibili e singolari progetti, Sufjan Stevens suona e si occupa personalmente di tutti gli strumenti in queste 10 canzoni ad eccezione di qualche parte di chitarra aggiunta nella dilatata Shit Talk, eseguita da Bryce Dessner dei The National. Ascoltando attentamente questo suo nuovo sforzo si può notare quanto Stevens sia cresciuto all’interno del suo stile caratteristico in due decenni. Il suo menù di melodie folk, leggermente elettroniche abbinato a lirismo poetico si distingue sempre, oggi come allora, dimostrando di aver imparato a sfruttare i vari strumenti utilizzati con agilità dinamica ma sempre senza grandi pretese. La sua musica si integra con i testi in modo che ciascuno amplifica l’altro, mentre la produzione appare sempre discreta nei suoi effetti ma superba nel modo in cui rinforza l’energia emotiva nella musica.

Javelin si chiude sorprendentemente con una cover di There’s A World di Neil Young estrapolata da Harvest che Stevens ha adattato con così tanta personalità tanto che è difficile affermare che non sia una sua creazione, anche se le parole e le idee di Young continuano a trasparire. Javelin è un album sul bisogno di essere amati e sull’amore sia fisico che spirituale dove Sufjan Stevens dimostra di poter argomentare di entrambi senza banalizzare o minimizzare l’importanza dell’uno o dell’altro. Questo è un risultato magico ed encomiabile sotto qualsiasi punto di vista e il fatto che lo abbia fatto mentre creava alcune delle migliori musiche della sua carriera rende questo ascolto come minimo essenziale.

Marco Galvagni

 

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THE GASLIGHT ANTHEM
"History Books"
(Rich Mahogany Recordings / Thirty Tigers, 2023)

The Gaslight Anthem ritornano a pubblicare un nuovo disco di canzoni inedite a 9 anni da Get Hurt album del 2014. History Books esce il 27 ottobre sulla propria etichetta Rich Mahogany Recordings distribuita da Thirty Tigers e prodotto dall’acclamato ingegnere Peter Katis già con The National, Interpol, Death Cab For Cutie. Originari del New Jersey, la band non ha mai fatto segreto di ispirarsi a Bruce Springsteen un amico di lunga data e vicino di casa del cantante Brian Fallon. The Boss infatti appare nella title-track dell’album History Book scritta apposta da Fallon su suggerimento dell’amico. Il lavoro che ha segnato la loro carriera agli inizi rimane The 59 Sound, un disco risultato essere tra i migliori pubblicati nel 2008 che mescolava influenze punk-rock con soul e blues oltre al già citato Springsteen nei testi e nel canto.

I Gaslight Anthem nel tempo hanno trovato ispirazione nella musica di Joe Strummer e Bob Dylan oltre ad incidere cover di grandi musicisti come Tom Petty, Pearl Jam, The Rolling Stones, Nirvana e The Who. E, proprio questa tendenza alla celebrazione della grande musica del passato che ha costituito l’ossatura della band, negli anni si è cristallizzata con il nuovo disco History Books. Sembra proprio che The Gaslight Anthem stiano cercando la loro strada e l’affermazione di uno stile proprio, che rifletta l’esperienza maturata negli anni nonostante le difficoltà umane e psicologiche raccontate dal cantante nelle liriche delle canzoni. Insomma questo nuovo History Books suona proprio come un disco dei The Gaslight Anthem ed è un gradito ritorno per noi e per i fan del gruppo sparsi tra America, Europa e resto del mondo. Brian Fallon voce e chitarra ritmica, Alex Rosamilia chitarra solista e cori, Alex Levine basso e cori, Benny Horowitz batteria percussioni e cori, sono i responsabili del nuovo lavoro dei The Gaslight Anthem.

Tra i brani del disco che ci hanno colpito di più, oltre alla già citata History Books dove si respira Springsteen, un brano sul potere del perdono che infonde la forza per lasciare andare le persone che ti hanno fatto del male e Positive Charge uscita ad aprile come singolo, dove i ritmi violenti di batteria e la chitarra distorta sono in netto contrasto con il racconto delle problematiche umane e psicologiche, troviamo Spider Bites intrisa di una malinconia crescente, con melodie di pianoforte e testi che colpiscono dritti al cuore. Autumn è un pezzo contemplativo e riguarda l’impermanenza del tempo che passa: “quanti giorni come questo potremo vedere ancora” si chiede Brian guardando fuori dalla finestra in un giorno di tiepido autunno. Michigan 1975 cattura la rovina emotiva e fisica della depressione, il male oscuro, mentre Little Faires è una canzone che parla del rifiuto di stare al gioco con persone distruttive, un bel pezzo post-punk abbellito con la voce ospite del frontman dei PUP, il cantante Stefan Babcock. The Weatherman è una ballata intrisa di venature folk molto contemporanee, mentre all’opposto in I Live In The Room Above risuonano chitarre elettriche e una sezione ritmica decisa e martellante che portano il brano su orizzonti aperti e più rock. In generale in tutto il disco ritornano come tematiche le questioni difficili che affrontiamo nella vita di tutti i giorni, sempre presi nel vortice di come affrontare tutte queste problematiche.

È una presa di coscienza sul comune male di vivere che trova nell’empatia il denominatore comune per cercare di andare avanti e farcela. Alla fine è un Brian Fallon soddisfatto che ci racconta di come questa seconda vita dei The Gaslight Anthem sia un incredibile impresa: “Quando una band raggiunge un qualsiasi livello di successo o popolarità, è un dono. È davvero un miracolo poter fare la tua arte per vivere. Vedere i Gaslight Anthem essere arrivati così lontano e in grado di trovare ancora ispirazione e connessione nella musica è un tesoro”. E noi di Frastuoni non possiamo che essere d’accordo.

History Books Track Listing:

  1. Spider Bites
  2. History Books (feat. Bruce Springsteen)
  3. Autumn
  4. Positive Charge
  5. Michigan 1975
  6. Little Faires
  7. The Weatherman
  8. Empires
  9. I Live In The Room Above
  10. A lifetime Of Preludes

Andrea Masiero

 

Prima foto di Kelsey Hunter Ayres

 

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