Giorno: 26 Novembre 2023

DEWOLFF
(Milano, 17 novembre 2023)

I DeWolff, trio olandese formato dai fratelli Pablo (chitarra e voce) e Luka Van De Poel (batteria e voce) e da Robin Piso (organo Hammond e sintetizzatore), sono giunti finalmente a Milano da headliners, dopo aver suonato lo scorso anno di supporto ai Black Crowes. La band, ancora giovane come età anagrafica (poco più che trentenni), non difetta certo di esperienza, avendo già all’attivo 14 tra album in studio e live. Nel loro tour presentano l’ultima fatica Love, Death & In Between uscita lo scorso febbraio.

Gli stessi DeWolff definiscono la loro musica come “raw psychedelic southern rock”, influenzato da Allmann Brothers, Creedence Clearwater Revival, Deep Purple, ma anche dal soul della Stax records. Dopo aver preparato essi stessi la strumentazione sul palco con l’aiuto di un roadie, hanno iniziato il loro set con i primi 3 brani dell’ultimo album, la cui apertura Night Train ha subito scaldato gli animi del pubblico, che ha riempito la sala del Legend per intero.

Il chitarrista Pablo è stato simpatico e coinvolgente, maneggiando bene la sua Gibson da cui ha tratto assoli mai banali, gli impasti vocali con il fratello Luka sono stati pregevoli, lo stesso batterista spesso ha cantato da voce solista. Nel mentre il tastierista Robin ha legato il tutto con il suo Hammond, non facendo rimpiangere l’assenza del basso e di ulteriori musicisti.

Le canzoni sono molto dilatate rispetto alle incisioni in studio, lunghe jam che il pubblico ha gradito molto. Pezzi particolarmente energici si sono alternati a ballad, in cui anche le le tastiere si sono messe in evidenza. Con la lunga Rosita, che ha superato i 20 minuti di durata ed è una piccola suite, con cambi di tempo e di atmosfera, si è chiusa brillantemente la prima parte del concerto.

Pochissimi minuti di pausa e i 3 sono tornati sul palco per suonare due lunghi bis, lasciando poi andare a casa il pubblico definitivamente soddisfatto. Uscendo, ho potuto notare che al banco del merchandising i loro dischi venivano venduti ad un prezzo inferiore rispetto ai negozi online. Bravi DeWolff! Un ottimo concerto e un grande rispetto per il chi è venuto a vederli.

Setlist:

Night Train
Heart Stopping Kinda Show
Will o’ the Wisp
Tired of Loving You
Double Crossing man
R U My Saviour?
Treasure City Moonchild
Rosita

Bis:

Nothing’s Changing
Freeway Flight
Durata 90 minuti

Mario Clerici

 

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Night Train

Will O’ The Wisp

C’È ANCORA DOMANI
(Regia di Paola Cortellesi, 2023)

Chi scrive si è sempre interessato di recensioni musicali, raramente cinematografiche. Nel caso di questo C’è Ancora Domani, pellicola debutto alla regia della talentuosa attrice/comica italiana Paola Cortellesi ci sono buone ragioni che ci hanno spinto a farlo. Si tratta forse della pellicola italiana più discussa e pubblicizzata in questo ultimo scorcio del 2023, sulla quale hanno espresso pareri positivi anche illustri esponenti del cinema nazionale come Nanni Moretti.

C’è Ancora Domani è un film che si inserisce naturalmente nel recente fenomeno italiano del sorprendente filone cinematografico al “femminile” che vede coinvolte sperimentate e prestigiose attrici delle (più o meno) ultime generazioni che si cimentano con la regia. Dopo l’ottimo Felicità di Micaela Ramazzotti è la volta dell’eclettica Paola Cortellesi che sigla coraggiosamente la regia di un film che affronta prima di tutto e principalmente il problema quanto mai attuale della violenza maschile sulle donne: C’è Ancora Domani lo tratta ambientandolo a Roma nell’immediato dopoguerra dei tardi anni ’40, con un’ammirevole fedeltà in bianco e nero alla realtà sociale, agli abbigliamenti, ai luoghi, alla romanità ruspante, ingenua e affaticata dalla guerra di quel periodo.

Purtroppo però, semplicemente, il film non ci è piaciuto, anzi ci ha annoiato e non poco già dopo i primi 10 minuti della visione: è un film che divide, in rete le opinioni sono contraddittorie, spesso molto positive, altre negative. Le pur validissime tematiche (la violenza domestica sulla donna, il bieco quotidiano maschilismo …) – e bisogna dare atto alla Cortellesi del coraggio avuto ad affrontarle – sono affrontate in modo troppo plateale e stereotipato, il film in generale è un tentativo malriuscito di riproporre nel 2023 una vecchia estetica neorealistica in bianco e nero con un risultato alla fine sterile e “da cartolina”.

Come qualcuno giustamente ha commentato nei social, un maldestro tentativo di Paola Cortellesi negli anni 2000 di ricreare il mood di maestri del neorealismo italiano come il Pietro Germi della magnifica pellicola Il Ferroviere e il Roberto Rossellini degli immortali film del dopoguerra. La stessa Cortellesi, altrimenti sempre brillante in altri film e fiction televisive sia in ruoli comici, grotteschi che drammatici, appare poco focalizzata e credibile nel ruolo che si è ritagliato da sola nel suo film. Come regista debuttante invece si rivela di mano ferma e decisa, pur cedendo alle non poche ingenuità di racconto già su illustrate.

Tra gli attori abbiamo soprattutto apprezzato la caratterizzazione senile del sempre grande Giorgio Colangeli, le misurate e convincenti interpretazioni di Vinicio Marchioni ed Emanuela Fanelli: meno quella di un Valerio Mastandrea dalle modalità grottesche fin troppo calato nel ruolo scivoloso di un marito violento ogni santo giorno dell’anno.

Pasquale Boffoli

 

Il Trailer ufficiale del film